Motori a tre cilindri: l’asso nella manica dei propulsori termici

Se l’elettrificazione del settore automotive rappresenta la soluzione più gettonata come alternativa alle fonti fossili, i tradizionali motori termici possono giocare la carta del downsizing.

Motori a tre cilindri: pregi e difetti

I propulsori tre cilindri, come interpretazione del downsizing, sono una valida alternativa alla pura riduzione della cilindrata e il minor utilizzo di componenti e materiali è solo uno dei vantaggi di questo tipo di motorizzazione. Un cilindro in meno significa meno parti in movimento, meno attriti e usura ridotta. I costi di produzione sono minori come anche il peso complessivo del motore. Per quanto riguarda l’affidabilità non ci sono particolari differenze rispetto a motori quattro cilindri di piccola cilindrata.

Versione da rally di Toyota Yaris in derapata attorno a Toyota Yaris GR

L’utilizzo di questa tipologia di motore risulta perfetto per le auto più compatte, come le citycar, contribuendo positivamente all’abbassamento del prezzo d’acquisto e del pieno di carburante, a patto di non avvicinarsi troppo alla zona rossa del contagiri. Quando si tratta di viaggi lunghi, percorrenza in autostrada o tragitti in cui è richiesto uno sforzo aggiuntivo, come le strade di montagna, le piccole cubature ed in questo caso i motori tre cilindri non brillano per la coppia trasmessa alle ruote ed i consumi ne soffrono di conseguenza. Tra gli svantaggi più discussi dei tricilindrici troviamo poi la rumorosità, più accentuata rispetto ad un quattro cilindri, e la necessità di bilanciare la meccanica con controalberi necessari per equilibrare le inerzie non bilanciate.