Confronto Enduro 250 & 350 m.y. 2020

La voglia di avventura con le enduro professionali da 250 e 350 centimetri cubi. Abbiamo messo in tasca il cronometro affrontando un viaggio da Milano fino al mare. Poco asfalto, tanta polvere e sentieri stretti a conferma che queste moto con i tempi giusti posso emozionare

15 novembre 2019 - 16:16

Il mondo delle enduro professionali, per intenderci, le monocilindriche a due e quattro tempi con una cilindrata massima di 500 centimetri cubi, è caratterizzato da filosofie costruttive molto chiare. Da una parte le Case giapponesi che per scelta trasformano le loro moto da cross in enduro e si riconoscono tutte, per avere il telaio in alluminio con le travi perimetrali e gli europei che invece costruiscono moto specifiche per questa specialità che nel nostro confronto hanno telai in tubi d’acciaio.

Quattro protagoniste, due italiane da sempre patria del fuoristrada e due austriache: Beta, Fantic, Husqvarna e KTM. Moto leggerissime, e potenti, ottime compagne per affrontare punti tecnici, fango, guadi e salite impossibile impestate di sassi!

ITINERARIO Da Nord a Sud

Questa volta però niente cronometro, prova in linea o fettucciato e neppure controlli orari tirati. Con loro abbiamo viaggiato con passo leggero stando il più lontano possibile dall’asfalto, scegliendo strade bianche per arrivare al mare da Milano calpestando una linea ideale, il più dritta possibile, tracciata partendo dal presupposto che con queste moto, ogni tanto, si può vivere un’avventura.

Semplici e Iper tecnologiche

Queste sono moto solo apparentemente semplici, perché caratterizzate da un’estetica essenziale. Non fermiamoci però alle apparenze, non accontentiamoci di riconoscere la gomma tassellata, la ruota anteriore da 21″ e un manubrio alto per dire che queste enduro sono tutte uguali! Tra iniezione elettronica, mappature motore e sospensioni ognuna ha qualcosa da raccontare. Andiamole a conoscere meglio.

BETA RR 450 4T

FANTIC ENDURO 250 CASA

HUSQVARNA FE 250

KTM EXC 250 F

LE GOMME DEL CONFRONTO

CONCLUSIONI

LA NOSTRA PACE CAR

IL PERCORSO

IL VIDEO DELLA PROVA

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