Tesla Model 3: da 40.000 euro in Europa

7 aprile 2017 - 10:04

280mila prenotazioni in tre giorni, un successo oltre ogni più rosea aspettativa, la promessa di un’autonomia di 345 km, la previsione di uno scatto da 0 a 100 km/h in 6 secondi e, soprattutto, la conferma di un prezzo negli USA inferiore a 35.000 dollari. La presentazione della Tesla Model 3, avvenuta nel 2016, è stata come un fulmine a ciel sereno nel panorama automobilistico mondiale. Quella che ad oggi è già la vettura più importante della storia della Casa californiana non è però ancora stata consegnata ad alcun cliente. Anzi, sino a pochi giorni fa viveva immersa in una densa nube di nebbia, ora parzialmente diradata da alcuni tweet del CEO Elon Musk.


Da 0 a 100 km/h in meno di 6 secondi
La prima Tesla “popolare”, stando a quanto noto, si avvale di un telaio in alluminio, analogamente alla sorella maggiore Model S, e promette un’abitabilità sulla carta superiore a qualsiasi berlina tradizionale, specie alle concorrenti dirette Audi A4, BMW Serie 3 e Mercedes-Benz Classe C, dato che, oltre a ospitare cinque adulti, consente di abbattere gli schienali dei sedili posteriori – una novità svelata da Musk – e può contare su due vani di carico: il primo all’avantreno, di minori dimensioni, e il secondo al retrotreno. La Model 3 promette di percorrere almeno 345 km a ogni ricarica, di scattare da 0 a 100 km/h in meno di 6 secondi, di avvalersi di una versione evoluta del sistema di guida semiautonoma AutoPilot e di essere compatibile con i supercaricatori Tesla.


Cx di 0,21 e produzione da fine 2017
La produzione della berlina americana a zero emissioni inizierà a fine 2017 e le prime consegne negli USA avverranno entro la fine dell’anno. In Europa sarà necessario attendere il 2018. Il prezzo lancio è stato confermato (35.000 dollari negli States, riducibili a 25.000 grazie agli incentivi), mentre nel Vecchio Continente il listino dovrebbe partire da 40-45.000 euro. Sotto il profilo estetico, la vettura sinora mostrata non è quella definitiva. La mascherina, tecnicamente superflua, è stata originariamente eliminata, ma dinanzi alle perplessità del pubblico la Casa americana sembra possibilista sul ritorno a una soluzione più convenzionale, stile Model S e Model X. A patto, beninteso, di non alterare il Cx (coefficiente di resistenza aerodinamica) che dovrebbe essere di 0,21. Un valore da riferimento per una berlina.

Batterie “base” con una potenza di 40/50 kWh
Sino ad oggi mancava la conferma ufficiale, ora arrivata: la Model 3 “base” sarà caratterizzata dalla trazione posteriore, analogamente alla sorella maggiore Model S, e da tradizione Tesla sarà possibile optare per la configurazione D a doppio motore, quindi caratterizzata dalle 4WD a gestione elettronica. Un upgrade che il CEO della Casa americana ha stimato in circa 5.000 dollari. Quanto alle batterie, permane il massimo riserbo. Secondo alcune indiscrezioni, le celle base dovrebbero avere una potenza di 40 o 50 kWh, così da non incrinare le gerarchie rispetto alla Model S, la cui versione d’attacco adotta accumulatori da 60 kWh.


Addio al tradizionale quadro strumenti
Gli interni, svelati grazie a una manciata di immagini, vedono la plancia dominata – da tradizione Tesla – da un grande touchscreen (da 15”) fornito dalla LG. Il minimalismo, per il resto, domina al punto da rinunciare al tradizionale quadro strumenti. Una scelta radicale che prelude all’adozione di un head-up display di serie. Dato il successo riscosso in Europa e negli States, Tesla ha aperto gli ordini anche in mercati inizialmente non previsti quali Brasile, Corea del Sud, Sudafrica, India, Nuova Zelanda, Irlanda e Singapore. Assisteremo a un successo globale della Casa californiana?


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