Alfa Romeo C18 Concept

Dalla matita del designer Antonio Paglia una possibile interpretazione di una sportiva di razza Alfa Romeo. Motore anteriore, trazione posteriore, 600 cv e linea mozzafiato.

30 gennaio 2017 - 12:01

Prima la Giulia, poi la Stelvio, ora il record di vendite e domani… una sportiva di razza. Alfa Romeo vive un periodo d’oro, celebrato non solo dall’approdo in concessionaria dei modelli alla base del nuovo corso per la Casa di Arese, ma anche dalla rinascita di proposte stilistiche ardite dedicate al Biscione. Mirabile, in proposito, il rendering del designer Antonio Paglia, possibile interpretazione di una supercar top di gamma.

Il futuro dell’Alfa Romeo sarà scandito, secondo quanto dichiarato dall’AD del Gruppo Fiat-Chrysler Sergio Marchionne, dalla presentazione di due SUV – la prima di dimensioni superiori alla Stelvio, la seconda più piccola – dell’erede della Giulietta e di un’ammiraglia in grado di competere per guidabilità e raffinatezza con best seller del calibro di Audi A8, BMW Serie 7 e Mercedes-Benz Classe S. Silenzio assoluto, però, per quanto riguarda una sportiva di razza, già ventilata in passato, che dovrebbe costituire il sequel della 8C Competizione e divenire la “sorella maggiore” della 4C attualmente in produzione. Il designer Antonio Paglia ha fornito un’interpretazione proprio per questo modello.

Denominata Alfa Romeo C18 Concept, la vettura prevede la collocazione anteriore longitudinale del propulsore e la trazione posteriore, con una linea fortemente caratterizzata dal parabrezza chiamato a estendersi sino al culmine dell’abitacolo, creando un’eccezionale continuità con la linea ascendente della vettura. Ai gruppi ottici a LED, ormai irrinunciabili, si accompagna un’inedita calandra in stile Alfa, forte anch’essa di una grafica 3D ottenuta mediante diodi luminosi. Degni di nota i muscolosi passaruota e la possibile declinazione agonistica della concept, mentre sotto il profilo meccanico è lecito immaginarsi un massiccio travaso di tecnologia dalla Giulia Quadrifoglio. In primis per quanto riguarda il V6 2.9 biturbo, portato dai 510 cv originari ad almeno 600 cv, così come per l’albero di trasmissione in fibra di carbonio, il generoso ricorso all’alluminio e il differenziale Torque Vectoring, in grado di distribuire la coppia motrice tra le ruote del medesimo asse così da compensare sottosterzo e sovrasterzo. Sognare si può.

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