Mini John Cooper Works GP: nata per la pista

6 settembre 2017 - 22:09

Per ora si tratta di un esercizio di stile, ma grande è lo scalpore suscitato dalla concept MINI John Cooper Works GP. Massima espressione dell’anima racing del brand inglese, la versione estrema della hatchback anglosassone ricalca concettualmente le orme delle precedenti serie, realizzate nel 2006 e 2012 e riservate a un numero limitato di clienti, con la differenza di essere destinata al solo utilizzo in pista.


Motore e prestazioni top secret
Nessun dettaglio tecnico. Nessun riferimento alle prestazioni. Una delusione. MINI è stata particolarmente avara d’informazioni. La concept, infatti, verrà svelata completamente solo in occasione del Salone di Francoforte (14-24 settembre). È comunque prevedibile che, sottopelle, pulsi il consueto 4 cilindri 2.0 turbo benzina. Un’unità che si avvale della tecnologia TwinPower Turbo, vale a dire della sovralimentazione mediante turbocompressore a gas di scarico, dell’iniezione diretta del carburante, della fasatura variabile sia lato aspirazione sia lato scarico e del controllo continuo delle valvole analogo al Valvetronic BMW. Un propulsore che, per l’occasione, potrebbe arrivare a erogare 300 cv e oltre 350 Nm di coppia.

Ala posteriore biplano
Non lascia spazio all’immaginazione l’aerodinamica. La John Cooper Works GP è una vettura che non accetta compromessi. Il body kit, nello specifico, nasce per la pista e propone una “ricetta” forte di carreggiate ampliate rispetto allo standard, alettone biplano dalle dimensioni monstre, splitter regolabile, interni sensibilmente alleggeriti e generoso ricorso ai componenti in carbonio. Il numero 0059, visibile sia all’esterno della vettura sia in abitacolo, evoca l’anno di nascita della MINI originale, vale a dire il 1959.


Head-up display e paddle al volante
La strumentazione tradizionale? Superata. Anche in pista. Al classico rollbar, i cui ingombri comportano la rimozione del divanetto, e ai sedili a guscio in carbonio si accompagnano una plancia simile all’originale nella conformazione, ma priva del tunnel dato che la trasmissione si avvale esclusivamente dei paddle al volante, e un cruscotto digitale in grado, grazie all’head-up display, di proiettare sul parabrezza tutte le informazioni utili al guidatore. Immancabili, a completare il pacchetto GP, il ribassamento dell’assetto e i cerchi in lega da 19 pollici dal design dedicato.

 

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