Ford Mustang GT350R Shelby: cavallo selvaggio

È la Mustang aspirata più estrema mai realizzata. Mossa da un V8 5.2 da 520 cv, adotta una miriade di componenti in carbonio; cerchi da 19 pollici inclusi. Ha la pista nel proprio DNA.

17 gennaio 2015 - 11:01

Finalmente una colorazione aggressiva, che rende pieno merito alle linee muscolose della Nissan GT-R!
Ehm… no. Guarda, in realtà si tratterebbe della versione GT350R Shelby della Ford Mustang.
Ma dai? Bella. Davvero. Magari, nella vista laterale, non proprio originale… però bella!

Ford Mustang GT350R Shelby, esteticamente un “clone” della Nissan GT-R, è una track car a tiratura limitata dedicata a quanti vogliono ottenere il massimo in pista. Ed è, al tempo stesso, la Mustang aspirata più estrema mai realizzata. L’assetto è stato letteralmente stravolto rispetto all’originale grazie all’adozione di barre antirollio maggiorate e supporti delle sospensioni – McPherson all’avantreno e Multilink al retrotreno – rinforzati, mentre sotto il cofano pulsa non il tradizionale V8 5.0 da 420 cv appannaggio della versione GT, bensì un poderoso V8 5.2 aspirato da 520 cv e 542 Nm di coppia. Un’unità raffinata, caratterizzata dall’albero motore piatto – soluzione analoga ai V8 Ferrari – e ottimizzata nella riduzione degli attriti, nella distribuzione e nell’aspirazione grazie a inediti condotti dall’andamento maggiormente rettilineo. L’unica trasmissione disponibile è manuale a 6 marce.

Si chiama Shelby – denominazione per la quale Ford detiene il copyright –, in onore del designer, pilota e imprenditore statunitense padre dell’indimenticabile AC Cobra e fautore di alcune delle leggendarie creazioni dell’Ovale Blu; ad esempio della GT40. Un nome che evoca prestazioni monstre. Non a caso, per contenere la grinta del V8 è necessario un differenziale TorSen corredato di un sistema di raffreddamento dedicato. La vettura pesa 59 kg in meno rispetto alla “normale” Mustang GT350 grazie soprattutto alla rimozione del climatizzatore, dell’impianto audio, dei rivestimenti fonoassorbenti – l’unica musica in abitacolo è il ruggito del V8 – e delle sedute posteriori. Una cura radicale che non ha risparmiato i tappetini e il kit di gonfiaggio, eliminati senza rimpianti.

Quanto alla carrozzeria, la pony car Ford può contare su di uno specifico kit aerodinamico che include estrattore, minigonne, alettone e spoiler anteriore in fibra di carbonio. Componenti di pregio cui si accompagnano gli sfoghi per il calore lungo il cofano motore e i cerchi da 19 pollici in fibre composite. Raffinatezza, quest’ultima, abbinata a pneumatici semi slick Michelin Pilot Sport Cup 2. Per essere pronti ad aggredire i cordoli in ogni momento.

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