Le maxi enduro occupano i primi posti delle classifiche di vendita da molti anni. Il motivo è semplice: da dakariane estreme quali erano nei primi anni 90, si sono evolute in moto buone per qualunque utilizzo, dal turismo all’off-road, passando per la guida sul bagnato. Per garantire sicurezza in uno spettro di situazioni così ampio, però, servono pneumatici estremamente tecnologici, con mescole e carcasse speciali.
Tra i produttori di pneumatici, un ruolo importante in questo settore lo gioca Continental che, con il suo TKC 70, in tre anni si è conquistata la fiducia di molti globetrotter.
Oggi amplia la gamma di misure disponibili, proponendosi così anche ai proprietari di due modelli molto apprezzati: la Ducati Scrambler e la Honda Africa Twin.

Il Continental TKC 70 è uno pneumatico polivalente: nasce dall’esperienza maturata in tanti anni con il TKC 80, molto più votato all’off-road, e dalla tecnologia impiegata sul più turistico ContiTrailAttack 2. Il risultato è un pneumatico non estremo, che promette un eccellente grip su asfalto (sia asciutto sia bagnato), un ottimo chilometraggio e una buona propensione al fuoristrada: strade bianche e sentieri anche impervi non dovrebbero essere un problema. Nuove misure, dicevamo: dal 2018 il Continental TKC 70 sarà disponibile in 110/80R18 M/C 58H TL M+S (anteriore per Ducati Scrambler) e 90/90-21 M/C 54H TL M+S anteriore e 150/70R18 M/C 70H TL M+S posteriore (per Honda Africa Twin). Da notare che la sigla M+S lo rende omologato anche come pneumatico invernale.

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Alessandro ha 14 anni quando il sui migliore amico si presenta sotto casa con un MBK Booster fiammante, elaborato che manco quelli da trofeo. Ale non sta nella pelle, lo vuole provare subito. L’amico glielo concede raccomandando la massima cautela perché “l’ho appena preso”. La sequenza successiva è: 30 metri con le due ruote a terra, impennata, cappottata e perdita probabile di una amicizia. Da quell’esperienza Alessandro poteva capire due cose:
Le moto non facevano per lui.
Le moto sarebbero state il suo futuro.
Purtroppo ha capito quella sbagliata e ce lo siamo ritrovati a RED.
Da quando ha 22 anni, tra un esame e l’altro della facoltà di Ingegneria meccanica (poi terminata con la Laurea) ha iniziato a provare moto di ogni genere: dallo scooter (memore della sua fantastica prima esperienza) alle supersportive da gara, passando per custom, enduro e bagger da 400 kg.
Sempre con la voglia di raccontarle e sempre tenendo a mente l’espressione stupita (ancora non sappiamo se felice) del suo amico (incredibilmente rimasto amico) in quel fatidico pomeriggio. Oggi a RED prova e racconta ancora moto di ogni tipo. E non impenna (quasi) più.