Prova Mercedes C 220d 4Matic SW Premium

La Classe C station wagon è un grande classico fra le familiari: la versione 4Matic aggiunge un tocco di polivalenza in più. Ecco come va

11 gennaio 2019 - 14:01

  LIVE  

Qualcuno sostiene che scegliere una Mercedes station wagon sia un po’ come comprare sempre la stessa marca di biscotti: vai sul sicuro, ma alla lunga si tratta sempre della solita… colazione. In realtà, una settimana con la C 220d 4Matic SW potrebbe far cambiare idea a molti (se non a tutti). In questo caso, nel mirino della Stella ci sono padri di famiglia “viziati” (automobilisticamente parlando, s’intende) e agenti di commercio alla ricerca di viaggi confortevoli in ogni condizione atmosferica.
DINAMISMO NELL’ARIA
Ma andiamo con ordine e cominciamo dal look, tradizionalmente primo motivo d’acquisto di ogni mezzo a quattro ruote (ma non solo). Sarà il kit aerodinamico AMG esterno, con cerchi dedicati da 18” a cinque razze, o l’Argento Selenite della carrozzeria – un plus da 780 euro – fatto sta che il colpo d’occhio è dinamico il giusto e, provato sulla mia pelle, cattura gli sguardi al semaforo.

In abitacolo, invece, lo sguardo “rapito” sarà il vostro. Perché dietro al volante della Mercedes C 220d 4Matic SW scintilla un quadro strumenti completamente digitale, stile Audi Virtual Cockpit, che riproduce tachimetro e contagiri tradizionali e offre tre stili diversi fra i quali scegliere. Offrendo le solite informazioni classiche sul tragitto ma anche qualche gadget in più, come ad esempio la forza G raggiunta in curva. Capitolo bagagliaio: si va da 490 a 1.510 litri. C’è chi fa meglio, ma gli schienali divisi in percentuale 40:20:40 consentono il trasporto di oggetti lunghi senza dover sacrificare i posti posteriori.
SICUREZZA, UN PO’ BISOGNA PAGARE
Glisso sulla qualità, che non lascia spazio a critiche, per concentrarmi sulla sicurezza. Che va ampliata a pagamento: se il Collision Prevention Assist è di serie, bisogna aprire il portafoglio per avere cruise control attivo, mantenitore attivo di corsia, sistema di controllo dell’angolo morto e airbag laterali posteriori. Di serie, scegliendo l’allestimento Premium, arrivano per fortuna fari a LED con abbaglianti automatici – non velocissimi nella commutazione – telecamera posteriore e Park Assist. Ma, come su ogni Mercedes che si rispetti, è facile far salire il conto finale a dismisura: la nostra C 220d SW 4Matic Premium sfonda il muro dei 60.000 euro. Per darvi un’idea, la C 220d 4matic SW Executive, base, costa 47.668 euro.

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  DRIVE  

Non pensate che la Mercedes Classe C 220d 4Matic SW sia solo tutta “viaggi&famiglia”: fra le curve sa come stuzzicare. Se lo sterzo fa della precisione la sua arma principale, la presenza dell’assetto sportivo (optional) limita il coricamento della vettura e fa pennellare le traiettorie con soddisfazione. Almeno finché si guida “andanti con brio” e non in modalità prova speciale. In chiave divertimento, l’elemento meno riuscito è il cambio automatico a 9 marce – inappuntabile quando si procede tranquilli – che potrebbe essere più rapido. Sottigliezze, specie se si considera che un’auto così è fatta per viaggiare.
LE DISTANZE CHE CONTANO

E in effetti, coprire distanze al volante di questa Classe C è un vero piacere, non solo per chi guida. Il 2 litri turbodiesel da 194 cv e 400 Nm a 1.600 giri rumoreggia solo quando gli si chiede tutto, mentre i fruscii aerodinamici e il rumore di rotolamento dei pneumatici sono ridotti al lumicino. E poi, nonostante l’assetto sportivo di cui sopra e i cerchi da 18”, gli impatti sugli ostacoli sono sempre curati, anche se non morbidissimi. Risultato, si arriva a destinazione freschi come rose appena colte. Con un consumo che può francobollarsi intorno ai 6,1-6,5 l/100 km in un percorso misto, per una differenza minima rispetto alla Classe C con trazione posteriore.
VALE LA PENA SCEGLIERE L’INTEGRALE?

A questo punto, vi starete chiedendo se vale la pena spendere gli oltre 2.440 euro di differenza per avere la trazione integrale 4Matic invece della classica posteriore. Si tratta di un sistema piuttosto raffinato, che manda in condizioni normali il 55% della coppia al retrotreno e il restante 45% alle ruote anteriori. A fare le veci di un differenziale autobloccante tradizionale c’è il sistema 4ETS, che pinza i dischi delle ruote che ne hanno più bisogno, coadiuvato dall’ESP.

Sarò sincero: su asfalto pulito, anche in inverno, difficile sentirne i benefici nella guida di tutti i giorni. Ma se fate parecchi km l’anno, abitate in montagna o avete in programma parecchi weekend sulla neve, il 4Matic vale i soldi spesi. Sempre, naturalmente, con pneumatici invernali, da montare a novembre e togliere ad aprile.

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