Duster mette il turbo e saluta il gruppo

Prosegue la trasformazione del best-seller Dacia: ora il nuovo motore 1.3L TCe da 150 cv ne fa il SUV low cost più potente della categoria.

19 marzo 2019 - 12:00

Il riposizionamento di Dacia non si arresta. Da brand low-cost a scelta intelligente, in pochi anni e con un futuro ancora tutto da scrivere. Intanto, il marchio si gode un presente da record, grazie anche ai numeri del nuovo Duster, che nel 2018 è stato il C-SUV più venduto a clienti privati in Europa.

100% TURBO

Una importante novità, che darà ulteriore spinta a Duster (ma anche Dokker e Lodgy), è l’arrivo del nuovo motore 1.3L TCe FAP, figlio dell’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi e Daimler. Sarà declinato nelle due potenze 130 cv e 150 cv e, affiancandosi al 0.9 TCe, consentirà alla gamma Dacia di offrire il 100% delle motorizzazioni turbo benzina. Il che non va che aumentare il value for money della SUV Rumena.

Si tratta di un motore tecnologicamente avanzato, che beneficia di soluzioni raffinate come il Bore Spray Coating (che deriva dai motori Nissan che equipaggiano la GT-R), una tecnologia di rivestimento dei cilindri, che migliora l’efficienza riducendo gli attriti e ottimizzando la conduttività termica. O come l’iniezione diretta di benzina con pressione portata a 250 bar e la nuova camera di combustione, progettata per ottimizzare la miscela aria/carburante. E, ancora, la tecnologia Dual Variable Timing Camshaft, che gestisce le valvole di aspirazione e di scarico in funzione delle sollecitazioni del motore per avere più coppia ai bassi regimi e più coppia lineare disponibile agli alti regimi, a vantaggio di un maggiore piacere di guida.

CONSUMI ANCORA PIÙ BASSI

A beneficiare di queste innovazioni che migliorano l’efficienza del motore, non sono solo le prestazioni misurate in termini di cavalli e coppia, ma anche i consumi e le emissioni.  Infatti, rispetto alla precedente tecnologia presente sul motore 1.6 SCe, il risultato medio è una riduzione dei consumi dell’8% (circa 0,5 l ogni 100 km in ciclo misto) e una riduzione di 7% delle emissioni di CO2 (fino a 11 g di CO2 per km).

 

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