Zanardi e BMW fase 2

Coronavirus, la Fase 2 vista da BMW e Zanardi in #InsiemePerRipartire

Nuovo film della durata di 30” per veicolare un messaggio di incoraggiamento all’Italia

24 aprile 2020 - 8:15

Insieme per ripartire: un concetto che è diventato un hashtag, poi anche un film (anzi, due) ma che prima di tutto è un messaggio di incoraggiamento che BMW Italia ha deciso di diffondere nel nostro Paese. Ma andiamo con ordine. La Fase 2 della pandemia da Covid-19 —  o meglio, della nostra strategia per affrontarla – è ormai alle porte. I numeri relativi ai contagi e alle vittime da Coronavirus non consentono di abbassare la guardia, però sono senza dubbio in miglioramento rispetto a qualche settimana fa. E l’iniziativa #InsiemePerRipartire di BMW Italia giunge al secondo step. Obiettivo: “ricostruire la speranza nelle persone”, come testualmente detto da Zanardi.

CI SONO MODELLI (DI AUTO) E MODELLI (UMANI)

Partirà così la fase 2 della campagna, creata attorno all’idea che dai modelli di auto fosse il momento di passare a modelli umani, intesi come persone da cui prendere spunto. Esempio. E quale esempio migliore di Alessandro Zanardi, se si parla di capacità di adattarsi al cambiamento? Difficile, se non impossibile trovarne. Un campione nello sport, un uomo al cospetto del quale cadere nella retorica è un rischio molto concreto. Però, visto che qui si parla appunto di adottare l’atteggiamento giusto rispetto al cambiamento imposto dall’esterno, per trasformarlo in un nuovo inizio, beh, la vicenda umana di Zanardi non può che essere illuminante.

L’ISPIRAZIONE E “TUTTA ATTORNO A NOI”

La domanda a Zanardi sorge spontanea: come ci si adatta al cambiamento? Questa la risposta: “In questo momento c’è un evidente punto di contatto tra il mondo paralimpico – fatto di persone che nella maggior parte dei casi si sono trovate in condizioni differenti dall’oggi al domani – e ciò che le persone stanno facendo ogni giorno nelle proprie case.

Approfondire una conversazione, riscoprirsi desiderosi di aiutare i bisognosi: “banalmente”, aiutare un vicino di casa con la spesa. Insomma: non c’è bisogno di fare cose straordinarie, per adattarsi al cambiamento”. E poi aggiunge: “L’ispirazione bisogna saperla trovare, non c’è solo in uno Zanardi che disputa le Paralimpiadi o una corsa in auto. La si deve saper trovare anche, per esempio, nei medici e negli infermieri che tanto hanno fatto per affrontare la crisi.

TOKYO 2020 (2021), CERTO CHE SÌ!

Nel corso della chiacchierata, inevitabili sono arrivate anche alcune domande in merito alle Olimpiadi, che causa Coronavirus sono state rimandate al 2021. Zanardi sarà ancora della partita? “Londra 2012 l’ho vissuta come un mezzo miracolo, e avevo 46 anni. Figurarsi Rio 2016, quando di anni ne avevo 50. Beh Tokyo 2020 non l’avrei mai immaginato. E a questo punto, tutto sommato, un altro anno in più non cambia poi molto.

ZANARDI: I PROGETTI PER IL FUTURO

Ecco, Parigi 2024 sì che la vedo impossibile, sarebbe davvero troppo. Però non è un mistero che stia lavorando a un mio progetto, a una mia bici con cui vorrei partecipare a Tokyo 2020 e che mi piacerebbe fornire a qualche altro atleta. Sì, questa è una sfida che mi appassiona molto e che sto affrontando con grande entusiasmo insieme a Dallara”. E il triathlon? “Certo che sì. Non vedo l’ora di cimentarmi in gara, anche se non so quando sarà possibile farlo”.

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