Aston Martin Valkyrie: la F1 è tra noi

18 luglio 2017 - 11:07

Costa quasi 3,5 milioni di euro. È realizzata in collaborazione con il team di F1 Red Bull Racing. Verrà prodotta in solo 175 esemplari. Ma, più di ogni altra cosa, l’Aston Martin Valkyrie stupisce perché è quanto di più simile tecnicamente a una Formula 1. Annunciata nel 2016, ora si mette a nudo svelando il layout dell’abitacolo, degno di una monoposto, e l’evoluzione aerodinamica che, al momento, può essere considerata definitiva al 95%.


Progettata da Adrian Newey
Non è una supercar ispirata alla F1. È, piuttosto, una monoposto adattata all’utilizzo stradale, non a caso realizzata da Adrian Newey, progettista del team Red Bull da oltre trent’anni attivo nella massima serie dell’automobilismo sportivo. L’obiettivo dichiarato è poter contare su di un rapporto peso/potenza di 1:1, analogamente a quanto dichiarato alcuni anni fa da Koenigsegg per la Agera One:1. Il che, considerando i rumors che parlano di una massa a vuoto di 1.000 kg, significa poter disporre di 1.000 cv erogati dall’inedito V12 6.5 aspirato collocato centralmente. La vicinanza alle vetture Formula è confermata dal particolare effetto suolo portato in dote dalla monoscocca in carbonio: non è previsto un comune estrattore, bensì l’intera struttura dell’auto funge da diffusore a effetto Venturi, essendo caratterizzata da una inusuale concavità inferiore che crea un tutt’uno con le appendici aerodinamiche all’avantreno. Una soluzione che promette valori di deportanza eccezionali, pur considerando l’assenza di qualsivoglia spoiler o alettone.


V12 made in Cosworth
Sul powertrain ibrido da oltre 1.000 cv aleggia la nebbia. Le uniche informazioni certe riguardano la cubatura del V12 aspirato, 6,5 litri, e la “mano” che lo ha creato, vale a dire l’inglese Cosworth. Il modulo per il recupero dell’energia è realizzato dalla specialista Rimac ed è simile tecnicamente al Kers impiegato in Formula 1. La trasmissione è firmata dall’inglese Ricardo. La ricerca della massima leggerezza ha portato all’adozione di gruppi ottici specifici, diversi dai “comuni” componenti Aston Martin, e a lunghi studi persino sul logo della Casa inglese, prodotto impiegando una speciale lega d’alluminio e con uno spessore di 70 micron: il 30% in meno di un capello umano! Una simile estremizzazione è ravvisabile anche in abitacolo, dove i sedili sono ricavati direttamente nella monoscocca – una caratteristica tecnica analoga alla Ford GT – e il volante con display integrato è amovibile in stile F1. L’unica interfaccia supplementare tra guidatore e vettura è costituita dal piccolo monitor Oled al centro della plancia.

25 esemplari per la pista
Attesa al debutto nel 2019, la Valkyrie è omologata per ospitare due persone e vede l’abitacolo costituito da una “vasca” in carbonio. Le sospensioni, come il resto della vettura, derivano dalle monoposto. Non costituirà un semplice esercizio tecnico o di stile, dato che sarà sfruttata come laboratorio per lo sviluppo di una nuova serie di sportive Aston Martin a motore centrale e, limitatamente a 25 vetture, verrà declinata in una versione destinata esclusivamente alla pista, accreditata di prestazioni non inferiori ai prototipi di categoria LMP1.


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