FCA-PSA, 14 marchi non saranno troppi? Chi rischia e chi no

Il Gruppo VW ne ha 8 (esclusi veicoli pesanti e moto), Renault-Nissan-Mitsubishi 10, Toyota 3

19 dicembre 2019 - 12:22

FCA e PSA hanno firmato. Mesi di trattative hanno finalmente portato all’accordo vincolante che condurrà i due Gruppi verso una fusione alla pari. Fusione che non si completerà, però, prima di 12, forse 15 mesi. Fra i tanti punti su cui si è trovato l’accordo, i più importanti sono sicuramente il ruolo di Carlos Tavares, che da CEO di PSA diventerà CEO del Gruppo allargato (8,7 milioni di veicoli prodotti all’anno circa, per 170 miliardi di fatturato), e quello di John Elkann, che ne sarà il Presidente.

Gli altri player principali hanno meno brand

Fin qui, gli aspetti più noti. Sussistono però – com’è ovvio che sia – moltissime questioni ancora da chiarire. Prima fra tutte, quella inerente la sorte dei marchi, che sono ben 14. Tenendo in considerazione esclusivamente la produzione automobilistica, quindi esclusi veicoli pesanti, moto, ecc., sono 4 in più di Renault-Nissan-Mitsubishi (Renault, Nissan, Mitsubishi, Infiniti, Alpine, Dacia, Venucia, Renault-Samsung, Lada e Datsun), 6 in più del Gruppo VW (Audi, Seat, Skoda, Volkswagen, Porsche, Bentley, Bugatti e Lamborghini) e addirittura 11 in più del colosso Toyota (Toyota, Lexus e Daihatsu).

Tagliare qualche marchio per migliorare l’efficienza?

Insomma, per una fusione che nasce con l’obiettivo principale di una maggior efficienza (quantificata in 3,7 miliardi di euro all’anno), la potenziale sovrapposizione dei brand potrebbe costituire un serio problema. Di seguito vediamo, brand per brand, qual è la situazione. I numeri di PSA sono quelli diramati ufficialmente, quelli di FCA sono una stima di Jato Dynamics, dal momento che il Gruppo non rilascia cifre suddivise per marchio.

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