Fast Test Renault Scenic Bose ddCi 130 cv

15 giugno 2017 - 17:06

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Nel 1996, e debuttava la prima generazione della monovolume Renault Scénic. Anche quella come molte portate da Renault era una piccola rivoluzione, perché di monovolume di taglia media non ce ne erano molte in giro. E se Renault ha inventato il segmento delle monovolume, ora ha ritracciato la strada virando in direzione crossover. Tradotto: gli spazi a bordo sono sempre quelli di una monovolume ma l’attitudine e il design strizzano l’occhio al mondo dei SUV. Un colpo al cerchio e uno alla botte. Giunta alla quarta serie, la Scenic ha cambiato tutto in favore di una linea che s’ispira marcatamente alla crossover Captur, specie per quanto riguarda il taglio dei montanti posteriori e la disponibilità della carrozzeria bicolore.
SPAZIO MODULARE

Lunga 4,40 metri, è sviluppata sulla base della piattaforma modulare CMF, comune alla nuova Mégane, e può contare su di uno sbalzo posteriore ridotto rispetto al vecchio modello, a fronte di una crescita dell’interasse di 3,2 cm. Caratteristica, quest’ultima, che gioca a favore dell’abitabilità degli occupanti del divanetto. L’attenzione al comfort, del resto, è uno dei punti di forza di Scenic che, caso più unico che raro nel panorama mondiale delle monovolume, adotta di serie sportivissimi cerchi in lega da ben 20 pollici abbinati a pneumatici specifici nella misura 195/55. Una scelta che Renault giustifica con la volontà di ridurre al minimo la resistenza al rotolamento.
MULTISENSE
Nuova fuori nuova dentro, la Scenic che riprende la tecnologia MultiSense lanciata da Espace e poi ripresa man mano da tutti i modelli della Regie. Il Multisense prevede 5 programmi di marcia che oltre a cambiare la cromoterapia all’interno dell’abitacolo armonizzano l’erogazione del motore, la rapidità del cambio EDC (se presente) e la servoassistenza dello sterzo, e la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni, attiva a velocità comprese tra 7 e 60 km/h. Una tecnologia che rafforza ulteriormente la già completa dotazione di sicurezza forte dell’avviso di superamento involontario della corsia, dell’assistenza al mantenimento della carreggiata, del rilevatore della stanchezza del conducente, del cruise control adattivo, del riconoscimento della segnaletica stradale e dell’avviso d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco.
HEAD UP DISPLAY
Radicalmente rivista la plancia, così come il quadro strumenti che integra l’head-up display, mentre la capacità di carico con 5 persone a bordo passa dai precedenti 550 litri agli attuali 572 litri e la modularità degli interni beneficia, oltre che del divanetto scorrevole in longitudine, della funzione One Touch Folding: permette di ripiegare automaticamente ed elettricamente i sedili posteriori, ottenendo un vano di carico perfettamente piatto. Immancabile, infine, un moderno sistema d’infotainment; più precisamente l’unità R-Link 2 di derivazione Mégane, gestibile mediante il display verticale a colori da 8,7 pollici.

DRIVE
30.750 euro e ci si porta a casa la Scenic in allestimento Bose con motore 1.6 dCi da 130 cv, il più potente e quello che rende la Scenic più “sportiva.” Un po’ ruvido, il quattro cilindri francese è un motore generoso, offre prestazioni interessanti, anche scegliendo la modalità ECO che taglia consumi ed emissioni non ci si può lamentare. Se avete il prurito alla pianta dei piedi potrete invece scegliere la modalità Sport decisamente più briosa e “sensibile” alle sollecitazioni dell’acceleratore. Parlando di consumi se si sta attenti e si sfrutta la mappa ECO si fa meglio di 7 litri per 100 km, circa 7,5 invece guidando normalmente.
NATA PER LA FAMIGLIA

Di buono la Scenic ha la versatilità e soprattutto l’innata capacità che la auto francesi hanno di soddisfare le esigenze famigliari. Tendine, tavolini, vani in questo i francesi non si battono e questo fa sì che Scenic si proponga come auto prediletta dai figli. Ma diventa prediletta anche dai padri nel momento in cui si sfrutta la capacità del bagagliaio, o ci si gratifica con la sua modularità. La connettività di bordo è di alto livello, nessun problema a collegare lo smartphone che rimanda un audio di buona qualità.
GUIDA DINAMICA

La Scenic non mi è dispiaciuta nemmeno dinamicamente, non è un’auto sportiva ma in movimento riesce ad essere comunque piacevole in parte grazie ai cerchi da 20 pollici e in parte grazie a un assetto che si rivela un ottimo compromesso tra rigidità e comfort di marcia. È una monovolume ma non ama troppo il rollio e grazie ai 130 cv riesce ad essere brillante anche nella guida. La dinamica, quindi, asseconda la linea slanciata e sportiveggiante della multispazio francese.

COME UN LOFT
Ovvio che il terreno di caccia preferito per un’auto del genere sia comunque l’autostrada. In viaggio il comfort è di ottimo livello, e quel che più piace della Scenic è la luminosità dell’abitacolo l’ampio parabrezza illumina l’interno come un loft viaggiare è un piacere. Ottima, e non poteva essere altrimenti, anche la dotazione di bordo, i tanti sistemi di assistenza alla guida tra cui spiccano cruise control adattivo e mantenimento di corsia aiutano a vivere la vita a bordo più sereni.

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