Bentley Continental GT3-R: rabbia nobile

Iniezione di cattiveria per Continental V8 S: il V8 4.0 biturbo a iniezione diretta di benzina passa da 529 a 580 cv. Più leggera di 100 kg grazie alla rinuncia ai sedili posteriori, adotta un cambio a innesti ravvicinati e un assetto hard. Da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi

18 giugno 2014 - 9:06

Nata lussuosa, si è spogliata di ogni avere per abbracciare una vita completamente nuova. Una scelta “francescana”? Tutt’atro. Ora segue la via del guerriero. Bentley Continental V8 S ha preso spunto dalla “sorella” impegnata nel Campionato FIA GT3, rinunciando alle sedute posteriori e beneficiando di una cura tanto rivitalizzante quanto estrema. Una cura che risponde al nome di GT3-R.

300 esemplari. Non uno di più. Due posti secchi e 100 kg in meno rispetto alla “comune” V8 S. Oltre a una sostanziosa iniezione di grinta, dato che il V8 4.0 biturbo Made in Audi passa da 529 a 580 cv e da 680 Nm (69,4 kgm) a 700 Nm (71,4 kgm) di coppia. Unità, nel dettaglio, caratterizzata da una cubatura di 3.993 cc e da un angolo tra le bancate di 90°. All’iniezione diretta della benzina si accompagnano la fasatura variabile nonché la sovralimentazione mediante due turbocompressori twin scroll. Tecnologia, quest’ultima, che prevede per ogni bancata il convogliamento dei gas di scarico alla relativa turbina mediante due condotti separati. V8 che lavora, analogamente alla versione “base”, in abbinamento alla trazione integrale permanente mediante differenziale centrale Torsen (leggi qui l’approfondimento tecnico), caratterizzata da una ripartizione della coppia 40:60 tra avantreno e retrotreno in condizioni d’aderenza ordinaria. In aggiunta, GT3-R può contare sulla funzione Torque Vectoring in corrispondenza di ciascun assale. Tecnologia che, agendo sulle pinze dei freni, rallenta le ruote interne alla curva così da agevolare l’inserimento in traiettoria e contenere il sottosterzo.

Rispetto a Continental V8 S, la trasmissione automatica ZF a 8 marce con convertitore di coppia beneficia dei rapporti ravvicinati, così da garantire uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,8 anziché 4,5 secondi e raggiungere i 273 km/h (autolimitati). Affinamenti per l’assetto: accanto alla conferma dello schematismo delle sospensioni a triangoli sovrapposti all’avantreno e multilink al retrotreno, le molle pneumatiche e gli ammortizzatori adattivi ricevono una taratura hard. Non meno raffinato l’impianto frenante corredato di dischi carboceramici da 420 mm di diametro all’avantreno – sui quali agiscono pinze a 8 pistoncini – e da 356 mm al retrotreno. Quanto al profilo estetico, debuttano un inedito splitter in fibre composite, un alettone a incidenza fissa e sfoghi supplementari per il calore lungo il cofano. L’abitacolo, infine, è un tripudio di carbonio, pelle Beluga e Alcantara: perché, in fondo, è pur sempre una Bentley…

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