Prova Nissan Navara SP300

Aria nuova fuori, dentro e sotto il cofano per il "pick-up of the year 2016", che diventa più Crossover senza però snaturarsi. Le due tonnellate si lasciano portare in giro senza impensierire e coccolano anche l'ego di chi è alla guida.

1 febbraio 2017 - 15:02

L’essere arrivato alla dodicesima generazione fa capire quanto il Navara sia uno dei più amati e longevi pick-up sul mercato e gli oltre ottant’anni di esperienza di Nissan in questo genere di veicoli sono una valida spiegazione di questo successo. L’ultima evoluzione dell’SP300 è profonda e riguarda sia il telaio sia il motore; il primo mantiene la struttura a longheroni (una garanzia nella guida in fuoristrada) ma si rinnova e guadagna nuove sospensioni posteriori con sistema multilink a cinque bracci, espressamente pensate per migliorare comfort e maneggevolezza della versione Double Cab, oltre a ridurre di ben 20 kg il peso rispetto alla precedente soluzione a balestre.

Già da queste novità si percepisce che obiettivo dei progettisti è stato avvicinare le sensazioni di guida a quelle offerte da una moderna crossover senza però rinunciare alle prestazioni che ci aspetta da un pick-up con trazione integrale. Novità anche sotto il cofano, con i nuovi motori 2.3 dCi turbo da 160 cv/403 Nm e biturbo da 260 cv/450 Nm, by Renault, che guadagnano in efficienza e in ecocompatibilità, con i valori di consumo combinato dichiarati che si attestano a 6,1 l/100 Km (valore un po’ ottimistico rispetto a quanto verificato nel corso del nostro test).
La trasmissione è assistita dai sistemi Hill Descent Control (HDC) e Hill Start Assist (HSA), mentre il cambio è manuale a 6 marce più 6 ridotte, con l’opzione sequenziale a 7 marce e altrettante ridotte per la versione da 190 cv.

Evidente anche il lavoro compiuto sugli interni e le linee. Lo spazio in cabina è aumentato, grazie anche al disegno della plancia, i sedili sono più confortevoli e la percezione di qualità è cresciuta grazie ai materiali e alle finiture di buon livello. Sono votati al comfort anche il climatizzatore digitale bizona, la ventilazione della cabina posteriore e il sistema di infotainment. Fra i diversi optional tecnologici, saranno sicuramente molto apprezzati l’Around View Monitor e l’Intelligent Emergency Braking, che rappresentano una novità nel segmento dei pick-up.
L’aspetto del nuovo Navara si caratterizza per uno stile muscoloso e sportivo, enfatizzato anche dalla griglia V-motion e dai fari LED a boomerang e, per sottolineare l’aspetto pratico del pick-up, che molti continueranno ad apprezzare come mezzo da lavoro, Nissan ha incrementato la capacità di carico e di traino rispettivamente a una tonnellata e 3.500 kg. Il piano di carico, che in versione Double Cab cresce di 67 mm (siamo a 1.578 mm, la più estesa della classe) è ora dotato del sistema di ancoraggio “C-channel”, con binari sulla paratia posteriore e sulle sponde laterali e morsetti scorrevoli che permettono di bloccare anche i carichi dalla forma più insolita.
I prezzi sono un po’ impegnativi rispetto alla concorrenza: partono da 25.338 euro per la versione King Cab Visia 2WD e sforano i 40.000 con il Double Cab Tekna 4WD (41.979 euro).

C’è poco da fare. Quando ti issi nell’abitacolo (pedane e maniglia sono di grande aiuto…) e ti siedi al posto di guida, una sensazione di onnipotenza ti pervade ed è a questo punto che ti rendi conto di quale animo alberga nel tuo corpo. Quando l’ho fatto io, mi sono subito identificato nell’idraulico Mike Delfino che parcheggiava in  il suo pick-up carico degli attrezzi da lavoro e anche qualche scomodo segreto in Wisteria Lane, davanti alla casa du Susan, la più disperata delle Desperate Housewives…
Però, siccome la mia passione non sono né i rubinetti né la lana di roccia, ma le biciclette, ho cambiato immagine e mi sono visto sfrecciare nel deserto di Moab, con due Mtb penzolanti dal cassone, una cassa di Bud sul sedile posteriore e Huey Lewis nella radio.

Telefono a Marco, carico le mountain, lo passo a prendere e facciamo rotta verso i sentieri del Mottarone. Il cassone del Navara è molto ampio, ma per farci stare le due bici senza smontare la ruota anteriore bisogna sdraiarle sulla diagonale e impilarle una sull’altra (e io ci tengo più che alla mia pensione…). Inoltre, sarebbe meglio disporre anche del rivestimento della vasca (350 euro) per evitare di rigarlo in un attimo e, se nel cassone ci volete mettere anche una borsa, non potete fare a meno di dotarli di una copertura (si parte da 2.000 euro) per proteggere il contenuto sia dalle intemperie sia da sguardi indiscreti…

Nonostante i cinque metri e trenta centimetri, in città il Navara si disimpegna abbastanza bene perché la posizione di guida, la maneggevolezza e la percezione degli ingombri sono buone, ma quando si parcheggia (e trovare uno spazio adeguato non è così scontato) la telecamera posteriore, e ancor più l’Around View Monitor, diventano una salvezza. Quando le corsie aumentano di numero e di larghezza ci si rilassa e si gode del comfort garantito dall’abitacolo, della relativa silenziosità (anche se un po’ di rumorosità da sotto il cofano si avverte) e delle prestazioni molto più in stile crossover che pick-up da lavoro. Gli interni del Navara sono curati e ben rifiniti, i materiali di plancia e le finiture di buon livello; l’abitabilità in prima fila è eccellente (belli i sedili con supporto lombare rivestiti in microfibra, meglio però non sedercisi troppo sporchi di terra…) sono e anche chi siede dietro ha poco da lamentarsi; tutti i comandi sono a portata di mano compresi quelli al volante, mentre il touch screen da 7″, leggermente basso, costringe a scostare un po’ troppo lo sguardo dalla strada anche se le info più utili sono replicate sul display multifunzione alloggiato nel mezzo dei due strumenti circolari.

Lasciata l’autostrada la strada si stringe e comincia a salire con pendenze subito sensibili. I 190 cv, ma soprattutto l’abbondante coppia, non fanno mai mancare il tiro: la spinta per uscire dai tornanti, anche quelli più ripidi, è sempre tanta e il raggio di sterzata è sufficiente per danzare senza incertezze fra le curve. Anche in questa situazione il comfort di guida è eccellente e non si patiscono fastidiosi spostamenti di carico.
Per avere un quadro completo abbiamo anche portato le ruote fuori strada: niente di estremo, uno sterrato piuttosto scorrevole e non troppo sconnesso, come quelli che la maggior parte degli utenti si troveranno ad affrontare nel corso di una vita mediamente avventurosa. Le quattro ruote motrici e il differenziale posteriore autobloccante assicurano la trazione necessaria per procedere in tutta sicurezza e non è stato necessario ricorrere alle ridotte, più adatte a cavarsi d’impaccio in presenza di fondi inconsistenti e salite ben più erte di quelle affrontate nel nostro off-road. Ci sarebbe piaciuto mettere l’SP300 alla prova sulla neve, ma avremmo dovuto guidare fino in Lapponia e quindi rimarremo sempre con questo interrogativo a meno di riaverlo fra le mani quando finalmente arriverà anche da noi, magari in versione con cambio automatico…

La prova più divertente, ma anche quella della quale ero già certo dell’esito, me la sono tenuta per ultima, così da chiudere in bellezza. Andare a prendere mio figlio a scuola e guardare la sua espressione davanti al mezzo che guido per valutare il gradimento di una mente semplice e non condizionata da schede tecniche e listini prezzi. Come immaginavo, dato il mix prestanza/colore, il Navara gli ha fatto cadere la mandibola come poche altre auto sulle quali l’ho fatto salire. Pollice in alto, quindi, anche se l’aumento di salivazione procurato dalla Ford Mustang credo rimarrà ineguagliato per lungo tempo…

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