Prova Honda Monkey

A 4.190 euro, questa moto unica per dimensioni, storia e design, si presta a un'idea di mobilità quanto mai attuale. Ecco la Monkey, mini-bike per giocare

1 luglio 2020 - 10:05

Se volete passare inosservati questa non è certo la moto giusta per voi. Perché la piccola Honda Monkey attira sguardi e attenzioni, incuriosisce e piace davvero a tutti. Il segreto di questo successo è un mix sapiente di ingredienti, personalità prima di tutto, poi unicità e stile. Se ci si ferma alla forma. Ma incredibilmente non è tutto, perché è anche divertente, maneggevole e agile.

Insomma per me è stato un vero colpo di fulmine.

Un fascino che arriva da lontano il suo, e porta con sé la nostalgia e la leggerezza degli anni ’70, anche se la sua storia comincia ben prima, nel 1961. Inizialmente infatti la Monkey fu sviluppata come moto giocattolo per un parco di divertimenti di Tokyo. Si capì subito, però, che aveva le potenzialità per diventare un successo, così nel 1963 fu realizzata una versione da strada, senza sospensioni, con ruote da 5” e manubrio pieghevole. Gli anni successivi il diametro delle ruote crebbe fino a 8” e la forcella diventò staccabile per poterla riporre nel bagagliaio.

Ma è il modello del 1978 che ne decreta la fortuna. Con il nuovo serbatoio a goccia e i dettagli cromati, diventa subito un’icona: un bell’oggetto prima ancora che una bella moto, capace di avvicinare alle due ruote un pubblico tutto nuovo.

E la Monkey del ventunesimo secolo ha quella stessa capacità di stregare, già da ferma. Sì, perché a dire il vero la prova non ha aggiunto molto all’idea che mi ero fatta di questa moto così particolare. Di sicuro le prestazioni non sono un argomento di cui abbia senso parlare.

Mi aveva sedotta senza far nulla. Neppure la scheda tecnica la descriveva:

Motore: monocilindrico orizzontale raffreddato ad aria da 125 cc capace di 9,4 CV e 11 Nm di coppia
Consumi ridottissimi, pari a 67 km/litro dichiarati
Telaio monotrave in acciaio, forcella a steli rovesciati, due ammortizzatori posteriori.
Cerchi in lega da 12″ con pneumatici di larga sezione
Freno anteriore a disco di 220 mm, pinza a 2 pistoncini, ABS con piattaforma inerziale IMU; posteriore a disco da 190 mm, pinza a un pistoncino
Peso con il pieno di soli 107 kg, interasse di 1.155 mm
Sella ad appena 775 mm da terra
Sofisticato impianto luci full-LED
Colorazioni: Banana Yellow/Ross White  e Pearl Nebula Red/Ross White

A 4.190 euro (F.C.)


La Monkey non è solo apparenza, guidarla è divertentissimo. Inutile dire che lo spirito è quello di muoversi agilmente in città, ma anche al mare o in campagna, senza fretta. Idealmente sostituisce uno scooter, in realtà è una vera moto che va guidata con il gusto della lentezza, assaporando il viaggio, o anche il semplice spostamento. Insomma è un mezzo che non vuole essere imbrigliato in definizioni.

La sella è spaziosa e comoda, ci si sta bene e non rannicchiati come si potrebbe pensare anche se si è più alti di 1 metro e 70. Ci si starebbe ottimamente anche in due, ma purtroppo la Monkey non è omologata per portare un passeggero.

Facile e  immediata com’è, mette subito a proprio agio, complice l’altezza della sella davvero contenuta. Bastano pochi metri per entrare in sintonia; la maneggevolezza è indubbiamente un punto di forza, mentre il peso ridotto, l’incredibile raggio di sterzata e la frizione morbidissima aiutano notevolmente.  Vivace e disinvolta nel traffico, può contare su un motore che non scalda, neppure nelle giornate afose della prova.

Simpatica e scanzonata, ha quell’arroganza tipica di chi sa di piacere.

 

(Foto di Marco De Ponti)
Casco Momodesign Zero Heritage

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