Futuro hi-tech per Nissan, ma con l’uomo al centro

La Casa giapponese propone il programma Intelligent Mobility e punta su Leaf e Qashqai, in vista di un futuro dove le auto si guideranno quasi da sole

29 giugno 2018 - 13:06

Concepire vetture equipaggiate di dispositivi in grado di incrementare sicurezza e comfort, ma senza pregiudicare il piacere della guida: questo il principio ispiratore di Nissan Intelligent Mobility, il programma che traccia la visione del domani da parte del costruttore automobilistico giapponese. All’iniziativa, Nissan ha dedicato un incontro tenuto a metà giugno presso l’Autodromo di Vallelunga, alle porte di Roma: scelta non casuale, dato che Nissan Italia – che quest’anno celebra anche i primi trent’anni di attività – ha di recente siglato proprio con ACI Vallelunga un accordo relativo alla formazione degli istruttori e al supporto dei centri di guida sicura. La partnership coinvolgerà sia l’impianto laziale, sia quello lombardo di Arese, come spiegato per l’occasione da Carlo Alessi e Alfredo Scala, rispettivamente Presidente e Direttore Generale Aci Vallelunga.

Guida autonoma? Sì, ma con l’uomo al centro
La tavola rotonda, moderata dal Direttore della Comunicazione Nissan Italia Luisa di Vita, è stata aperta dal Presidente e AD Bruno Mattucci, che ha delineato un futuro nel quale crescerà la diffusione dell’alimentazione elettrica, ma non solo: la vera rivoluzione saranno le automobili connesse fra loro e con le infrastrutture, dunque integrate in un ecosistema. Molti i vantaggi, a cominciare dalla sicurezza, sulla quale i sistemi “intelligenti” di ausilio alla guida giocheranno un ruolo chiave, sino ad arrivare alla sostenibilità ambientale anche attraverso la razionalizzazione delle risorse, dato che, per esempio, le batterie di bordo delle vetture potranno contribuire alla stabilità della rete elettrica quando sono in fase di ricarica.
Naturalmente, le auto che useremo nei prossimi anni diventeranno sempre più “abili” nella guida autonoma, ma secondo Nissan lo faranno senza sostituirsi all’uomo, se non per decisione di quest’ultimo o in caso di necessità: l’obiettivo è sviluppare tecnologie e soluzioni che, quindi, non escludano il conducente ma lo affianchino innalzando la qualità dell’esperienza di guida.

Mobilità interconnessa
Il comparto dell’automotive, secondo Nissan, è inevitabilmente indirizzato verso un modello di platform economy, che significa scambi di valore e di risorse non necessariamente lineari e unidirezionali come lo sono nell’economia tradizionale. Chiarificatori, in questo senso, gli interventi di Paola Corna Pellegrini, AD del gruppo assicurativo Allianz Partners, e di Alessandro Verardi, Responsabile Sviluppo Offering Digital della società di consulenza aziendale Accenture, che hanno evidenziato come una “nuvola” di autoveicoli connessi, in grado di acquisire e generare dati, possa rivoluzionare il mondo della mobilità, a partire dai servizi dedicati agli utenti della strada per arrivare ad aspetti che coinvolgono altri attori, dalle compagnie assicurative ai fornitori di servizi, alle utility, alle istituzioni.

Spazio alle emozioni con Tonio Liuzzi
Presente all’evento anche Tonio Liuzzi, già pilota di Formula 1, in compagnia del quale abbiamo compiuto un Hot Lap di Vallelunga a bordo di una GT-R, la supercar Nissan spinta da un 3.8 V6 biturbo da 570 CV, abbinato a un cambio robotizzato a doppia frizione e 6 marce e alla trazione integrale. Fiore all’occhiello della produzione sportiva della casa, questa coupé abbina un buon grado di funzionalità (la carrozzeria offre 2+2 posti e un discreto vano bagagli) alle prestazioni “estreme” (2,8 secondi nello “0-100” e 315 km/h di punta dichiarati), ma si distingue soprattutto per la fruibilità: un aspetto rimarcato anche da un “manico” del calibro di Liuzzi, convinto che la massiccia presenza di elettronica che sovrintende la dinamica del veicolo (e nello specifico gestisce pure la ripartizione della trazione fra le quattro ruote e la risposta delle sospensioni attive) possa rendere la guida più piacevole, efficace e sicura, sulle strade di tutti i giorni così come in pista.

Guida assistita: il ProPILOT e l’e-Pedal di Nissan
Nocciolo tecnico della giornata è stato il focus dedicato al ProPILOT e all’e-Pedal, dispositivi di ausilio alla guida che hanno fatto il loro debutto sull’ultima generazione della Leaf, la berlina elettrica della Casa giapponese totalmente rinnovata lo scorso anno. Il primo, che è stato appena reso disponibile anche sulla crossover Qashqai, combina il cruise control adattativo (Intelligent Cruise Control), l’ausilio al mantenimento di corsia (Lane Keep Assist) e l’assistenza nella marcia stop-and-go in colonna (Traffic Jam Pilot); è di serie nelle ricche versioni Tekna e Tekna+, e a richiesta nella N-Connecta.
Resta, per ovvie ragioni costruttive legate alla presenza del motore elettrico, riservato alla Leaf l’e-Pedal: si tratta del dispositivo che accentua l’effetto frenante magnetico del sistema di recupero d’energia in fase di rilascio, consentendo rallentamenti anche di discreta entità senza dover chiamare in causa i quattro dischi che compongono l’impianto frenante tradizionale.

La Qashqai che guida (quasi) da sola
Abbiamo effettuato un test del ProPILOT installato su una Qashqai dCi 130 Xtronic 2WD: si tratta della versione diesel con trazione anteriore e cambio automatico a variazione continua (CVT), vale a dire quella nella quale il dispositivo raggiunge la sua massima funzionalità. Nelle versioni manuali della crossover Nissan, invece, si rinuncia al Traffic Jam Pilot, ossia la funzione che consente alla vettura di marciare in coda arrestandosi e ripartendo automaticamente basandosi sulle manovre del veicolo che la precede (nella stessa corsia e senso di marcia).
Il ProPILOT – che Nissan raccomanda di utilizzare soltanto nelle arterie ad alto scorrimento e in autostrada – si attiva e si gestisce da una ben dimensionata tastiera nella razza destra del volante: chi è abituato a un normale cruise control impiegherà pochi attimi a prenderci confidenza.
Anche perché tutti e tre i dispositivi che lo compongono – quindi cruise control intelligente, mantenimento di corsia e gestione della marcia in colonna – si attivano con un unico tasto blu a portata di pollice. Da quando lo si preme, la Qashqai procede alla velocità preimpostata dal conducente, salvo rallentare (o frenare) automaticamente quando necessario. Il valore di distanza da mantenere rispetto al veicolo che si ha davanti è regolabile – sempre tramite tasti – su tre livelli evidenziati da altrettante bande che, nell’ampio display del cruscotto, separano due vetture stilizzate (quella di riferimento si “colora” non appena individuata dal sistema).
Se la vettura che la precede si ferma, la Qashqai fa lo stesso, per poi ripartire automaticamente se lo stop dura fino a 3 secondi; oltre questo limite, e fino a 3 minuti, il sistema rimane attivo ma la ripartenza va “autorizzata” dal guidatore accelerando o premendo il pulsante Res+ sul volante, mentre trascorsi 3 minuti il ProPILOT va in stand-by ritenendo che siano variate le condizioni ambientali.

“Legge” la strada ma vuole una mano
Sempre nel cruscotto sono presenti il simbolo di un volante e due linee laterali che rappresentano quelle di delimitazione della carreggiata: diventano verdi quando il Lane Keep Assist (che impiega una telecamera) conferma di aver individuato la necessaria segnaletica orizzontale. Da quel momento la vettura, oltre ad adeguare l’andatura al traffico, prende anche il controllo del servosterzo elettrico e, quindi, della traiettoria. Che riesce a tenere egregiamente, con correzioni sempre puntuali e progressive, eseguendo le curve senza esitazioni; il sistema di disattiva (avvisando) quando la segnaletica orizzontale è assente o poco visibile, ma va detto che nel nostro test la risposta è stata sorprendentemente efficace anche in presenza di strisce molto deteriorate, la cui colorazione era più vicina al grigio che al bianco.
Ultima cosa, ma non per importanza: essendo chi guida il responsabile della marcia della vettura, il ProPILOT richiede di tenere le mani dal volante. Se si contravviene a questa regola, partono prima avvertimenti visivi e sonori, dopodiché la vettura dà due colpi di freno (ovviamente attivando gli stop) per richiamare l’attenzione o scongiurare un presumibile colpo di sonno, e infine accosta sul ciglio della carreggiata e si arresta autonomamente con le “quattro frecce” lampeggianti.

Leaf: da guidare solo con il pedale destro (o quasi)
Il test è proseguito al volante della Leaf, la berlina elettrica che dal 2010, anno di presentazione, è la best seller della sua categoria, e che è stata profondamente aggiornata lo scorso anno: ora monta un motore da 150 CV e una batteria Li-Ion da 40 kWh, e promette fino a 378 km di autonomia secondo il ciclo ufficiale NEDC; a tal proposito Nissan ha diffuso anche il dato di circa 270 km ottenuto nel nuovo e più realistico ciclo “misto” WLTP, ma, pure, ha parlato degli oltre 400 km con un pieno di corrente percorsi in città, dove le frequenti variazioni di andatura consentono di sfruttare al massimo il sistema di rigenerazione passiva delle batterie.
Come accennato sopra, è proprio su quest’ultimo che si basa il funzionamento dell’e-Pedal, dispositivo di frenata esclusivo della Leaf: funziona sfruttando al massimo il principio in base al quale il motore elettrico, se trascinato, lavora come generatore e produce corrente da immagazzinare “gratis” nelle batterie, e nel farlo assorbe energia cinetica rallentando il veicolo.


Dunque, una volta attivato (basta agire su una levetta nel tunnel), l’e-Pedal fa sentire distintamente la sua azione quando si rilascia l’acceleratore: anziché perdere velocità dolcemente come farebbe in condizioni normali, la vettura si produce in decelerazioni che possono arrivare a 0,20 G (a partire da 0,07 G si accendono le luci di stop). L’intervento dell’e-Pedal è modulabile regolando la rapidità e la progressione del rilascio dell’acceleratore, e basta un po’ di pratica per prenderci la mano (anzi il piede) e utilizzare il sistema non solo per rallentare più o meno intensamente ma anche per fermarsi. Insomma, non ci sentiamo di dissentire da ciò che afferma Nissan, ossia che l’e-Pedal può coprire il 90% delle situazioni di frenata reali. In altre parole, si deve ricorrere al tradizionale pedale che aziona i quattro dischi solo nei rallentamenti decisi o d’emergenza, tanto più che l’e-Pedal riesce anche a mantenere ferma la vettura su pendenze fino al 30% (una vera comodità nelle partenze in salita).
Infine, limitando sensibilmente il ricorso ai freni tradizionali, l’e-Pedal contribuisce ad abbattere le polveri sottili generate dalle pastiglie che “mordono” i dischi, rendendo ancora più “eco” la cinque porte Nissan a emissioni zero.

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