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L’evoluzione delle moto sportive comporta che di pari passo si evolvano anche gli pneumatici. Misure, profili ma anche tipologia di prodotto. Parlando di pista viene molto semplice linkare direttamente il concetto di performance estrema alla gomma slick. Zero intagli, mescola nata esclusivamente per la guida veloce in pista la slick è il sogno di molti riders, che a questo tipo di gomma associano l’ottenimento delle loro massime prestazioni. Ma… c’è slick e slick. Se è vero, infatti, che questi pneumatici hanno effettivamente un livello di performance superiore, è altrettanto vero che richiedono certe accortezze per poter essere utilizzati al meglio. Prima fra tutte quella degli assetti. Non è, infatti, così scontato che, aumentando esponenzialmente il livello di grip o estremizzando i profili, si disponga di sospensioni che riescano a “tenere il passo”. Per cui girando per il paddock non è infrequente vedere gli effetti di queste problematiche spesso visibili su battistrada che sembrano essere stati sbranati da una tigre più che utilizzati per un turno in pista. Qualche turno e son buone per la discarica. Con quello che ho speso… E poi la durata. Pneumatici di questo tipo hanno vita breve quanto una efemera, la stessa vita breve che hanno i fogli da 50 euro nel vostro portafogli ogni volta che andate a girare.

LA SLICK PER TUTTI

Soluzioni? Scegliere qualcosa di meno estremo o rivolgersi a slick di ultima generazione come le nuove Pirelli Diablo Superbike SC3. Per chi conosce i progetti della Pilunga il numero dice già tutto. A chi invece non li conosce spieghiamo che la scala delle performance (inversamente proporzionali alla durata) delle Pirelli parte dallo 0 (super soft, quasi una gomma da qualifica) per arrivare appunto al 3 (hard) passando per 1 (soft) e 2 (medium). La SC3 è quindi la proposta Pirelli con maggiore “consistenza” per quel che riguarda durata e tempi sul giro. È nata per soddisfare le esigenze di chi corre nel mondiale Endurance, campionato in cui non occorre solo andar forte ma poterlo fare per il maggior tempo possibile. In questa disciplina –facile intuirlo- un cambio gomme in meno è più vantaggioso rispetto al decimo limato in pista, per cui risultano vincenti prodotti che riescono a mantenere inalterato il loro livello di performance quanto più a lungo possibile.

PRESTAZIONI “LUNGHE”

Trovare il bilanciamento tra prestazioni e durata è quindi lo scopo di questo prodotto. Un bilanciamento che ha però una ricaduta molto positiva anche su chi vuole entrare nel magico mondo degli slick senza accusarne le ripercussioni negative. Pensiamo ad esempio al classico “turnista”, nella SC3 troverà prestazioni di ottimo livello (comunque superiori a quanto possa offrire una ciclistica di serie), ma anche costanza di rendimento, resistenza ai cicli termici (riscaldamento/raffeddamento) il suo investimento sarà poi ripagato da una durata molto interessante. La SC3 non è una novità, come detto è stato la proposta Pirelli per chi corre il mondiale Endurance, ma non solo, talvolta è stata utilizzata anche nel mondiale Superbike.

EVOLUZIONE PER IL 2017

Lo sviluppo continuo da parte del testing department Pirelli di Giarre (che si occupa anche di prodotti racing) ha portato nel 2017 a una netta evoluzione tecnica che ha interessato struttura e mescola del posteriore (l’anteriore non cambia) con l’obiettivo di migliorare non solo il tempo sul giro ma anche le caratteristiche dinamiche e la longevità andando a offrire un mix che può essere molto interessante per più utenti.

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