Questa Volkswagen Golf GTI Edition 50 non è certo una GTI qualsiasi. È infatti un omaggio che la casa di Wolfsburg ha fatto a una vera e propria leggenda che compie giusto mezzo secolo. Per capire questa macchina dobbiamo dunque tornare indietro di 50 anni, a quando cioè fu svelata la prima Golf GTI. Quella che oggi identifichiamo come Mk1 avrebbe dovuto avere vita breve, diventando una serie limitata di appena 5000 esemplari. A furor di popolo è invece rimasta in listino fino al 1983, venendo prodotta in oltre 461.000 unità e diventando un po’ la mamma di tutte le hot hatch. Con le sue eredi, il totale delle Golf GTI prodotte a oggi supera i 2,5 milioni di vetture. Ecco perché Volkswagen ha deciso di celebrarla con una serie speciale che si guadagna i riflettori a suon di primati. Scopriamola insieme.

L’occhio ha la sua parte
Impossibile non partire da quel che si coglie già a prima vista osservando la Golf GTI Edition 50. La classica sagoma a due volumi con il muso spiovente, il grintoso paraurti nello stile Clubsport e i fari a LED matrix IQ.LIGHT è impreziosita da tanti dettagli esclusivi. L’elenco spazia da cerchi con il coprimozzo GTI sempre in bolla, uno spoiler suddiviso in due parti e con lo stemmino GTI 50, loghi scuri, decorazione sottoporta e terminali neri. A proposito di colori, questa limited edition si può scegliere nei colori bianco, grigio e nero, oltre che in due tinte esclusive. Sto parlando dell’evocativo Tornado Red, che debuttò sulla GTI Mk2, e il nuovo Dark Moss Green metallizzato di queste foto, entrambi con tetto nero.

Un classico rivisitato
Anche l’interno è personalizzato in mille modi, a partire dal nuovo design dei sedili Clark GTI 50. La parte superiore, compresi i poggiatesta integrati, è realizzata in microfibra grigia con scritte GTI rosse. Sulle fasce centrali torna il classico tema a quadri che, però, è completamente rivisitato. Le superfici laterali hanno invece un raffinato motivo a quadretti, con una inedita striscia verde che richiama l’eventuale Dark Moss Green della carrozzeria.

Le cuciture decorative dei sedili sono rosse, al pari delle cinture di sicurezza e della gomma dei pedali, una vezzosa primizia assoluta. Qua e là, sul volante multifunzione (con corona sempre in microfibra) così come sulle soglie battitacco fa da ritornello la scritta GTI 50.


La più potente di sempre
Veniamo poi al pezzo forte della Golf GTI Edition 50, ossia al motore. Questo rappresenta la più recente evoluzione del due litri turbobenzina che porta qui in nome in codice EA888 LK3 evo4. Grazie al lavoro di fino dei tecnici VW, questa versione diventa la GTI di serie più potente mai costruita con i suoi 325 cavalli, Per intenderci sono 25 CV in più di quelli della versione Clubsport e addirittura 60 in più della GTI base. La coppia cresce a sua volta fino a 420 Nm, stabili tra i 2.000 e i 5.500 giri. Ce n’è quanto basta per fare 0-100 in 5,3 secondi, complice il cambio DSG a sette marce, e per toccare i 270 all’ora, 20 più delle sorelle.

A casa nell’Inferno Verde
Per consentire al pilota di gestire al meglio questa vivacità, la Casa ha deciso di equipaggiare la Edition 50 con le sospensioni adattive DCC di serie (sulle altre Golf GTI si possono avere solo a pagamento). Inoltre ha una modalità di guida in più rispetto alle altre varianti presenti in listino, chiamata Special. Questo driving mode ha impostazioni di fabbrica studiate apposta per andare forte al Nürburgring, che si può considerare una sorta di feudo della Golf GTI Edition 50. Dotata del pacchetto opzionale Performance ha fatto segnare il giro più veloce mai realizzato da una Volkswagen omologata nell’Inferno Verde. Sto parlando di un crono di 7 minuti, 46 secondi e spiccioli, davvero un tempone, primato assoluto anche tra le auto a trazione anteriore di serie.

Dettagli che fanno la differenza
Ma cosa comprende di preciso questo pacchetto Performance? Questo include pneumatici semi-slick Bridgestone Potenza Race da 235 mm calzati su cerchi forgiati Warmenau da 19 pollici (-13 kg), un impianto di scarico leggero R-Performance con silenziatori posteriori in titanio (-12 kg). Non manca poi un assetto Performance ribassato di ulteriori 5 mm rispetto a quello già sportivo del modello di partenza, grazie a diverse molle più rigide. Cambiano poi vari altri componenti, quali boccole e supporti a loro volta più consistenti, senza contare un diverso camber per le ruote anteriori (-2°). Il costo del tutto? 4.320 euro, che – lo dico – subito – vale assolutamente la pena di spendere. Si tratta infatti di un sovrapprezzo tutto sommato ragionevole in rapporto ai 54.700 euro di listino della Golf GTI Edition 50, cifra non proprio popolare ma giustificata dalle prestazioni della vettura e dalla sua esclusività (in Italia sono attesi circa 250 esemplari).

Al volante della Golf GTI Edition 50 con Performance Pack
E adesso veniamo alle impressioni di guida realtive alla Golf GTI Edition 50 con Performance Pack. Rispetto alla pur ottima GTI vulgaris, questa versione si dimostra subito più grintosa e coinvolgente. Oltre ad avere un sound più cupo, il motore è più reattivo e risponde in maniera più rapida a ogni intervento sull’acceleratore. L’altra grande differenza traspare nella fase di inserimento in curva, con la Edition 50 Performance Pack che si rivela più incisiva e chirurgica quando c’è da impostare la traiettoria. Anche in percorrenza si ha una sensazione di maggiore neutralità. In altre parole, il rapporto tra il guidatore e la macchina sembra più diretto e senza filtri, con la Golf che porta a sentirsi un po’ più piloti. Il tutto senza che ci sia un drammatico peggioramento del comfort di marcia, che resta tutto sommato accettabile anche sullo sconnesso.



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