Prova Kawasaki Ninja H2 SX, turismo superfast

Assurdamente veloce ma discretamente confortevole, la Kawasaki Ninja H2 SX è un’opera d’ingegneria pensata anche per i lunghi viaggi.

30 ottobre 2018 - 11:10

ARRIVA L’EURO 5

L’Euro5 incalza e alle aziende motociclistiche tocca correre ai ripari: i limiti sulle emissioni imposti dalla nuova normativa sono molto stringenti. Come fare per mantenere le prestazioni? C’è chi ci prova con la fasatura variabile, chi con l’aumento di cilindrata, chi ancora come Kawasaki ci prova attraverso la sovralimentazione. L’hanno fatto prima con la folle supersportiva H2, disponibile anche in versione R da oltre 300 cv, per poi declinare il progetto in ottica più turistica con l’H2 SX.
Parla la storia

Kawasaki non è nuova a questo genere di soluzioni: negli anni 80 fece molto scalpore la sua GPZ 750 Turbo, una moto che all’epoca grazie al turbocompressore eguagliava e addirittura superava nelle prestazioni la sorella aspirata, la GPZ 1100, ben più pesante e voluminosa. Avanti veloce di oltre trent’anni, oggi il turbo non c’è più, ma Kawasaki prova la sovralimentazione tramite compressore centrifugo. La teoria dice che il compressore non ha i ritardi che spesso affliggono il turbo ed è anche molto meno ingombrante. Per di più, l’azienda di Akashi ha tutta la tecnologia per sviluppare in casa una girante fatta e finita, grazie al know-how in campo aeronautico. Detto, fatto, l’H2 SX ha un motore 4 cilindri da 998 cc con compressore centrifugo capace di 200 cv a 11.000 giri e 137,3 Nm, numeri impressionanti ma che i tecnici assicurano essere estremamente lineari.
Quanto mi costi…!

Il telaio è un traliccio in acciaio dalle quote molto sportive: 1.480 mm l’interasse, 24,7° l’inclinazione del cannotto di sterzo. Il peso si attesta sui 256 kg in ordine di marcia, un bel po’, ma l’H2 SX ha tutta l’elettronica di ultima generazione. Piattaforma inerziale IMU che gestisce controllo di trazione, ABS, freno motore e mappature. Per gli incontentabili c’è il pacchetto SE (special edition) che tra le altre cose aggiunge la strumentazione a colori, le manopole riscaldabili e il Quickshifter. Tutto questa tecnologia, però, ha un prezzo: si parte dai 19.690 euro richiesti per l’H2 SX “base”, mentre per la SE il conto sale a 22.690 euro. Optional le borse laterali.

BEN FATTA

L’H2 SX è una moto molto ben fatta prima ancora che una moto da turismo. La strumentazione a colori è chiara e luminosa, la verniciatura con effetto glitter unica. La seduta è particolare: la sella è ben imbottita ma le gambe rimangono rannicchiate, soprattutto ai più alti, e le braccia sono distese e caricate sull’avantreno. I primi metri con lei però sono una piacevole sorpresa: è imponente, vero, ma sa essere mansueta. Il 4 cilindri non scalcia e ha quasi zero effetto on-off.

FORZA 4

Tutto questo però passa assolutamente in secondo piano non appena capita un lungo, desertico rettilineo, ad esempio dopo un casello autostradale, per saggiare la potenza del motore. C’è qualcosa di primordiale nella forza di questo 4 cilindri sovralimentato. Improvvisamente, tutto ciò che avete intorno si ferma, come in uno slow-motion. La spinta è furibonda, ben oltre il ragionevole, e obbliga il pilota a trovare nuovi punti di riferimento. Meglio andarci cauti e prendere con calma la giusta confidenza.


Comunque confortevole
Accelerazione a parte, all’H2 SX mancano giusto dei semimanubri un po’ più alti per essere realmente confortevole in autostrada. Il cambio è morbido, il motore non vibra e sa essere dolce nella prima metà del contagiri e la protezione è abbastanza buona. Le borse non sono così capienti, ma per un weekend agile possono bastare.

AMA LA GUIDA FLUIDA

Difficile imbrigliare una simile forza della natura in una guida efficace, ma il traliccio dell’H2 SX ci riesce piuttosto bene. I percorsi tortuosi e le strade rovinate non sono il suo perché l’avantreno diventa pesante nei tornanti e la sua inerzia porta ad un vago sottosterzo, ma sfruttando la sua stabilità su strade aperte si gode. Non ama i repentini cambi di direzione e le staccate furibonde: vanno invece disegnate traiettorie tonde e lineari, sfruttando la bontà della sua ciclistica, l’assetto sostenuto e imperturbabile e la forza del 4 cilindri in uscita di curva.

FOLLIA MOTOCICLISTICA

Sportivissima ma anche confortevole, la Kawasaki H2 SX è una moto con tutte le carte in regola per fare del buon turismo. Eppure…lo sguardo cade sempre su quel logo Super Charged. Inutile girarci attorno, la sua anima è più folle che turistica, per questo non sarà mai una moto per tutti. Oggi, è una moto per pochi, facoltosi e originali motociclisti, ma potrebbe essere la base di sviluppo per altre moto. Moto più piccole di cilindrata, magari da 500 centrimetri cubi, ma che grazie alla sovralimentazione siano in grado di esprimere potenze simili a motori ben più grandi. La strada è tracciata: chi avrà il coraggio di intraprenderla?

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