Polestar 1: il nuovo mondo

19 ottobre 2017 - 10:10

Prima erano una cosa sola. Ora sono divise. O meglio, in futuro avranno specializzazioni e target diversi. Volvo e Polestar, quest’ultima sino a ieri divisione ad alte prestazioni del brand svedese, si sono separate e vivranno di luce propria. Polestar, oltretutto, cambierà pelle, passando dall’elaborazione ufficiale dei modelli della Casa nordica alla realizzazione di vetture premium a zero o ridotte emissioni. Un debutto celebrato con la presentazione della Polestar 1, un’aggressiva GT 2+2 ibrida plug-in forte di 600 cv e ben 1.000 Nm di coppia.


Prestazioni da sportiva
Destinata a entrare in produzione a metà 2019, la Polestar 1 può contare su prestazioni da sportiva pura, dato che secondo la Casa scatta da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi. Capostipite di un’inedita famiglia elettrica, anticipa due ulteriori modelli, totalmente a batteria, attesi entro il 2020. Più precisamente una berlina destinata a scontrarsi con la Tesla Model 3, denominata Polestar 2, e una SUV sportiva di taglia medio grande, chiamata Polestar 3.

Tre motori elettrici
La Polestar 1 nasce sulla base della piattaforma SPA, condivisa con i modelli della Serie 90 e della Serie 60. Lunga 4,5 metri, è caratterizzata da un passo più corto di 32 cm rispetto all’ammiraglia S90 – dalla quale mutua lo stile – e adotta un quattro cilindri 2.0 turbo a iniezione diretta della benzina da 320 cv abbinato a due motori elettrici collocati al retrotreno. Più precisamente in corrispondenza di ciascuna ruota, portando così in dote la trazione integrale a gestione elettronica e un’evoluzione della funzione torque vectoring. Un terzo motore elettrico è collegato al propulsore termico e funge anche da generatore nelle fasi di decelerazione. Ne derivano, come accennato, una potenza complessiva di 600 cv e prestazioni degne della massima considerazione, con la velocità massima autolimitata a 250 km/h, laddove in modalità puramente elettrica il “taglio” interviene a 160 km/h. L’autonomia a zero emissioni, grazie ai tre accumulatori (da 34 kWh totali), si attesta a 150 km.


Sospensioni elettroniche adattive Öhlins
La raffinatezza della Polestar 1 si spinge ben oltre la meccanica, come confermato dalla carrozzeria in poliuretano termoplastico misto a fibra di carbonio (CFRP). Fibre composite utilizzate anche per la realizzazione del tetto e di parte della scocca, così da alleggerire di 230 kg la struttura rispetto a una soluzione tradizionale in acciaio. Altrettanto hi-tech le sospensioni elettroniche adattive Öhlins, l’assale posteriore sterzante, il cambio automatico a 8 rapporti e l’impianto frenante, forte di dischi anteriori autoventilanti da 400 mm di diametro sui quali agiscono pinze a 6 pistoncini. La Polestar 1, assemblata in Cina, verrà realizzata a tiratura limitata (500 esemplari l’anno) con un prezzo, sulla carta, a partire da 130.000 euro. Sulla carta, appunto, dato che l’auto non è acquistabile tradizionalmente. La Casa ha preferito puntato sulla formula del noleggio a lungo termine.


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