Il Diesel è morto. Lunga vita al Diesel

Nonostante il calo del 25% delle vendite di motori Diesel, la concentrazione di CO2 nell'atmosfera è cresciuta del 6,2%... Davvero il motore a benzina è la scelta giusta?

31 maggio 2019 - 19:41

La caccia alle streghe scatenata nei confronti dei motori Diesel ha portato ottimi frutti in termini di numeri: se confrontiamo infatti il primi quadrimestre di 2018 e 2019, si nota che le vendite sono calate del 25% (circa 101.000 veicoli). Peccato che in termini di reali benefici nei confronti dell’ambiente i risultati siano molto contraddittori e si sia addirittura registrato un aumento della concentrazione di CO2 pari al 6,2%

ASPETTANDO L’ELETTRICO

A fornire questi dati è stato PSA Groupe in occasione del seminario tecnico sul nuovo Diesel 1.5 BlueHDi 130 S&S, unità centrale della gamma motori nei segmenti B (DS 3 Crossback), C (Peugeot 308 Berlina, 308 SW e Rifter, Citroën C4 Spacetourer, Grand C4 Spacetourer, Nuovo Berlingo, Nuovo Opel Combo Life) e D (Peugeot 508 fastback e SW). Il Gruppo francese crede a tal punto nelle potenzialità del Diesel da aver deciso di affidarsi a questo nuovo motore per accompagnare la fase di transizione verso la conversione all’ibrido plug-in e all’elettrico, lungo un cammino già tracciato. Inoltre, l’85% dei clienti che scelgono un SUV di segmento C (Peugeot 3008 e 5008, Citroën C5 Aircross, DS 7 Crossback e Opel Grandland X), prediligono la motorizzazione Diesel.

I MOTIVI DI UN SUCCESSO

Per realizzare il nuovo 1.5 BlueHDi 130, che ha sostituito il 1.6 BlueHDi 120, sono stati investiti 250 mln di euro in Ricerca & Sviluppo e 180 mln di euro in investimenti industriali. È costruito presso la stabilimento di Tremery, in Francia, che ha una capacità produttiva pari a 1.000.000 di pezzi/anno.  Nonostante il downsizing, il nuovo motore è più efficiente del precedente e guadagna sia in termini di potenza sia di coppia. Come tutti i nuovi motori del Gruppo, è stato progettato secondo tre criteri fondamentali: dimensioni compatte e integrazione di ogni componente (per poter essere utilizzato sui modelli dei quattro marchi che utilizzano la medesima piattaforma CMP, senza imporre modifiche strutturali), soddisfare le direttive ambientali più severe, offrire piacere di guida e contenere i costi di esercizio. Il risultato, nel confronto con un noto motore tre cilindri 1.2 PureTech 130 cv è una chiara superiorità in termini di contenimento di emissioni inquinanti rispetto ai tre parametri: CO2, Particolato e NOx.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Per arrivare a questi risultati le mosse principali sono state il passaggio alle quattro valvole per cilindro, l’utilizzo di una pompa olio a cilindrata variabile e l’incremento della pressione del gasolio a 2.000 bar (curva di potenza più lineare e continua anche agli alti regimi); lo sviluppo di un nuovo sistema di combustione a geometria brevettata con camera inclinata, derivato dal Motorsport e l’aumento del ricircolo dei gas di scarico grazie a un maggiore raffreddamento (diminuzione dei consumi fino al 6%); il posizionamento della SCR sul FAP vicino al motore per un trattamento migliore dei NOx (riduzione del costo d’utilizzo attraverso l’eliminazione dell’additivo FAP).

LA DIFFERENZA C’È, E SI SENTE

Uno per tutte… Il nuovo 1.5 BlueHDi 130 è destinato sì ad equipaggiare diverse vetture del Gruppo PSA, ma con il dovuto affinamento a seconda della destinazione. Ogni marchio ha infatti le sue caratteristiche peculiari, sia in termini di DNA sia di clientela tipo e agli ingegneri è stato chiesto un grosso lavoro di tuning per armonizzare motore e cambio, così da plasmarne il carattere in base all’auto che lo accoglie sotto il cofano. Noi lo abbiamo provato per una intera giornata sulle quattro C-SUV di Peugeot, Citroen, DS, Opel e confermiamo che la differenza c’è davvero e si sente.
Lunga vita al Diesel.

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