Lamborghini – Le sette meraviglie del Toro

Oltre sessant'anni di storia, costruita sul coraggio di osare con l’intento di spostare sempre più in alto l’asticella. Il risultato? Auto estreme e fuori dagli schemi capaci di lasciare il segno. Ecco le sette migliori Lamborghini di sempre

Ci vuole coraggio per sfidare Ferrari nel suo stesso cortile. Ce ne vuole ancora più per farlo partendo da zero, con un nome nuovo e solo la passione e la testardaggine di un costruttore di trattori convinto di poter far meglio. Ferruccio Lamborghini quel coraggio lo aveva da vendere, e nel 1963 fondò a Sant’Agata Bolognese il Marchio che avrebbe scritto le regole delle supercar.

ferruccio lamborghini trattori

In oltre sessant’anni di storia, Lamborghini ha prodotto alcune delle auto più incredibili e desiderate al mondo: dalla Miura, prima supercar della storia con motore centrale, alla Countach che ha definito l’estetica delle hypercar per decenni, fino alla Revuelto con motore V12 ibrido e 1.015 cavalli. Modelli capaci di stabilire record di velocità, conquistare il Nürburgring e diventare simboli capaci di andare oltre il mondo dei motori.

Abbiamo selezionato le sette migliori Lamborghini di sempre, quelle più importanti: i modelli che hanno segnato la storia del Marchio, rivoluzionato il concetto di supercar e hypercar. Dalla prima 350 GT del 1964 fino alla Revuelto ibrida, ecco le sette meraviglie del Toro secondo noi.

Lamborghini 350 GT (1964)

La prima creatura di Ferruccio: elegante, potente e nata per superare Ferrari. È la prima vettura di serie a vantare un motore con doppio albero a camme in testa. Il suo V12 in linea da 3,5 litri è disposto in posizione anteriore e sviluppa 270 cavalli. Progettato da Giotto Bizzarrini per il prototipo 350 GTV, viene reso più fruibile da Paolo Stanzani. Gian Paolo Dallara e Stanzani progettano il telaio, vestito da Carrozzeria Touring con un’elegante carrozzeria Superleggera a due posti derivata dal design originale di Franco Scaglione.  

La 350 GT ha dimostrato al mondo che il Toro faceva sul serio. Ne sono state prodotte solo 150 fino al 1967, a cui si aggiungono 2 spider ed altrettante coupé con coda verticale tipo Kamm realizzate dalla Zagato.

Numeri
Motore 3.5 litri V12 a 60° longitudinale anteriore, 270 CV, 250 km/h, 0-100 in 6.0 s

Lamborghini Miura (1966)

Lamborghini Miura

La Miura è considerata la prima supercar della storia. Un’auto rivoluzionaria e una delle più belle mai create. Le auto sportive avevano il motore in posizione anteriore, sulla Miura il V12 4 litri viene messo al centro, dietro il pilota, una soluzione derivata dalle competizioni che cambia per sempre le regole del gioco. Al suo debutto la Miura era l’auto più veloce del mondo, con una velocità massima di circa 280 km/h.

Le linee sinuose firmate da Marcello Gandini per Bertone, con i caratteristici fari a ciglia e l’altezza di soli 110 cm, rimangono attuali dopo 60 anni. La Miura è stata prodotta in 763 esemplari suddivisi in tre versioni: P400 (350 CV), P400 S (370 CV), SV (385 CV), più alcune versioni speciali, tra cui la roadster.

Numeri
Motore 4 litri V12 a 60° trasversale centrale, 350–385 CV, 276–282 km/h, 0-100 km/h in 5,5-6,3 s

Lamborghini Countach (1974)

Lamborghini Countach

Se la Miura è eleganza, la Countach è cattiveria pura. Con il suo avveniristico design a cuneo firmato da Marcello Gandini, le porte a forbice diventate un marchio di fabbrica, la Countach ha definito l’estetica estrema e aggressiva associata ancora oggi alle supercar del Toro. Il suo V12 di 60° montato in posizione longitudinale posteriore è basato sull’unità progettata da Giotto Bizzarrini, con doppio albero a camme in testa per ogni bancata.

Lamborghini Countach

Rimasta in produzione per 16 anni, la Countach è stata costruita in 1999 esemplari divisi in 5 serie principali: LP 400, LP 400 S, LP5000 S, 5000 Quattrovalvole e 25° Anniversario. Inizialmente il motore sulla LP400 aveva una cilindrata di 4 litri e 375 CV, che poi diventarono 345 sulla 400 S, nuovamente 375 sulla 5000 S con cilindrata portata 4,8 litri e 455 sulla Quattrovalvole e sulla 25° Anniversario, con la cilindrata che arriva a 5,2 litri.

Per onore di cronaca, c’è da aggiungere che nel 2021 Lamborghini ha lanciato la Countach LPI 800-4, come tributo al 50° anniversario dalla presentazione del concept al Salone di Ginevra del 1971. Solo 112 esemplari, tutti esauriti al lancio.

Numeri
Motore 4-4.8-5.2 litri V12 posteriore longitudinale, 345-455 CV, 290-315 km/h, 0-100 km/h in 4,9-5,8 s

Lamborghini LM 002 (1986)

Lamborghini LM002

Non è una supercar e non è stato un successo commerciale, ma il Rambo-Lambo (così è stato soprannominato) merita un posto tra le lamborghini più importanti. Il nonno della della Urus è stato il primo vero SUV ultra-prestazionale al mondo. Nato nei primi anni 80 come risposta a una commessa militare americana, questo imponente fuoristrada rappresentò una svolta radicale per un marchio tradizionalmente legato alle supercar.

Sotto il cofano batteva il motore V12 da 5,2 litri derivato dalla Countach, capace di erogare 450 cavalli. Un cuore da corsa trapiantato in un corpo massiccio: oltre 2.700 kg di peso per una carrozzeria alta e squadrata, pensata per affrontare i terreni più ostili. Eppure, nonostante la mole, raggiungeva i 210 km/h. Prodotta in soli 301 esemplari tra il 1986 e il 1993, la Lamborghini LM 002 divenne presto un oggetto del desiderio tra sceicchi e collezionisti.

Numeri
Motore 5,2 litri V12 anteriore, 450 CV, 210 km/h, 0-100 km/h in 7,8 s

Lamborghini Diablo (1990)

Lamborghini Diablo

La Diablo raccolse l’eredità della Countach con l’obiettivo di spingersi ancora più in là. E ci riuscì: fu la prima Lamborghini a superare i 320 km/h (le magiche 200 miglia orarie), grazie al suo V12 da 5,7 litri, capace di erogare 492 cavalli nella versione di lancio. In seguito il motore fu portato a 6 litri e la potenza fino a 575 CV. Il design, firmato sempre da Marcello Gandini, era aggressivo, quasi provocatorio. Linee morbide e aerodinamiche che sembravano sfidare l’aria prima ancora di muoversi.

L’abitacolo era spartano, rumoroso, fisico: guidare una Diablo non era un’esperienza confortevole, ma un confronto diretto con la macchina. Nel corso della sua produzione, durata fino al 2001, la Diablo venne realizzata in diverse varianti, tra cui: la VT con 530 CV prima Lamborghini con trazione integrale, la SV più leggera e affilata, la GT da 575 cavalli prodotta in soli 80 esemplari, la brutale GTR da pista con 590 CV. Ben 2.903 unità costruite in undici anni, un successo straordinario per una vettura così estrema.

Numeri
Motore 5.7-6.0 litri V12 posteriore longitudinale, 492-575 CV, 320-335 km/h, 0-100 km/h in 3,7-4,1 s

Lamborghini Aventador (2011)

Lamborghini Aventador

La Aventador ha portato la tecnologia a un nuovo livello, grazie al telaio in fibra di carbonio, le sospensioni push-rod ispirate alla Formula 1, il cambio robotizzato a innesti frontali. Il motore è un nuovo V12 aspirato da 6,5 litri con 700 cavalli nella versione LP 700-4, scaricati a terra dalla trazione integrale. Nessun turbo, niente elettrificazione e un suono inconfondibile, viscerale, che molti considerano tra i più belli mai prodotti da un motore stradale. La carrozzeria, disegnata dal centro stile Lamborghini, è spigolosa ed eccessiva, da vera hypercar.

Nel corso della sua vita l’Aventador è stata realizzata in diverse versioni: la roadster, la SuperVeloce, la SVJ – che strappò il record al Nürburgring nel 2018 con 6 minuti e 44 secondi — e infine l’Ultimae, l’addio al V12 puramente termico. La produzione terminò nel 2022 dopo oltre 11.000 esemplari.

Numeri
Motore 6.5 litri V12 posteriore longitudinale, 700-780 CV, 350 km/h, 0-100 km/h in 2,8 s

Lamborghini Revuelto (2023)

Lamborghini Revuelto

Erede dell’Aventador, la Revuelto segna l’inizio dell’era HPEV (High Performance Electrified Vehicle). Il V12 6,5 litri è affiancato da a tre motori elettrici, due sull’asse anteriore e uno integrato nel cambio, per una potenza mostruosa di 1.015 CV. È un ibrido plug-in pensato per le prestazioni, l’elettrico migliora la risposta ai bassi regimi e la distribuzione della coppia sulle quattro ruote. È comunque possibile fare una manciata di chilometri in elettrico, una decina al massimo, una soluzione utile più che altro per non svegliare i vicini con il possente rombo del V12 quando si rientra tardi.

Il telaio monoscocca in fibra di carbonio utilizza un procedimento produttivo che si ispira al mondo dell’aeronautica, una soluzione che permette la riduzione del peso (-9 kg rispetto al telaio anteriore della Aventador) ottimizzando al tempo stesso la rigidezza torsionale.

Il design è un’evoluzione naturale del linguaggio Aventador, più affilato e aerodinamicamente sofisticato, con prese d’aria attive e appendici che cambiano geometria in base alla velocità. La produzione è già sold out per anni, nonostante un prezzo che supera i 500.000 euro.

Numeri
Motore V12 6.5 litri + 3 unità elettriche, 1.015 CV, oltre 350 km/h, 0-100 in 2,5 s

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