The Urban Mobility Council Forum 2026: oltre 3.000 morti sulle strade, il triplo delle vittime sul lavoro

Il forum milanese ha presentato il secondo rapporto sulla sicurezza stradale in Italia. Intelligenza artificiale e design urbano al centro al centro delle proposte

A Milano sono stati presentati i dati del rapporto The Urban Mobility Council (TUMC) sulla sicurezza stradale, promosso da Unipol e realizzato in collaborazione con Isfort, Istituto Superiore di Formazione e di Ricerca per i Trasporti. L’evento è stato patrocinato da Parlamento europeo, Commissione europea-Rappresentanza in Italia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’Ambiente, AGID, Regione Lombardia e Comune di Milano. Tra i relatori figuravano il Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il Presidente di ACI Geronimo La Russa, gli assessori alla mobilità di Milano, Roma e Genova. Presente Jean Todt, inviato speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale.

Sicurezza stradale, The Urban Mobility Council Forum 2026

I dati fotografano purtroppo una situazione non incoraggiante: nel 2024 sulle strade italiane si sono registrati 173.364 incidenti con lesioni alle persone, circa 7.000 in più rispetto al 2023 (+4,1%). I feriti sono stati 233.853, in aumento nella stessa misura. Le vittime hanno raggiunto quota 3.030, appena 9 in meno rispetto all’anno precedente: un dato tre volte superiore al numero di morti sui luoghi di lavoro. Il tasso di incidentalità, calcolato come numero di sinistri per 1.000 abitanti, è salito a 2,94. Il 73,2% degli incidenti e il 69,3% dei feriti si concentrano nelle aree urbane. Il costo sociale complessivo, considerando perdite di vite umane, spese sanitarie, danni materiali, oneri assicurativi e perdita di produttività, è stimato in circa 20 miliardi di euro l’anno. Una vera e propria emergenza sociale ed economica che richiede interventi mirati e il coinvolgimento di tutti i soggetti del sistema mobilità.

Un miglioramento che si è fermato

Secondo Carlo Carminucci, Direttore della Ricerca di Isfort, dopo il forte calo registrato tra gli anni Novanta e il primo decennio del Duemila, il miglioramento degli indicatori di sicurezza stradale è progressivamente rallentato fino a una sostanziale stabilizzazione nell’ultimo decennio. I livelli attuali restano incompatibili con gli obiettivi europei di riduzione della mortalità previsti al 2030 e al 2050. Le criticità persistono soprattutto in ambito urbano e per gli utenti vulnerabili: pedoni, ciclisti e motociclisti.

RoadSafeAI 2.0: dal Politecnico di Milano un modello predittivo

Sergio Savaresi, Direttore Dipartimento Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Politecnico di Milano, al forum ha presentato uno studio basato su dati e intelligenza artificiale, capace di identificare le situazioni di rischio, prevenirle e supportare le decisioni di pianificazione urbana. La piattaforma RoadSafeAI 2.0 abbandona infatti la logica basata sull’analisi degli incidenti già avvenuti a favore di un approccio predittivo. Il sistema elabora milioni di dati provenienti dai veicoli, informazioni sul traffico e caratteristiche della rete stradale per stimare il livello di rischio nelle diverse aree urbane.

Sicurezza stradale, The Urban Mobility Council Forum 2026

La principale novità rispetto ai modelli precedenti è l’integrazione della variabile traffico in tempo reale, che produce mappe dinamiche della pericolosità anziché fotografie statiche. Il sistema è stato applicato a Milano e Genova, dimostrando la capacità di “imparare” e di adattarsi a morfologie urbane molto diverse. Testato su Napoli in assenza di dati telematici diretti, ha confermato la localizzazione delle zone a maggiore rischio con un margine di errore del 5-6%.

MIT Senseable City Lab: il pericolo dipende anche dalla forma della città

Carlo Ratti, Direttore del MIT Senseable City Lab, ha presentato una ricerca condotta analizzando milioni di cosiddetti harsh events, cioè frenate brusche, sterzate improvvise e accelerazioni, registrati a Milano attraverso la telematica UnipolTech. Dunque incidenti mancati, manovre rischiose che normalmente rimangono invisibili nelle statistiche ufficiali, ma che permettono di identificare preventivamente situazioni di rischio e orientare interventi mirati di redesign urbano per migliorare la sicurezza stradale. L’analisi ha evidenziato che il volume di traffico non è l’unico fattore determinante del rischio: alcune strade mostrano livelli di pericolosità sistematicamente più elevati indipendentemente dai flussi veicolari.

Sicurezza stradale, The Urban Mobility Council Forum 2026

Le strade più larghe e rettilinee tendono a favorire comportamenti di guida più aggressivi, mentre i contesti urbani più densi e compatti risultano associati a livelli inferiori di rischio. Sul fronte delle infrastrutture ciclabili, invece, le piste fisicamente separate dalla carreggiata risultano correlate a una maggiore sicurezza, mentre le corsie semplicemente tracciate sull’asfalto mostrano livelli di rischio più elevati nelle aree circostanti.

Occorre puntare sulla tecnologia

Enrico San Pietro, Group Insurance General Manager di Unipol ha messo in evidenza l’importanza della tecnologia: “Ogni giorno sulle strade italiane si verificano quasi 500 incidenti con feriti. Poiché la sicurezza stradale del futuro sarà sempre più fondata sull’integrazione tra infrastrutture intelligenti, veicoli connessi, dati e comportamenti responsabili, è necessario accelerare la costruzione di un ecosistema nazionale della sicurezza stradale basato sulla diffusione delle tecnologie di prevenzione a bordo dei veicoli e nelle infrastrutture”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Genovese, Head of Institutional & Public Affairs di Unipol e coordinatore di The Urban Mobility Council: “Con la 5° edizione del Forum, il Think tank The Urban Mobility Council apre un nuovo ciclo di studi e proposte dedicate alla sicurezza stradale. Dalla sua creazione cinque anni fa abbiamo posto l’attenzione ai temi della transizione energetica, e in particolare al contributo che può venire da un uso intelligente delle nuove tecnologie per centrare gli obiettivi ambientali, salvaguardando la sostenibilità sociale. Oggi raccogliamo i frutti di quel metodo: innovazioni riconosciute a livello scientifico e brevettate, come le Green Box; strumenti di intelligenza artificiale capaci di anticipare i rischi stradali”.

Le partnership annunciate al Forum

Sicurezza stradale, The Urban Mobility Council Forum 2026

Nel corso della giornata sono state annunciate due iniziative di rilievo. La prima è una partnership in via di formalizzazione con Jean Todt, Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale, che ha definito gli incidenti stradali “una pandemia silenziosa globale” ricordando che quasi due milioni di persone perdono la vita sulle strade ogni anno nel mondo, prima causa di morte tra i giovani da 5 a 29 anni. La seconda è un protocollo d’intesa in via di finalizzazione con la Polizia Stradale, Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, per campagne informative volte a migliorare i livelli di sicurezza sulle strade anche attraverso la promozione di iniziative di sensibilizzazione.

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