Fateci caso, perché forse vale anche per voi la stessa cosa! Le macchine che oggi mi piacciono di più sono quelle che mi sarebbero piaciute anche da bambino come modellini. Ovviamente non parlo solo di quelle sportive che costano come un appartamento, così sarebbe troppo facile. Penso per esempio, alla Fiat 500 Hybrid, che sarebbe stata di sicuro una delle mie preferite anche in scala ridotta.
Attenzione, però, perché c’è anche qualcos’altro che non è cambiato nel tempo. Da piccolo odiavo le macchinine lente, quelle che letteralmente non andavano neanche a spingerle. Ecco, da questo punto di vista, la 500 mi preoccupa un po’, con un tempo dichiarato di 16,2 secondi per lo scatto 0-100. Insomma la domanda è semplice: l’ ultima erede del mitico Cinquino è la classica “bella che non balla”? Andiamo a scoprirlo insieme.

Il giallo le dona
A livello di linea credo che ci sia poco da discutere. I gusti saranno anche soggettivi ma credo sia pacifico per tutti che la 500 Hybrid sia un gran bel pezzo di design, così come l’elettrica da cui deriva. La carrozzeria ha proporzioni quasi perfette, con una lunghezza di 3 metri e 63 e sbalzi molto corti. Sparsi qua e là si notano poi tanti dettagli fighissimi. A parte la doppia coppia di fari tondi che è un marchio di famiglia dal 1957, ci sono autentiche chicche come gli indicatori di direzione che escono appena dalle fiancate. A me tra l’altro piacciono un casino anche il giallo chiamato, yellow gold, che è un optional da 800 euro, e i cerchi in lega da 16 pollici. Loro sono invece di serie su questo allestimento Torino e che in listino si trova subito sopra quello base. E adesso saliamo in macchina.

Fa tanta scena
Se l’esterno ha carattere da vendere, l’abitacolo è della stessa pasta e non solo perché la fascia centrale della plancia è in tinta con le lamiere. Anche gli arredi strizzano infatti l’occhio alle forme di una volta. L’operazione nostalgia è carina, fatta con buon gusto e senza eccessi inutili. Le forme particolari, tra l’altro, fanno chiudere un occhio sul fatto che le plastiche siano rigidine. Compiono insomma un mezzo miracolo e fanno sembrare raffinato l’ambiente anche se i componenti degli arredi sono economici.

In questo senso giocano un ruolo importante anche i rivestimenti dei sedili. Al tatto il tessuto non è niente di speciale ma sulla 500 Torino c’è una simpatica fantasia pied-de-poule che gli dà una marcia in più. A proposito di marce, la presenza della leva del cambio manuale a sei marce, con il suo bel pomellone tondo, è la differenza principale tra la 500 Hybrid e quella elettrica. Per il resto in Fiat hanno fatto un sostanziale copia e incolla.

Si esce in punta di… dita
Vediamo rapidamente cosa c’è in giro. Al posto delle classiche maniglie per aprire le porte ci sono pulsanti di sblocco, che francamente a me non piacciono. In ogni caso su pannello porta ci sono anche levette di emergenza. Sulla sinistra della plancia ci sono i tasti dell’Esp, del retronebbia e quelli per regolare in altezza i fari. Dal canto suo, la strumentazione è digitale da sette pollici e si legge abbastanza bene, mentre il volante multifunzione propone sulla sinistra i comandi dello stereo e sulla destra quelli del regolatore di velocità. Al centro c’è poi il display dell’infotainment da 10,2 pollici. Il sistema UConnect 5 non ha il navigatore integrato ma sulla cosa si può chiudere un occhio: basta connettere il telefono con Android Auto o Apple Car Play e il gioco è fatto. Subito sotto si trovano i comandi del climatizzatore automatico, che – lo dico – fa sempre bene il suo lavoro. Lì vicino ci sono poi la postazione per la ricarica wireless dello smartphone e una presa USB. Mentre scendendo ancora più in basso si incontrano i comandi dello start&stop, il freno di stazionamento e la rotella per alzare e abbassare il volume, oltre a due prese USB-C e una a 12 Volt.

Quasi una 2+2
In generale il posto di guida è valido. Il sedile non si regola in altezza ma per me non è un gran problema, perché la seduta è alla giusta distanza dal pavimento e per sentirsi la macchina cucita addosso si può sempre sistemare a piacimento il volante. Rispetto alla 500 della generazione precedente c’è tra l’altro molto più spazio in larghezza, circa una decina di centimetri, mentre non ci sono grandi progressi sul fronte posteriore. I posti dietro non sono facili da raggiungere e sono pure scomodi, perché lo spazio per le gambe e per la testa è poco e il divanetto va bene giusto per dei bambini o per fare tragitti brevi. Anche il bagagliaio non è il massimo. La Fiat dichiara una capacità di 183 litri, che bastano giusto per portare a casa la spesa settimanale o per un weekend in coppia. Intendiamoci, la 500 è una citycar e non ci si può aspettare da lei la versatilità di una station wagon, ma è anche vero che tra le altre piccole ce ne sono alcune decisamente più pratiche.

Senza fretta
E passiamo adesso al motore. Sotto il cofano c’è il tre cilindri mille aspirato della famiglia Fire Fly. Per lui la scheda tecnica parla di una potenza di 65 cavalli a 6.000 giri e di una coppia di 92 Newtonmetro a 3.250 giri. E se la 500 si chiama Hybrid è perché a fargli da spalla c’è un sistema ibrido leggero con un motorino elettrico da 5 cavalli. Ebbene, se a questo punto vi state chiedendo come vada su strada questa 500 Hybrid posso rispondere anche con una parola sola: “PIANO”. Anche insistendo con l’acceleratore, le risposte sono sempre blande. È un po’ come se invece della benzina nel serbatoio ci fosse camomilla. Tra l’altro, in tema di benzina, non entusiasmano neanche i consumi. Col fatto che la potenza è poca, per avere un po’ vivacità ci si trova spesso a lavorare con il cambio e a tenere il motore su di giri, con il risultato che in media si fanno circa 16 km/l. Bene, ma non benissimo. A onor del vero devo però dire che le prestazioni modeste della meccanica si sentino come un limite solo in situazioni particolari, come per esempio in salita o quando si viaggia a pieno carico. Finché ci si muove incanalati nel traffico, la 500 fa tutto quel che serve.

A prova di neopatentato
Due paroline le merita chiaramente anche il comportamento su strada. In città la 500 Hybrid è agile e facile da parcheggiare, complice anche uno sterzo molto leggero. Le curve comunque non la spaventano. Anche nel misto resta sicura e prevedibile, a prova anche di neopatentato. Sullo sconnesso, le sospensioni anteriori digeriscono anche bene le buche, mentre quelle dietro sono un po’ più secche. Nulla di drammatico, comunque. Pollice anche anche per la silenziosità, che peggiora solo in autostrada, che non è certo l’habitat naturale della 500. La velocità massima è di 155 km/h.

Il verdetto? Non balla il rock
In definitiva, per tirare le somme, torniamo alla domanda iniziale: la 500 è davvero la proverbiale bella che non balla? Secondo me descriverla così sarebbe ingiusto. Certo, quando balla le piacciono più i lenti del rock acrobatico. Non bisogna però nemmeno dimenticare qual è il suo ruolo nella gamma Fiat, ossia quello della cittadina modello, chic ed elegante. Alla fine, se devo dirla tutta, più che il motore pigro mi fa storcere un po’ il naso il prezzo di listino. Questa 500 Hybrid Torino sarà anche infiocchettata bene, ma costa 20.900 euro, cui vanno aggiunti gli 800 euro della vernice metallizzata. In concessionaria ci saranno anche promozioni allettanti ma a questa cifra la macchina mi sembra un po’ cara. Ok, negli anni le dotazioni sono cresciute molto, anche per rispondere alle normative europee. Ma io sarei ben felice di tenermi in tasca qualche migliaio di euro e di rinunciare a qualche ADAS, come aveva proposto tempo fa Olivier Francois, Amministratore Delegato di FIAT.






