Dacia Striker – Le prime impressioni dal vivo

La Casa rumena presenta una crossover che affianca il SUV Bigster. Ecco tutto quel che c'è da sapere, in attesa della prova e del listino prezzi

In Dacia hanno deciso di continuare la loro arrampicata sociale nel mondo dell’auto. Dopo aver dato una bella scossa al mercato con il lancio del SUV Bigster, il marchio rumeno del Gruppo Renault amplia l’offensiva nel segmento C con un modello complementare e decisamente audace. Sto parlando della nuova Striker, già vista qualche tempo fa nelle prime foto ufficiali e che ora si è concessa per una prima presa di contatto statica. L’obiettivo dichiarato da Dacia è ambizioso: puntare a una clientela ancor più vasta e variegata, strizzando l’occhio sia ai privati sia al mondo delle flotte. Il tutto, chiaramente, badando maledettamente al sodo, con un prezzo d’attacco molto aggressivo, che vi svelo in fondo.

Un design fuori dagli schemi

Inquadrare la Dacia Striker non è affatto semplice. Nella sua ricetta ci sono ingredienti che raramente si trovano mescolati insieme. Ha la seduta alta dei SUV, la lunghezza da station wagon e la silhouette slanciata di una berlina hatchback.

Metro alla mano, è lunga 4,62 metri, ma l’altezza si ferma a soli 1,53 metri – ben al di sotto della media dei SUV tradizionali. Eppure, l’altezza da terra è da vera fuoristrada: 19 centimetri per gli esemplari a trazione anteriore e 20 per quelli 4×4. Per quanto insolito, il mix dà i suoi frutti in galleria del vento, facendo registrare l’ottimo Cx di 0,29, un valore da wagon DOC. Efficienza aerodinamica a parte, la carrozzeria si fa notare per i fari a LED con una nuova firma luminosa a T, mentre la parte inferiore è protetta dal rustico Starkle: la plastica grezza e riciclata che non teme i graffi. In catalogo spuntano pure due tinte inedite, Frost Green e Cosmic Blue.

Interni furbi e tecnologia a specchi

Dentro, la Striker riprende l’impostazione degli ultimi modelli Dacia, ma introduce una chicca tecnologica. Il riferimento è al quadro strumenti digitale LightVisio da 7 pollici. Sfrutta un sistema di riflessione ottica che fa fluttuare le informazioni davanti agli occhi, rendendo la lettura rilassante ed evitando inutili distrazioni. Al centro della plancia troneggia poi il display da 10,1 pollici.

La praticità è da manuale, grazie a un tunnel centrale alto con vani generosi e all’ormai collaudato sistema YouClip con ben 9 punti di fissaggio. Tra gli accessori debuttano diversi gadget come la coperta trasformabile in tappeto da gioco per bambini e il porta-borraccia. Per la gioia di chi ha grande attenzione all’ambiente, l’abitacolo fa un uso record di materiali rigenerati, un argomento che spinge a chiudere volentieri un occhio sulla grande presenza di plastiche rigide.

Il bagagliaio… fa strike!

La Striker offre un posto di guida ben studiato, spazioso e facilmente regolabile, anche per chi ama posture sportiveggianti. I centimetri abbondano pure in seconda fila. A voler proprio cercare il pelo nell’uovo, i passeggeri posteriori si possono lamentare giusto del gradino che devono superare con i piedi al momento di scendere.

La vera prova del nove per un’auto da famiglia si fa però ancor più indietro, e qui gli ingegneri Dacia si sono superati. Il vano di carico tocca i 600 litri – tra i migliori della categoria – ma è la gestione dello spazio a fare la differenza.

A richiesta si può avere il portellone motorizzato che si apre da solo, senza utilizzare le mani o inscenare buffi balletti a ridosso del paraurti. Basta restare immobili a un metro dal retro per qualche secondo con le chiavi in tasca e la vettura fa il resto. Dentro debutta un pianale diviso in tre parti reversibili (da un lato moquette, dall’altro gomma lavabile) che permette di creare scomparti per non far muovere gli oggetti. Per abbattere i sedili dietro, infine, bastano due levette direttamente nel baule.

Dacia Striker 2026

Solo motori elettrificati

La gamma motori dice una volta di più addio al diesel, ma mette sul piatto una manciata di soluzioni elettrificate per tutte le esigenze:

  • Mild Hybrid-G 140: il cavallo di battaglia Dacia. Abbina l’alimentazione bifuel Benzina/GPL a un sistema mild-hybrid a 48 Volt con batteria da 0,8 kWh. Meno 10% di emissioni di CO2 e grande autonomia, grazie a due serbatoi.
  • Hybrid 155: un full-hybrid con motore 1.8 litri, due motori elettrici e cambio automatico senza frizione. In città promette di viaggiare fino all’80% del tempo a zero emissioni.
  • Hybrid 150 4×4: la vera sorpresa tecnica. Davanti c’è un 1.2 turbo mild-hybrid con cambio doppia frizione, mentre sull’asse posteriore lavora un motore elettrico dedicato da 31 cv. La trazione integrale intelligente offre 5 modalità di guida (tra cui fango, neve e off-road) e non manca nemmeno il controllo della velocità in discesa.
Dacia Striker 2026

Allestimenti e prezzi della Dacia Striker

La gamma Striker si articola sui quattro classici pilastri del brand: si parte dall’essenziale – lo dice il nome stesso – Essential, passando per il cuore di gamma Expression, fino ad arrivare ai due vertici opposti, ovvero l’avventurosa Extreme (votata all’outdoor e dotata di tetto panoramico) e la più raffinata Journey (incentrata sul comfort di viaggio). Nell’immagine qui sotto sono elencati principali equipaggiamenti di serie.

Dacia Striker 2026

E per chiudere – rullo di tamburi – il posizionamento, che, fedele alla tradizione Dacia, promette di far tremare la concorrenza. Il prezzo d’ingresso della Striker sarà infatti inferiore ai 25.000 euro.

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