Fiat in positivo, ma solo grazie a Chrysler

Un primo trimestre “da sogno” quello registrato dalla casa del Lingotto. Un bilancio positivo, ma soto sotto Fiat deve ringraziare il momento d’oro della sorella americana

Dopo i pianti e i lamenti dell’ultimo periodo arriva una notizia che lascia un po’ tutti di stucco: il gruppo Fiat-Chrysler ha chiuso il primo trimestre con un risultato della gestione ordinaria pari a 866 milioni di euro (101 in più rispetto al trimestre precedente). Sogno o son desto, verrebbe da dire, ma come sempre, al di là dello stupore iniziale, una spiegazione logica c’è.Un utile netto dichiarato di 379 milioni di euro di questi tempi non è certo cosa frequente, soprattutto in un periodo (primo trimestre dell’anno) spesso contraddistinto da andamenti sfavorevoli. La spiegazione? Semplice: le disponibilità generate da Chrysler hanno sostanzialmente “assorbito” le perdite create nel frattempo dalla casa del Lingotto.Escludendo la “sorella americana”, infatti, i ricavi del primo trimestre Fiat (20,2 milardi di euro) sanciscono inequivocabilmente una perdita netta di 273 milioni di euro. Sul piatto restano, quindi, una buona performance da parte di Chrysler che ha comunque consentito al gruppo di attutire le perdite legate alla crisi dell’Eurozona e di investire in termini di ricerca e sviluppo (un buon primo passo per uscire dalla crisi).«Siamo incredibilmente soddisfatti per l’ottima performance di Chrysler. Un altro trimestre in positivo, fondato su aumenti delle vendite superiori alla media dell’industria, è la dimostrazione che il team Chrysler sta mantenendo il suo focus. Ci aspettiamo di proseguire in maniera analoga perché si tratta di un’ottima base per il 2013» ha dichiarato l’ad del gruppo Sergio Marchionne ai giornalisti presenti durante una premiazione nel Michigan che ha visto il manager Fiat “incoronato” come produttore dell’anno.Strategie per il futuro? Alleanza mirate (sperando diano sempre buoni frutti come in questo caso), investimenti in termini di ricerca, sviluppo e marketing ed ampliamento verso nuovi mercati. Con questa ricetta e, soprattutto, con una Chrysler così performante, diventa doveroso crederci (l’assenza del verbo sperare non è casuale – ndr)…