Autodromo di Cremona, la brina di questo rigido inizio di inverno ricopre tutto. Vien voglia di fare di qualsiasi cosa fuorché infilarsi una tuta e mettersi a guidare forte tra i cordoli con quattro pneumatici slick. Forse sarebbero meglio una pista ghiacciata e quattro gomme chiodate.

CHE CALDO

Mini JCW Challenge 2018 PilotaLa verità è che quando scendo dalla MINI JCW preparata per il challenge ho addirittura caldo. Per il campionato delle piccole sportive di Oxford è già tempo di parlare di 2018 e l’autodromo di Cremona rappresenta l’apertura della stagione. Primi test, nuovi e vecchi protagonisti alla guida. C’è chi si inizia ad allenare per le gare del prossimo anno e chi, curioso, prova l’auto per la prima volta. Ci siamo anche noi, con la gara dello scorso luglio a Monza ben impressa nella memoria. Risalire sulla verde MINI numero 70 è come ritrovare un vecchio amico, che non speravi di rivedere più. Ma da Monza a Cremona la differenza è abissale. Senza nulla togliere al tempio della velocità, la MINI mostra tutto il suo vero potenziale su circuiti più guidati come il “piccolo” Tazio Nuvolari”, in cui curve e controcurve esaltano il go kart feeling della piccola inglese. Inizio con la Lite, categoria confermata anche per il 2018 in cui l’auto è praticamente di serie (231 cv con cambio manuale). Ma la ciliegina sulla torta saranno i giri con la Pro (34 cv in più e cambio sequenziale), ambitissima perché capace di prestazioni nettamente superiori.

PRIMA CON LA LITE

Mini JCW Challenge 2018 movimento auto verde curvaEntro guardingo perché fa veramente freddo e con le trazioni anteriori c’è da stare attenti. Gli pneumatici posteriori non si scaldano e andare in testacoda è questione di attimi. Ma trovo, insospettabilmente, un’auto che consente di spingere forte da subito, l’assetto ammorbidito non “spinge” troppo sulle gomme c’è grip e la piccola MINI è stabile anche in frenata. Inoltre, l’evoluzione delle mappature le ha regalato anche più coppia al motore, si esce bene dalle curve. Divertente, e “poco” costoso perché con una cifra che oscilla dai 30.000 ai 40.000 euro si riesce a correre una intera stagione.

POI CON LA PRO

Mini JCW Challenge 2018 movimento auto grigia pistaLa Pro è di un’altra pasta, spinge molto più forte e dove con la Lite entri con l’acceleratore a tappetino con lei devi imparare a dosare il gas per gestire il sottosterzo. Il cambio sequenziale (non si usa la frizione in salita, solo in scalata) spara le marce una dietro l’altra e in fondo ai rettilinei arrivi con una marcia in più. Al primo giro sono già tre secondi più veloce che con la Lite, e continuo a migliorare. Ma la PRO va affrontata con attenzione non va presa sottogamba. In frenata scarica molto il posteriore (perchè l’assetto è morbido causa freddo) e si muove così tanto che sembra volerti scappare dalle mani.

ASCOLTA I CONSIGLI

Cerco di mettere a frutto i consigli che mi hanno dato i campioni della categoria Simona Iaquinta (PRO) e Gabriele Giorgi (Lite). Meno irruenza e più scorrevolezza, frenare qualche metro prima e lasciarla correre come se fosse una moto di piccola cilindrata. E la goduria aumenta. Ma finiscono anche i giri con una certezza: io e la MINI ci rivedremo presto. Intanto è stato pubblicato anche il calendario del prossimo anno in cui sarà prevista una tappa internazionale al Paul Ricard. Si il Challenge sta diventando grande. Ecco il calendario del MINI Challenge 2018: 29 aprile 2018 Imola, 13 maggio 2018 Paul Ricard, 17 giugno 2018 Misano, 15 Luglio 2018 Mugello, 9 settembre 2018 Vallelunga, Ottobre 2018 Monza

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali”) e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Laureato in Ingegneria meccanica, tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?