Volvo XC60 B5 prova

Volvo XC60 B5, il diesel diventa mild hybrid. La prova

26 settembre 2019 - 11:37

Una presenza molto discreta

A essere onesti, sulla XC60 B5, così come su tutte le mild-hybrid (Diesel o benzina che siano), è difficile percepire l’apporto dell’elettrico in modo netto. Primo perché si tratta di un’unità molto piccola – 10 kW di potenza e 40 Nm di coppia – secondo perché, come scritto nella pagina precedente, non lavora mai da solo. In ogni caso, il powertrain ibrido della B5 offre sempre un’ottima spinta, sin da 1.200 giri e fino a oltre 4.000, anche se ovviamente non ha senso spingersi tanto in là: meglio godersi la fluidità di guida ai bassi e medi regimi. Ciò che invece non mi ha convinto, del turbodiesel 4 cilindri della svedese, è una certa ruvidità, soprattutto in relazione ai motori analoghi della concorrenza.

Comfort prima di tutto

Da vera Volvo, la XC60 mette l’assorbimento delle asperità davanti all’handling, la capacità di assorbire le irregolarità del fondo stradale prima dell’agilità fra le curve. Il risultato è che si è isolati alla perfezione sia dalle sconnessioni più secche, sia dagli avvallamenti autostradali. Quanto al piacere di guida, beh, detto che l’auto è sempre sicura, stabile e composta nelle reazioni, se siete alla ricerca di uno Sport Utility che vi dia anche qualche soddisfazione in curva, questo non è quello più giusto. E non vuole esserlo, peraltro: Volvo, su tutta la gamma, ha scelto ormai da anni di non voler inseguire i tedeschi su quel terreno, ma di differenziarsi per

La correzione che non ti aspetti

Ho citato prima i numerosi e rassicuranti sistemi di assistenza alla guida della svedese. Il test della XC60 B5, svoltosi per lo più sulle strade di campagna fra la provincia di Bologna e quella di Ferrara, mi ha dato modo però di riscontrare un “risvolto” finora sconosciuto di uno di questi dispositivi: il mantenimento automatico della corsia. Sulle strade strette, quando si incrocia un altro veicolo, si è portati istintivamente e spostarsi verso destra. Peccato che il “cervellone” di gestione legga un avvicinamento pericoloso alla riga bianca, per cui agisce sullo sterzo per accentrare nuovamente l’auto nella carreggiata. Una sensazione poco piacevole quando dall’altra parte, appunto, sopraggiunge un altro veicolo.

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