Prova MINI Countryman S E ALL4

La gamma MINI è sempre più completa. L’arrivo della Countryman Cooper S E ALL4 traghetta il marchio di Oxford nel mondo della trazione ibrida, un mondo in cui la MINI entra alla sua maniera.

4 luglio 2017 - 17:07

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Mancava solo lei. Nell’allargamento della gamma MINI una ibrida ci stava bene e, con una buona base come quella della Serie 2, il passo per il BMW Group appariva quasi obbligato. Con una differenza: “ibridizzare” (perdonatemi il termine orrendo) una monovolume è un conto; farlo con un’auto che punta sul gusto di guida è molto diverso. Il cliente MINI è particolare: oltre all’estetica e all’attenzione all’ambiente, vuole anche divertirsi. Una MINI ibrida non è un’ibrida qualsiasi. Quindi il compito degli ingegneri non è stato facile.
MOTORE TERMICO ED ELETTRICO, PER 224 cv

Il powetrain è in comune con quello della della BMW 225xe, che vede abbinati un 3 cilindri 1.5 turbo a iniezione diretta della benzina da 136 cv e 220 Nm di coppia, piazzato sull’asse anteriore, e un motore elettrico da 88 cv e 165 Nm collocato al retrotreno. A fare da “intermediario” il cambio automatico Steptronic a 6 rapporti. Nella zona posteriore, sacrificando circa 40 litri di bagagliaio, trovano posto anche l’elettronica di potenza e le batterie al litio da 7,6 kWh del sistema ibrido plug-in, scelta che consente di ricaricare le batterie per mezzo di una presa di corrente. In tutto fanno 224 cv e 385 Nm, abbinati a consumi che secondo le dichiarazioni sono bassi: 47,6 km/l. Con un utilizzo puramente elettrico la MINI tocca i 125 km/h e ha una autonomia di 42 km. Questo particolare abbinamento (motore termico anteriore e motore elettrico posteriore) ha consentito alla MINI Countryman Cooper S E di mantenere la scritta ALL4, visto che quando i motori lavorano abbinati è effettivamente una trazione integrale.
INTEGRALE IBRIDA
Ovviamente si differenzia dai tradizionali sistemi MINI ALL4, non per efficacia ma per logica di funzionamento. Anziché una connessione meccanica tra gli assali è attiva la gestione elettronica delle quattro ruote motrici, con il motore termico che lavora all’avantreno e l’elettrico al retrotreno. Le batterie beneficiano della funzione di rigenerazione dell’energia nelle fasi di frenata e non di carico del propulsore; la ricarica completa può avvenire in 2 ore e 30 minuti optando per una Wallbox.
PRESTAZIONI DA MINI

Le prestazioni sono da vera MINI: 0-100 km/h in 6,8 secondi, con velocità massima di 198 km/h. E così l’ibrida di Oxford tiene fede alla scritta Cooper. Anche perché è addirittura più rapida 3 decimi rispetto alla “gemella” Cooper S ALL4, mossa da un 2.0 turbo benzina da 192 cv. Come tutte le ibride, anche la MINI consente di scegliere tra varie modalità di guida, battezzate Auto eDrive, Max eDrive e Save Battery. Nel primo caso la vettura predilige la propulsione elettrica sino a una velocità di 80 km/h, mentre nel secondo si raggiungono i 125 km/h a emissioni zero. Con la terza il motore termico è chiamato a lavorare costantemente, così da favorire la conservazione e rigenerazione dell’energia negli accumulatori. Queste mappature si “incrociano” con quelle selezionabili tramite la classica ghiera alla base del cambio (Eco-Mid-Sport), che consente di modificare la reattività dei motori in base alla pressione del cambio e alla sensibilità dello sterzo.
DIETRO NON SI REGOLA
Tutto oro quel che luccica? Sostanzialmente sì, fatta eccezione per l’impossibilità di regolare longitudinalmente il divanetto e la “perdita” del sottofondo del bagagliaio, dovuta agli ingombri della tecnologia ibrida. La capacità di carico scenda riduce da 566/1.390 litri a 405/1.275 litri. 37.500 euro è la cifra per portarsi a casa una MINI Countryman Cooper S E ALL4.

DRIVE
La nuova MINI Countryman Cooper S E ALL4 è una vera MINI. Non deve essere stato facile per i progettisti mantenere intatto il go-kart feeling con un aumento di peso di circa 150 kg. Sarebbe come dire a Bolt di correre i 100 metri sotto i 10 secondi con lo zaino in spalla. Eppure l’operazione è riuscita. Mi premeva sottolinearlo perché se una MINI non si guida da MINI non c’è gusto. Il peso in più si avverte ma il rollio limitato, la precisione di guida, la sensazione che l’avantreno scavi l’asfalto sono rimaste. Come sempre accade al volante delle ibride si cambia il mood di guida.

PALLEGGIO CONTINUO

Il sistema Ibrido della MINI funziona molto bene: dopo la ricarica, scegliendo la modalità Max eDrive, si può viaggiare esclusivamente con la trazione elettrica per circa 40 km e con una velocità indicata superiore ai 130 km/h. Niente male davvero! Il palleggio tra i motori termico ed elettrico sulla MINI Countryman Cooper S E ALL4 (che nome lungo!) avviene senza soluzione di continuità. Ovviamente la funzione Auto eDrive è la più utilizzata nella vita reale, perché riesce a ottimizzare il consumo della batteria, anche guidando su strade di montagna come quelle che ci hanno portato sulle rive del lago di Como. Ancora meglio in città, dove la partenza avviene sempre in elettrico, ma anche dove mi pare di percepire che l’intervento del termico sia a volte più frequente del normale.

TANTO COMFORT

La MINI accompagna il viaggio cittadino con un gran comfort, la coppia del motore elettrico è ovviamente un toccasana per lo spunto e le prestazioni sono decisamente interessanti, soprattutto quando si decide di chiedere tutto in accelerazione. Leggeri sul pedale quando si tratta di accelerare, lunghi nella frenata per ricaricare. La guida ibrida – aiutata dal diagramma dei flussi e dall’indicatore di carica che prende il posto del contagiri – è sempre molto rilassata. Tuttavia con la MINI la voglia di sportività non viene meno, la dinamica è eccellente e in questo caso la scelta dell’ibrido non è un compromesso per la guida, anzi…

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