Dakar 2015: MINI senza ostacoli

Una delle edizioni meno combattute della storia viene conquistata dal qatariota Al Attiyah. La MINI All4 Racing si conferma la vettura da battere, agevolata dalla disfatta Peugeot.

19 gennaio 2015 - 11:01

La grande assente alla Dakar? Non la sabbia – anche se le immense dune africane restano un lontano ricordo –, non la polvere – il fesh fesh ha martoriato gran parte delle speciali –, non pietre, pioggia e siccità. Bensì la lotta. Si auspicava uno scontro titanico tra MINI e Peugeot. Così non è stato.

Il qatariota Nasser Al Attiyah ha vinto, meritatamente, la seconda Dakar della propria carriera. Agevolato dai problemi meccanici che sin dallo start hanno relegato a comprimario il compagno di squadra Nani Roma, trionfatore nel 2013, ha controllato la gara rintuzzando inizialmente i rocamboleschi – mai aggettivo fu più adatto – assalti di Orlando Terranova, autore di svariati, aggraziatissimi, capottamenti, quindi difendendosi dai timidi affondi delle Toyota Hilux V8 benzina (422 cv) di Giniel de Villiers e Bernhard Ten Brinke. L’avversario più ostico sulla carta, vale a dire la Peugeot 2008 DKR, non si è visto. O meglio, lo spagnolo Carlos Sainz ha lottato come un leone nelle prime prove speciali, arrivando a ridosso del podio, ma viaggiando perennemente in apnea ha finito col disintegrare il proto francese contro una pietruzza delle dimensioni della luna. Salutando la compagnia e lasciando il testimone Peugeot nelle mani dello specialista transalpino Stéphane Peterhansel, 11 volte sul gradino più alto del podio tra quattro e due ruote.

Era partito per distruggere tutto… ed è tornato con le pive nel sacco. Peterhansel non avrebbe mai pensato di vivere una Dakar tanto incolore. Undicesimo a 5h19’ dalla vetta. Colpa d’una vettura acerba, di un percorso che non si addiceva a una trazione posteriore, di alcuni inconvenienti meccanici e di uno stile di guida che in certi frangenti sembrava più simile a un tassista ceceno piuttosto che a un pretendente alla vittoria. Va bene attaccare, ma lasciare che si chiuda la vena e disconnetta il cervello in una gara lunga 9.000 km non è una grande strategia. In estrema sintesi, chi è il vero protagonista della Dakar 2015? MINI All4 Racing. La vettura britannica – preparata dal team tedesco X-Raid – ha monopolizzato la competizione. Fatta eccezione per il problema meccanico di Roma, non ha mostrato incertezze e, forte della trazione integrale permanente con tre differenziali autobloccanti Xtrac nonché di un 6 cilindri in linea common rail di 2.993 cc sovralimentato mediante due turbocompressori, in grado di erogare 320 cv e 800 Nm, si è confermata la vettura più performante. Chapeau!

Onore al merito alle Toyota. Allestite in uno scantinato – facendo un confronto con la professionalità, e il budget, dei team MINI e Peugeot –, hanno fatto della costanza e della solidità la propria bandiera, dimostrando come i V8 a benzina possano ancora avere un ruolo di primo piano in una competizione massacrante. Non meno positiva l’apparizione dell’americano Robby Gordon, autore di un grande avvio al volante del prototipo HST (Hummer Style Truck) Gordini, mosso da un 8 cilindri a V di derivazione Chevrolet, e vincitore dell’ultima prova speciale. Se non avesse distrutto – in sequenza – freni, cambio, sospensioni, sterzo e differenziale guidando come Mr. Magoo, forse avrebbe ottenuto qualcosa più di un diciannovesimo posto a quasi 8 ore dalla vetta. Ma il vero eroe della Dakar 2015 è… lo spettatore! Specie qualora abbia seguito il raid sino all’ultima speciale, senza cadere in uno stato di catalessi che nemmeno la mela avvelenata di Biancaneve avrebbe saputo provocare. Geniale, in proposito, l’idea degli organizzatori d’inserire le prove più impegnative all’inizio della gara, così da perdere immediatamente gran parte dei protagonisti. Un bigino dell’autolesionismo.

Classifica finale (auto)
1) N. Al Attiyah (MINI All4 Racing) in 40h32’25”
2) G. De Villiers (Toyota Pick-Up Hilux) a 35’34”
3) K. Holowczyc (MINI All4 Racing) a 1h32’01”
4) E. Van Loon (MINI All4 Racing) a 3h01’52”
5) V. Vasilev (MINI All4 Racing) a 3h12’41”

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