Prova KIA Carens 2013

Versatilità, prezzo competitivo e ottima qualità costruttiva. Kia rinnova la Carens e affronta a muso duro i competitor europei. Tanto spazio a bordo, fino a 7 posti e motori Diesel a fare la parte del leone. Immancabili i 7 anni di garanzia

Con i suoi 4 metri e mezzo KIA Carens è oggi una valida alternativa alle classiche MPV che da anni dettano le regole del mercato, come Ford C-MAX, Renault Scenic e >Citroën C4. E oggi pensare a una vettura coreana che si confronta con i leader europei non equivale a prefigurare una sconfitta come poteva accadere in passato, ma anzi l’ipotesi più gettonata è quella della vittoria in un ipotetico confronto diretto. Non ce ne vogliano i marchi che da sempre dominano in questo settore della mobilità ma l’evoluzione e la ricerca qualitativa dimostrata sul campo da KIA è tra le più interessanti e merita di essere approfondita. Non è la prima volta che una vettura del Far East entra a testa alta tra le pagine di RED e non sarà di certo l’ultima occasione che ne parleremo, elogiando l’estetica razionale, l’attenzione alla qualità e la funzionalità, piuttosto che la capacità di accogliere ospiti o l’effettiva possibilità di utilizzare al meglio lo spazio a bordo.KIA Carens è giunta alla quarta generazione attraversando indenne il passaggio al nuovo millennio; la prima generazione risale al 1999 ma quest’ultima, nonostante i due passaggi intermedi che l’hanno portata ai giorni nostri, con i precedenti progetti condivide solo il nome e l’acronimo MPV: Multi Purpose Veichle.LIVELe dimensioni contano? Sì, è proprio il caso di dirlo perché il segmento C, settore di appartenenza della Carens, è tra i più combattuti soprattutto per le incursioni di vetture le cui carrozzerie non necessariamente sono monovolume, ma che in quei 4,5 metri circa racchiudono il miglior compromesso tra praticità, spazio e facilità di guida. Eppure, rispetto alla precedente generazione, la nuova Carens ha ridotto, anche se di poco, il volume esterno, aumentando però di 50 mm l’interasse per accrescere il livello di comfort che i cinque, ma su richiesta anche sette, ospiti possono trovare e apprezzare a bordo.A rendere più interessante l’offerta della nuova MPV ci pensa una gamma di motorizzazioni che prevede un quattro cilindri benzina 1.6 GDI da 99 kW (135 cavalli) ma che predilige inevitabilmente l’opzione a gasolio, proposta su base 1.7 CRDi con potenze che variano 115 a 136 cavalli e fino 330 Nm di coppia. A nostro avviso  quello che sicuramente incontrerà i gusti dei più sarà proprio quest’ultimo, per il favorevole rapporto peso-potenza e perché il cambio automatico non toglierà troppa cavalleria aumentando, di fatto, i consumi medi. Proprio alla voce consumi medi, nel ciclo combinato, il dato interessante è di 6,1 litri/100 km mentre la  velocità massima dichiarata è di 191 km/h.KIA Carens dunque fa la voce grossa, forte di una linea interessante che pensiona definitivamente il concetto di “furgoncino” destinato al trasporto di persone e inaugura una nuova generazione di veicoli funzionali ed esteticamente appaganti. Non dobbiamo pensare a nessun azzardo stilistico quanto a un sapiente studio dei gusti degli automobilisti del Vecchio Continente, che desiderano forme muscolose eppure tondeggianti e rassicuranti; appeal sportivo – vedi cerchi ruota di grosso diametro – e non ultimo costi di esercizio contenuti. Non è un caso che secondo un’indagine di mercato la Carens sia stata scelta dal 27% dei potenziali clienti per il design, il 25% l’avrebbe scelta per lo spazio interno e solo il 20% per il rapporto qualità-prezzo. Un risultato che fa ben comprendere come KIA si oggi percepita sul mercato. Non fosse bastata la nuova Cee’d, la Carens scardina quindi definitiivamente l’ultimo tabù che vede i prodotti coreani come alternativa “economica” a quelli europei. Solo il prezzo rimane allineato al vecchio concetto del Made in Korea, con un valore di partenza di 19.500 euro per l’allestimento Cool motorizzazione benzina. DRIVENormalmente alle presentazioni di un nuovo modello di auto preferisco effettuare il test in solitaria: riesco in questo modo a non farmi influenzare dalle sensazioni di altri colleghi. Questa volta, però, la presenza di ben due persone a farmi compagnia nell’abitacolo è stata utile per capire quale sia l’effettiva capacità di carico, l’insonorizzazione della vettura e soprattutto il comportamento delle sospensioni. Teatro del test,+ le strade tortuose che s’inerpicano verso famose località sciistiche della Valle d’Aosta luogo in cui, sono certo, la Carens si troverà spesso a viaggiare carica di tutto il necessaire per l’agognata settimana bianca.I due sedili posteriori a scomparsa della terza fila spariscono sul fondo del pianale, creando all’occorrenza un vano di carico completamente piatto lungo fino a 2 metri e 15 centimetri, che però oggi non ci servirà. Mi concentro sull’abitacolo, che si rivela ospitale e comodo. La posizione di guida preferita è facile da individuare, il volante è regolabile e le poltrone sono morbide il giusto; i comandi sono facilmente raggiungibili: i tecnici coreani non hanno ecceduto con linee eccessivamente ardite, lasciando il giusto spazio alla razionalità e alla funzionalità nella guida.1.7 CRDi da 136 cavalli è la motorizzazione del test: poche vibrazioni e un po’ di rumore di fondo ma nulla di più. La risposta all’acceleratore è buona: la Carens non è fulmine di guerra ma ricordo che l’ago della bilancia sorpassa agilmente la tonnellata e mezza. I primi metri mi bastano per apprezzare il comportamento dello sterzo servoassistito e la risposta dell’impianto frenante alla pressione che applico sul pedale. Tutto allineato con la filosofia di base, che vuole KIA Carens adatta alla vita di tutti i giorni. Ecco perché i circa 100 chilometri che percorro in buona compagnia sono sufficienti per tirare le somme in attesa di un test più approfondito. La qualità della vita a bordo è più che soddisfacente, l’abitacolo è silenzioso e permette di parlare facilmente con gli occupanti della seconda fila, le sospensioni non “spingono” eccessivamente ma cullano anche lungo le strade di montagna avvitate come rollercoaster da Luna Park. Le curve più strette e i tornanti in salita non mettono in difficoltà lo sterzo, che dimostra di avere un raggio della giusta misura per non dover mai richiedere manovre in due tempi. Resta la prova del nove: una lunga percorrenza autostradale per verificare i consumi effettivi e una buona giornata di traffico metropolitano all’ora di punta.