Lexus CT200h MY18: il cuore non si tocca

22 giugno 2017 - 9:06

Sul mercato dal 2010 e aggiornata nel 2014, la Lexus CT200h iniziava a soffrire di uno sdoppiamento della personalità. A una meccanica moderna si accompagnava infatti una linea ardita sì, ma ormai un po’ datata. Una contrapposizione ora sanata dalla divisione di lusso Toyota che sottopone la propria berlina ibrida a un restyling sia estetico sia multimediale.


Calandra a effetto tridimensionale
Il model year 2018 della CT200h può contare sui fari dal design rinnovato, con le luci diurne a LED collocate più in alto rispetto al passato, i paraurti ristilizzati e un inedito effetto tridimensionale per la calandra. Rivisti anche gli alloggiamenti dei fendinebbia, mentre i gruppi ottici posteriori beneficiano della tecnologia LED e di una firma luminosa a L che conferisce un’immagine più possente al retrotreno. Completano gli interventi a livello estetico i cerchi in lega di nuovo disegno (da 15, 16 e 17 pollici) e due inedite tinte (arancio Lava e blu Heat) dedicate all’allestimento F Sport. Quest’ultimo, nel dettaglio, beneficia di prese d’aria maggiorate e di rivestimenti in pelle o tessuto in abitacolo, anche bicolore, dal look più aggressivo rispetto allo standard.

Pacchetto Lexus Safety System+
Internamente, la novità principale è rappresentata dal monitor del sistema multimediale, ora da 10,3 pollici anziché da 7 pollici come in passato. Un upgrade che conferisce un layout più moderno alla plancia e che si accompagna alla disponibilità del pacchetto Lexus Safety System+ forte della frenata automatica d’emergenza, del cruise control adattivo, dell’avviso di superamento involontario della linea di corsia e della gestione automatica dei fari abbaglianti. Quanto alla meccanica, nulla cambia rispetto al vecchio modello, dato che la vettura si affida al powertrain ibrido della Prius di penultima generazione. Sottopelle lavorano pertanto un quattro cilindri 1.8 benzina, forte del ricircolo dei gas di scarico all’interno delle camere di combustione così da contenere le temperature interne e gli eccessi d’ossigeno, principali fattori della formazione degli ossidi d’azoto, e un’unità elettrica. Un binomio in grado di erogare complessivamente 136 cv che consentono alla cinque porte nipponica di scattare da 0 a 100 km/h in 10,3 secondi, raggiungere una velocità massima di 180 km/h e percorrere mediamente 24,4 km/l che, nel caso della versione base, diventano 27,7 km/l.


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