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Youngtimer – Peugeot 406 Coupé, incredibile ma vera

Storia di una due porte realmente esistita, anche se oggi sembra impossibile, e di successo

4 gennaio 2020 - 6:29

Provate a pensare a come reagirebbe oggi il mercato a una coupé marchiata Peugeot. Non si offendano i francesi: la 406 Coupé di questo articolo testimonia tutta la loro capacità nel realizzare questo genere di auto. E lo certifica anche la RCZ, uscita di produzione pochi anni fa. Eppure, ipotizzare che Peugeot possa mettere in commercio una due porte sportiva, oggi, con Tavares al timone del Gruppo PSA (a breve PSA-FCA, in attesa di sapere che nome prenderà la nuova alleanza) e i SUV che dominano il mercato, sarebbe pura “fanta-economia”. Impossibile. Nel 1997, invece, non solo Peugeot arriva sul mercato con la 406 Coupé, appunto, ma ottiene anche un buon successo di vendite. Un’operazione che non le riesce con l’erede, la 407 Coupé, che infatti chiude la “serie”.

Design italiano by Pininfarina

Prima di ogni altra considerazione è interessante notare come la 406 Coupé sia una delle rare dimostrazioni di come, facendo le cose per bene, sia possibile mettere in discussione la supremazia dei tedeschi in segmenti di mercato che siamo soliti definire “chiusi” soltanto a loro. E se i francesi riescono in questa impresa, un po’ è anche merito degli italiani, di Pininfarina nel dettaglio. Un’azienda che lavora con Peugeot dal lontano 1951, ma che con questa coupé raggiunge un livello di interazione mai toccato prima. Sì perché in Peugeot hanno un obiettivo ben chiaro nella testa: la 406 Coupé deve replicare il successo di 404 Coupé e 504 Coupé. Lo sviluppo del progetto inizia nel 1993 e implica una stretta collaborazione fra Torino e Parigi/Sochaux, con Pininfarina che applica i rigidi protocolli di Peugeot per quello che riguarda costi, metodi, progettazione, sperimentazione, qualità, logistica, acquisti e marketing.

Nel segno della continuità

Già, le linee di 404 Coupé e 504 Coupé sono disegnate proprio dal team di Pininfarina, che questa volta, però, non ha “solo” la responsabilità di tracciare lo stile di carrozzeria e abitacolo, ma anche di realizzare il complesso processo di industrializzazione della vettura, per poi produrla. Una sfida ai limiti del possibile per un’azienda sì grande e storica come Pininfarina, però minuscola rispetto alle dimensioni di Peugeot. Risultato: sono tutti contenti: Pininfarina, Peugeot e i clienti.

Un progetto su cui Peugeot investe parecchio

406 berlina e coupé, per quanto accomunate dalla base meccanica, sono due auto fortemente distinte. Segno che nella seconda Peugeot crede fin dal primo momento: innanzitutto, non c’è alcun elemento della carrozzeria ripreso dalla 4 porte, con tutto ciò che questo significa in termini di costi. Il tutto, con la (legittima) pretesa di Peugeot che la Coupé sia sullo stesso livello – da ogni punto di vista – del resto della produzione. Ecco dunque barre anti-intrusione nelle portiere, sterzo collassabile, cinture con pretensionatori, airbag anteriori e laterali, sistema anti-pizzicamento per i finestrini elettrici e blocco dei bagagli.

Prima la 406 Coupé, poi le Ferrari

All’interno del team di designer di talento di Pininfarina, il progetto 406 Coupé viene affidato a tale Lorenzo Ramaciotti. All’epoca, un designer conosciuto solo dagli addetti ai lavori per il suo indiscusso talento. Successivamente, famose per aver messo la propria firma, tra le altre, su: Ferrari 456, Enzo, 360 Modena e 550 Maranello e Maserati Quattroporte (quella del 2003).

Oltre 100.000 esemplari venduti

I motori sono 4 motori a benzina (due 2.0, un 2.2 e un 3.0 V6) e un diesel 2.2, con potenze comprese fra 135 e 210 CV. La 406 Coupé viene prodotta (a Grugliasco, TO) fino al 2004, in 107.631 esemplari: un ottimo risultato, se si pensa che la rivale si chiama BMW Serie 3 Coupé; Audi A5 Coupé e Mercedes Classe C Coupé sarebbero arrivate qualche anno dopo.

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