Gigi dall’Igna

Com'è possibile che una derivata Superbike sia veloce quasi quanto una MotoGP? Ce lo spiega Gigi dall'Igna, direttore tecnico Aprilia Racing, che ci parla di CRT, Superbike, EVO, e ci spiega perché una RSV4 potrà essere competitiva anche in Superstock

13 agosto 2013 - 20:08

L'ingegner Gigi dall'Igna è una delle persone che più di tutte ha una visione globale del mondo delle corse motociclistiche. Viene dai Gran Premi, dove ha lavorato per anni allo sviluppo delle Aprilia 125, 250 e MotoGP. Ora è concentrato sulla Superbike, dove è presente a ogni round, ma quando può passa ancora ai Gran Premi, per curiosare come vanno le sue ART in MotoGP. È il direttore tecnico e sportivo di Aprilia Racing, ma quando non è in pista è nel proprio ufficio a Pontedera, dove lavora sui modelli stradali del Gruppo Piaggio. Ha una vita molto ricca di impegni l'ingegner dall'Igna, ma il suo cuore è sempre rivolto verso le corse. Corse che lui vuol fare, a tutti i costi, ed è per questo che Gigi Dall'Igna è il riferimento assoluto per il Gruppo Piaggio quando si parla di competizioni.

IL FUTURO DELLA SBK
Nel Campionato Mondiale Superbike ci sono due parti: organizzatore e Case. Le Case in questi anni hanno investito in maniera importante e questo è stato riconosciuto dalla Dorna, che fatto sì che le cose evolvessero nella direzione voluta da Ezpeleta e dal suo staff (cioè in una direzione più vicina alla serie), ma con una certa gradualità, proprio per salvaguardare gli investimenti. Di sicuro fino al 2015 le cose rimarranno più o meno come adesso anche se ora il mondo delle corse di moto è difficilmente sostenibile dagli attori interessati. I costruttori sia in MotoGP sia in Superbike stanno spendendo molto di più rispetto a quanto il mercato consiglierebbe di spendere. Per cui secondo me è ragionevole che ci sia un passo indietro sia in MotoGP sia in Superbike. Ma questo deve esser fatto rispettando gli investimenti fatti negli anni passati. Non si può chiedere di rivedere immediatamente la MotoGP quando si è appena passati da 800 a 1000 cc., non avrebbe senso, ma mi aspetto che anche là ci sia un ridimensionamento nei prossimi tre anni.

APRILIA EVO
Stiamo ragionando per fare un pacchetto, come in MotoGP. Per ora è presto per dare numeri o cifre ma al nostro interno stiamo ragionando. Credo che saremo competitivi anche con una moto EVO (ciclistica Superbike, motore ed elettronica Stock, che dal prossimo anno correranno nel Mondiale delle derivate dalla serie, ndr). Non si vedono Stock Aprilia perché le altre Case negli anni hanno speso risorse interne per evolvere le proprie Stock mentre noi abbiamo deciso di concentrare il budget nella Superbike. Ma sono sicuro che se qualche team volesse impegnarsi in questo Campionato si toglierebbe sicuramente qualche bella soddisfazione con la nostra moto. E non è detto che questo non succeda, magari il prossimo anno.

APRILIA IN MOTOGP
E' evidente che la Dorna vuole le Case in MotoGP perché il loro business, al momento, è in MotoGP. È la che guadagnano soldi e quindi vogliono rendere quel campionato più luccicante. Ma comunque, al momento, Dorna non ci ha fatto proposte per andare in MotoGP. Stiamo ragionando per fare qualcosa di buono. In effetti qualcosa di buono lo stiamo già facendo. E poi, a dirla tutta, non è che ci stiano agevolando o stiano modificando il regolamento per noi. Il prossimo anno non ci saranno più CRT, saranno tutte MotoGP. Dorna vuole il maggior numero di Case possibili in MotoGP e com'è giusto stanno pensando di agevolare chi entrerà in futuro, ad esempio modificando il numero di motori disponibili in una stagione. Però questa non è una cosa che farebbero per noi: è prevista dal regolamento per aiutare chi vuole entrare nel Campionato.

SOLDI
Siamo interessati alla MotoGP ma la CRT per noi è importante dal punto di vista economico, ci ha fatto guadagnare soldi attraverso la vendita di materiale ai team. Le moto non sono in leasing come in Superbike e visto che ci piace fare le cose per bene abbiamo lavorato per rendere contenti i nostri team; credo che abbiamo fatto un buon lavoro. Poi, come abbiamo sempre detto, il nostro campionato, dove c'è la scritta Aprilia, è la Superbike, dove investiamo soldi e possiamo vincere. In MotoGP la strada per farlo è ancora lunga, ci vorrà tempo, quindi per noi è ancora più importante la SBK rispetto alla MotoGP.

ART E LE SUE PRESTAZIONI
Adesso il motore della ART non è più lento di quello della Superbike. In SBK ci sono dei limiti nell'elaborazione, per la CRT no e tante cose vietate in Superbike sono permesse. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato molto per dare motori più performanti ai nostri team, infatti ora il motore va più forte rispetto a quello della Superbike. All'inizio sì, era più lento, ma le cose vanno affrontate per gradi, dev'esserci un programma di sviluppo.

SVILUPPO CRT
Quando siamo partiti col progetto ART la cosa più importante era fare esperienza sulle gomme ed evolvere la ciclistica. Il motore non era una priorità. Siamo partiti con un motore relativamente standard, per evitare problemi ed evolvere la ciclistica. Poi, una volta capito come far funzionare le Bridgestone, sono cominciati a diventare importanti anche il motore e l'aerodinamica e man mano abbiamo iniziato a sviluppare anche questi aspetti.

ELETTRONICA
L'elettronica della CRT è stata sempre sviluppata di pari passo con quella della Superbike. Anzi, tante volte abbiamo usato la CRT come banco di prova per provare soluzioni che poi abbiamo portato in Superbike. Sono contento del lavoro che abbiamo fatto sulla nostra elettronica e di come lo stiamo portando avanti.

ALESAGGIO DA 81 mm, COME IN MOTOGP
Non so se il futuro motore della ART avrà un alesaggio da 81 mm oppure no. Quello è un numero che non mi interessa più di tanto. Di sicuro ti dico che c'è la possibilità di evolvere. I nostri team ce lo chiedono continuamente e credo sia ragionevole farlo. Non abbiamo deciso ancora quale sarà la configurazione definitiva: dipende da quanto i nostri team saranno disposti a pagare, perché sarebbe stupido fare una cosa che poi non riusciamo a vendere.

MOTORE RSV4 ED EVOLUZIONE
Mi piace sempre ricordare che noi non abbiamo mai chiesto una modifica regolamentare. Quando abbiamo pensato alla RSV4 abbiamo semplicemente studiato il regolamento e cercato di interpretarlo nel migliore dei modi. Quando è iniziato il progetto RSV4 c'era ancora un regolamento in SBK che imponeva un limite di giri se l'alesaggio superava i 78 mm ed è per questo che l'RSV4 nasce con alesaggio da 78 mm. Poi altri hanno chiesto modifiche e infatti ora utilizzano alesaggi superiori al nostro. In ogni modo noi avevamo tenuto aperta una porta verso l'aumento di alesaggio e infatti il nostro motore nasce con la predisposizione per arrivare fino a 82 mm.

MERCATO E CORSE
È vero che le moto sportive sono in calo. È comunque vero che il Campionato Superbike ha tantissimi appassionati e secondo me resteranno tanti anche nei prossimi anni. Una Casa, qualunque moto faccia, ha bisogno delle corse. Anche l'Harley-Davidson corre, a suo modo. E non può esistere una Casa che non veda nella corse una vetrina, un mondo nel quale sviluppare tecnologia che poi possa anche servire per la produzione. Il mondo Superbike dal mio punto di vista è sicuramente un bel mondo che permette di sviluppare una tecnologia che poi può davvero essere utilizzata. Poi ci possono essere altri campionati che danno più visibilità ma sfruttano una tecnologia che più difficilmente può essere applicata in produzione. Ogni cosa ha la propria sfaccettatura e va analizzata. E ogni Casa deve decidere in base al proprio approccio alle corse.

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