F1 2018 è la naturale evoluzione della serie di Codemasters. Non stravolge l’ottimo pacchetto sviluppato nel 2017, ma si “limita” ad affinarlo/espanderlo, perfezionando in modo mirato il suo sistema fisico/dinamico.

Il risultato? Un racing game ancora più solido, entusiasmante ed avvolgente di F1 2017… a patto di abituarsi al nuovo (e un po’ claustrofobico) sistema Halo. Niente paura, c’è una provvidenziale opzione che consente di disattivare la colonna centrale della struttura, liberando il campo visivo del pilota!

Il fulcro del racing game è la rinnovata modalità Carriera, che si estende su più stagioni e include tutte le auto, le scuderie, i piloti e i 21 circuiti dell’attuale stagione di Formula Uno (arriva il nuovo Paul Ricard, fa il grande ritorno il circuito tedesco di Hockenheimring e saluta il tracciato di Sepang). Naturalmente, F1 2018 prevede tutte le altre modalità di gioco rapido, dal gran premio singolo (configurabile in tutto e per tutto, con tanto di test, prove libere, qualifiche e gara) alle immancabili prove contro il cronometro, passando per i campionati personalizzati o per il multiplayer online fino a 22 partecipanti, che introduce le cosiddette “Super License”, ovvero un sistema di valutazione dei piloti in termini di performance e di correttezza, progettato per ritrovarsi a duellare in pista contro avversari del proprio calibro.

Al fianco delle moderne vetture, F1 2018 propone anche venti auto storiche (direttamente dagli anni ‘70, ‘80, ‘90 e 2000), per proiettarsi indietro nel tempo al volante di bolidi scorbutici e avidi di un certo apprendistato. Qualche nome? Beh, la leggendaria McLaren M23D del 1976 di James Hunt e la Ferrari 312 T2 di Niki Lauda, la Lotus di Emerson Fittipaldi del 1972 e la Lotus 79 di Mario Andretti del 1978. O ancora, la Ferrari 312 T4 del 1979 di Jody Scheckter e la McLaren MP4/1B del 1982 guidata da John Watson e Lauda.

Tornano a grande richiesta dei fan anche gli Eventi, ovvero scenari predefiniti che si rifanno a momenti chiave della stagione in corso o sfide iconiche ripescate dal glorioso passato (utili per sbloccare punti extra, essenziali per sviluppare la propria monoposto), che a partire da quest’anno saranno pubblicati a cadenza settimanale da Codemasters.

F1 2018 è un (quasi) simulatore perfettamente scalabile, dotato di un modello di guida versatile, accessibile e (per chi non si accontenta) decisamente impegnativo. È in grado di adattarsi a qualsiasi esigenza o esperienza di guida, dagli appassionati dotati di volante e pedaliera ai giocatori “casual”, armati di controller, cambio automatico, aiuti elettronici e traiettorie dinamiche.

Una volta impugnato il volante, le sensazioni percepite non si discostano troppo dall’edizione dello scorso anno. L’handling è pienamente godibile, merito di un sistema fisico appagante, caratterizzato da una curva di apprendimento lunga e sempre più gratificante. La versione 2018, tuttavia, rappresenta un triplo passo avanti per la serie di Codemasters. Gli sviluppatori hanno infatti ottenuto miglioramenti tangibili su tre aree specifiche: gestione delle gomme, fisica delle sospensioni (in relazione ai cordoli) e sistema di recupero dell’energia (ovvero l’ERS).

Grazie allo studio di nuovi dati telemetrici, Codemasters è riuscita a riprodurre con maggiore accuratezza la temperatura interna degli pneumatici (a differenza del capitolo precedente, che si fermava a quella del battistrada). Questo si traduce nella necessità di una guida ancora più strategica. Bisogna fare estrema attenzione ai cordoli o alla gestione di accelerazioni e frenate (per non parlare dell’innalzamento delle temperature quando si è nella scia degli avversari…), per evitare di portare ben presto le gomme fuori dal range ottimale di utilizzo.

Il processo di ottimizzazione, inoltre, si è focalizzato anche sulle sospensioni, che ora si dimostrano ben più reattive sui cordoli rispetto a F1 2017. Un esempio pratico? Provate a “tagliare” in modo aggressivo l’uscita dalla Ascari a Monza, per ritrovarvi in controsterzo (o in testacoda).

A tutto ciò si aggiunge la nuova gestione (era ora!) dell’ERS, il sistema che permette di immagazzinare energia dalla frenata e dal recupero del calore generato dagli scarichi. Il giocatore può selezionare una delle sei mappe (richiamabili in qualsiasi momento), per puntare alla performance immediata (essenziale nei primi giri, per non perdere il contatto con le posizioni di testa) o al risparmio tattico.

La strategia, in F1 2018, è tutto. Sarà cruciale ogni singola sessione di testing, per guadagnare punti risorsa da spendere nella progressione di affidabilità generale, telaio, aerodinamica e motore. Gli alberi di specializzazione della ricerca sono ora caratterizzati dalla cosiddetta “fog of war”, che dona all’esperienza il brivido dell’incertezza. Inoltre, la Carriera si estenderà per diverse stagioni, introducendo modifiche al regolamento che potrebbero invalidare il lavoro compiuto su determinati aspetti della propria vettura.  

Tra zone DRS, differenti miscele di carburante, Safety Car (e Virtual Safety Car), soste ai box da sfruttare a proprio vantaggio (grazie alla pregevole realizzazione del meteo dinamico, con scorci a dir poco fotorealistici) e power unit da gestire con astuzia, F1 2018 risulta un racing game ancora più strategico che mai. Va da sé che la corretta configurazione dei tasti del volante risulterà fondamentale, e il successo sarà strettamente legato a una sapiente amministrazione tattica delle risorse a propria disposizione.

L’ultima spolverata di strategia, infine, è data dalla interviste al termine di ogni sessione del weekend, che finiranno per condizionare (in positivo o negativo) i tempi di consegna di nuovi componenti, oltre che per incidere sui parametri di spettacolarità, sportività, reputazione con le altre squadre, aspettative del team e nuovi contratti.

Su PlayStation 4, F1 2018 sfoggia una maggiore pulizia grafica rispetto all’edizione 2017, senza mai mostrare il fianco a problemi tecnici di sorta. Il risultato è eccellente in qualsiasi condizione atmosferica, con il calore che sale dalla pista e dagli scarichi del motore. Gli sviluppatori hanno anche introdotto un sistema di fosforescenza e miraggio agli effetti visivi che segna una grande differenza nelle telecamere di replay e in pista.

Tuttavia, la sensazione è che l’EGO Engine abbia qui espresso il massimo del suo potenziale, con buona pace dei suoi svariati (o troppi) anni sul groppone. Per il 2019, insomma, sarebbe lecito attendersi il passaggio a un nuovo motore grafico, finalmente in grado di supportare PlayStation VR (e Oculus su PC).

A voler trovare il pelo nell’uovo, emergono piccoli difetti, che non compromettono in alcun modo la qualità complessiva del gioco. L’intelligenza artificiale, ad esempio, si limita ad impegnare il giocatore con sorpassi generalmente corretti e un passo sul giro (impostando il gioco al 100% della difficoltà) di tutto rispetto, senza prodursi in manovre azzardate o strategie degne di nota. Non manca qualche problema con la Safety Car (che talvolta scombussola anche la migliore delle strategie) e i contatti tra le vetture (almeno quelli più leggeri) sono ancora troppo “permissivi”, generando pochi danni. Infine, manca il supporto a PlayStation VR: un vero peccato.

F1 2018, il videogioco ufficiale della FIA FORMULA ONE WORLD CHAMPIONSHIP del 2018, è disponibile su PlayStation 4/PlayStation 4 Pro, Xbox One e PC Windows (DVD e su Steam). Per goderne al massimo, è consigliabile una postazione dotata di volante (su tutti, il Ferrari F1 Wheel Add-On, utilizzabile con T500 RS, T300RS, T300 Ferrari GTE, TX Racing Wheel Ferrari 458 Italia Edition) e pedaliera.