Koenigsegg Regera e Agera RS Gryphon: 2.900 cv in due

7 marzo 2017 - 0:03

Il tirannosauro era un dinosauro eccezionalmente potente, ma poco efficace negli spazi ristretti. Letale in campo aperto, non amava la caccia nella boscaglia o in presenza di terreni fangosi. Un po’ come la Koenigsegg oggi. Le supercar della Casa svedese non mancano infatti di potenza e contenuti tecnici, ma faticano a districarsi nei meandri del mercato attuale, soffocato dalla lotta alle emissioni e da tassazioni, specie in Italia, a dir poco proibitive. Ora, però, si registrano alcuni segnali di risveglio, dato che in occasione del Salone di Ginevra debuttano la versione definitiva della Regera e un’interpretazione estrema su base Agera.

Ibrida plug-in con tre motori elettrici
La Regera è la punta di diamante della produzione Koenigsegg. Una hypercar che rientra a pieno titolo nel ristretto club delle vetture da oltre 1.000 cv. Un’élite composta da mostri sacri del presente e del passato quali la McLaren P1 GTR, la Ferrari FXX K e la Bugatti Veyron. Forte di un sistema propulsivo ibrido plug-in, la sportiva svedese scatta da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi e da 0 a 400 km/h in meno di 20 secondi – del resto, chi non dichiara oggi uno 0-400 km/h? – grazie ai 1.500 cv e 2.000 Nm di coppia (!) erogati complessivamente dal V8 5.0 biturbo abbinato a tre motori elettrici. Vale a dire un’unità in corrispondenza di ciascuna ruota posteriore, cui si aggiunge un terzo propulsore a zero emissioni in blocco con l’albero motore. Complice la monoscocca e i cerchi in fibra di carbonio, il peso è contenuto in 1.420 kg. E il rapporto peso/potenza? Inferiore a 1! Più precisamente 0,95 kg/cv. Eccezionale.

Rapporto diretto anziché il cambio
La Regera verrà realizzata in 80 esemplari – i primi con tinta British Racing Green e Candy Apple Red – corredati d’impianto di scarico Akrapovic, freni carboceramici e dell’ampio alettone retrattile che, a 250 km/h, garantisce un carico verticale di 450 kg. L’elemento tecnico più rivoluzionario è però la trasmissione, dato che non adotta un cambio comune, bensì un rapporto diretto fra retrotreno e motore termico grazie al sistema Koenigsegg Direct Drive. Una soluzione tecnica resa possibile grazie all’ausilio dei tre propulsori elettrici a flusso variabile, alimentati da un pacco batterie da 620 V pesante 115 kg collocato dove sarebbe altrimenti presente l’albero di trasmissione.

V8 5.0 biturbo Ford per l’Agera
A confronto con la Regera, i 1.360 cv dell’Agera RS Gryphon sembrano quasi pochi… a patto di aver terminato il Tavernello del 2016! Dopo aver fatto dell’alimentazione a bioetanolo uno dei propri cavalli di battaglia, aver portato il V8 32V di 4,7 litri di derivazione Ford, mutuato dalle “vecchie” CCXR e Trevita, a 5,0 litri e aver sostituito i tradizionali compressori centrifughi Rotrex con due turbocompressori, ora Koenigsegg si spinge oltre presentando un’evoluzione ancor più radicale della già estrema Agera RS. La versione Gryphon, dedicata alla mitologica figura del Grifone, vede infatti il V8 5.0 biturbo Ford – il medesimo propulsore della hypercar One:1 – passare da 1.160 a 1.360 cv in abbinamento a una trasmissione sequenziale a 7 rapporti.

Ammortizzatori tipo push-rod
Rispetto alla “classica” Agera RS non mutano il reparto sospensioni, forte di ammortizzatori a gas Öhlins tipo push-rod regolabili elettronicamente dall’abitacolo, il controllo di trazione con 5 diversi setting, l’impianto frenante carboceramico e la struttura semi-monoscocca in carbonio con rinforzi in Kevlar e alluminio alveolare abbinata alla carrozzeria in fibre composite. E per non passare inosservati, alcuni dettagli sono rivestiti con una pellicola d’oro a 24 carati. Cari calciatori, ora potete scannarvi per acquistarne un esemplare…


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