Lamborghini, la Urus al Salone di Pechino

Mille indiscrezioni in Rete non tolgono il fascino della prima assoluta al SUV di Sant'Agata Bolognese. Un concept pressoché definitivo con motore da 600 CV. Che potrebbe entrare in produzione a medio termine

24 aprile 2012 - 10:04

265.000 esemplari nel 2015: a tanto ammonta, secondo gli analisti, il mercato dei SUV in Cina. Un dato di assoluto rilievo, tanto più che, a fronte di un incremento del 18% su base mondiale, nel paese del dragone si parla del 50% circa. Come a dire che Bengodi fa rima con Pechino, specie per quanto riguarda i SUV muscolosi ed esagerati. Quelli che hanno connotato in maniera indelebile la categoria e che rappresentano ancor oggi uno status symbol immediatamente riconoscibile.

Impossibile, quindi, non cogliere l’occasione di fronte alla platea dei nuovi ricchi (e aspiranti tali) di Pechino, specie se il marchio è sopra ogni sospetto, la piattaforma produttiva è approntata – e che piattaforma, visto che è quella dell‘Audi Q7 e della Porsche Cayenne! – e la cassaforte è protetta e alimentata dal Gruppo Volkswagen: ecco quindi che la Lamborghini Urus è, con buona probabilità, il SUV più desiderato di Auto China 2012.

Il nome proviene dall’uro, una specie bovina primordiale che accoppiava una stazza imponente a un carattere impetuoso. Sapendo che suo nipote, sulla carta d’identità, alla voce professione riporta testuale “toro da corrida spagnolo”, la tradizionale tassonomia Lamborghini è salva.

Countach! Questa è la prima esclamazione – a patto di essere piemontesi o semplicemente appassionati del marchio [accipicchia!, ndR] – di fronte alla Urus. 4,99 metri di lunghezza per 1,99 di larghezza e 1,66 di altezza rendono l’idea di quanto imponente sia il concept di Sant’Agata Bolognese; i 24″ di calettamento scelti per i cerchi sono, a memoria d’uomo, un record. Cattiva, esagerata, lussuosa.

La Urus è “tanta” anche nel propulsore: il V12 è accreditato di 600 CV e strettamente imparentato con quello della Gallardo LP-570. La trazione è sulle quattro ruote, di tipo permanente. Il gruppo motore-trasmissione trova alloggio in uno chassis che è un trionfo di materiali leggeri, carbonio in primis. Una GT a ruote alte più che un fuoristrada, a conti fatti. Che, secondo il Presidente e A.D. di Lamborghini, Stephan Winkelmann, dovrebbe essere prodotta in 3.000 esemplari annui. “Un’idea molto reale di futuro per il nostro marchio e come terzo modello potrebbe completare in modo perfetto la nostra gamma”, ha dichiarato a Pechino il supermanager berlinese.

I soliti bene informati parlano di un’entrata in produzione per la Urus (il nome è provvisorio, ma convince appieno…) a cavallo tra il 2014 e il 2015. Quando solo in Cina, come accennato in apertura, il mercato dei SUV varrà 265.000 pezzi. Un caso? Certo che no…

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