Prova Range Rover Velar D300 HSE

Incuneata tra Evoque e Range Rover Sport, la Velar offre un’aerodinamica molto curata una plancia hi-tech e un relax di bordo degno di una SPA. Ovviamente non dimentica di essere una Range offrendo grandi capacità Off Road. Ma siete sicuri di volerla sporcare?

5 giugno 2018 - 15:06

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Guardandola parcheggiata fuori dalla redazione, con i suoi cerchi ipertrofici e le sue forme tondeggianti e davvero non si direbbe. Eppure la Velar non è la Range più grossa se parliamo di dimensioni esterne. 5 cm in meno rispetto alla Range Rover Sport la piazzano in mezzo alla gamma Range, tra la più compatta Evoque e la ancor più ipertrofica Range. Insomma la Velar è la Range che mancava, “l’anello di congiunzione” l’elemento in più che completa la gamma delle SUV inglesi. Un’auto che introduce un nuovo approccio, definito dalla Casa inglese “minimalista” (anche se guardando l’opulenza degli interni non si direbbe), al design e alcune innovazioni tecnologiche destinate in futuro a essere estese anche al resto della gamma.
Cx da record, per una Range Rover

Tra le novità spiccano i gruppi ottici Matrix LED, dal taglio affilato e in grado di regolare autonomamente il fascio luminoso in funzione della visibilità e della presenza di altre auto, così come le maniglie a scomparsa, che concorrono a ottenere un coefficiente di resistenza aerodinamica molto ridotto (Cx di 0,32): il migliore mai fatto registrare da una Range Rover. Lunga 4,8 metri, vale a dire i già citati 5 cm in meno rispetto alla Range Rover Sport, la Velar può contare su una capienza del bagagliaio compresa tra 673 e 1.731 litri. In abitacolo spicca il sistema Touch Pro Duo con doppio touchscreen da 10 pollici per la gestione delle principali funzioni dell’auto. Il display superiore, nel dettaglio, è inclinabile di 30° e controlla tanto la navigazione quanto la parte multimediale, mentre quello inferiore integra la climatizzazione e la gestione del Terrain Response. Una novità assoluta.
Ma quanti ne hai? (di pannelli)

L’infotainment della Range Rover Velar prevede la connessione 4G e applicazioni dedicate alla navigazione e ai punti d’interesse, al meteo, alle condizioni del traffico, al costo del carburante e alla gestione sia degli appuntamenti sia del veicolo da remoto. Alla strumentazione tradizionale è possibile preferire un display da 12,3 pollici (così sono tre) configurabile a piacimento, mentre sono previste innumerevoli opzioni per quanto concerne ì rivestimenti in pelle e in radica. Alla possibilità di avere i sedili anteriori con 20 regolazioni elettriche e le funzioni massaggio e climatizzazione si accompagna la disponibilità del divanetto riscaldato e reclinabile elettricamente.
Pianale in alluminio e 4WD
Sotto il profilo tecnico, la Range Rover Velar si avvale della piattaforma modulare IQ in alluminio già utilizzata dalla “cugina” Jaguar F-Pace, cui si accompagnano un passo di 2,87 metri – intermedio tra Evoque e Range Rover Sport – e una gamma motori benzina e Diesel con potenze da 180 a 380 cv. Nel dettaglio, ai quadricilindrici della famiglia Ingenium 2.0 tD nelle configurazioni TD4 da 180 cv oppure SD4 biturbo da 240 cv si affiancano i benzina V6 3.0 Supercharged – con compressore volumetrico – da 300 o 380 cv e 4 cilindri 2.0 turbo da 250 cv. Quest’ultimo in futuro disponibile anche nello step da 300 cv. Top di gamma, lato gasolio, il 3.0 SDV6 da 300 cv della nostra prova. Tutti i propulsori lavorano in abbinamento a un cambio automatico ZF a 8 rapporti con convertitore di coppia. Di serie, per tutte le versioni, le sospensioni adattive, mentre le molle pneumatiche sono riservate alle varianti a 6 cilindri.
Sistema Terrain Response 2

È una vera Range? Si perché anche se non ha le ridotte, sa affrontare l’off road come a una vera Range viene richiesto. Alla trazione integrale permanente, alla profondità massima di guado di 65 cm e all’altezza minima da terra di 25,1 cm (con sospensioni pneumatiche) si accompagna, infatti, il sistema Terrain Response 2 che consente di adattare alle caratteristiche del terreno l’erogazione del propulsore, la soglia d’intervento del controllo di stabilità e trazione, la gestione della trasmissione, l’assetto della vettura e la percentuale di bloccaggio dei differenziali. Funzioni attivabili scegliendo tra sei diversi programmi di marcia o, più semplicemente, delegando all’elettronica ogni decisione. Vengono armonizzati in funzione del setup selezionato anche l’ABS l’hill descent control (il limitatore della velocità in discesa), mentre il sistema All-Terrain Progress Control mantiene automaticamente una velocità compresa tra 2 e 30 km/h, così che il guidatore possa concentrarsi esclusivamente sulla gestione dello sterzo.
  DRIVE  
Lusso, interni “pannosi”, silenzio assoluto. La vita a bordo della Velar è degna di quelle SPA dove una volta entrati ci si dimentica di tutti i problemi. Relax è la parola d’ordine, i rumori restano fuori. Sarà anche la Range di mezzo ma quanto a spazio di bordo la Velar non fa rimpiangere le sorelle maggiori. È più slanciata di una Range Classic, una vera crossover, un mix tra stilemi SUV e linee da Station Wagon che tuttavia non limitano se non in piccola parte volumetria e abitabilità. E alla voce comfort, mettiamo anche l’activity key, un bracciale da indossare durante qualsiasi attività sportiva. Ve la tenete addosso e non avrete più problemi con il trasponder perché questo braccialetto apre e chiude l’auto appoggiandolo sul logo Land Rover applicato al portellone, a patto che le chiavi siano state lasciate a bordo dal proprietario. È la prima volta che lasciare le chiavi a bordo di un’auto è addirittura vantaggioso…
Sappiamo tutto di lei?

Diciamo la verità, quante volte leggete il manuale uso e manutenzione di un’auto? Con la Velar (ma in generale un po’ con tutte le auto di nuova generazione) sarebbe il caso di farlo, altrimenti rischiate di perdervi qualche funzionalità tra le mille che la SUV Range vi propone, perché considerando i due schermi (quello inferiore tra le altre cose comanda il sistema terrain response), i comandi touch, manopole, menù e sottomenù perdersi qualcosa di quello che può fare è fin troppo facile. In realtà è tutto piuttosto semplice e intuitivo da utilizzare, ma dimenticarsi una delle sue features sarebbe un vero peccato. Se poi consideriamo il camaleontico schermo che prende il posto degli strumenti tradizionali e che, alla bisogna si trasforma in computer di bordo, navigatore o quant’altro (soluzione che Velar condivide con i cockpit di ultimissima generazione) i monitor a bordo di questa Range diventano addirittura tre.
Comoda per viaggiare
La capacità di cambiare atteggiamento secondo la mappatura adottata è sulla Velar particolarmente convincente. La volete morbida? Saprà assecondarvi con un comfort sontuoso. È comoda, silenziosissima e le sospensioni pneumatiche la rendono una specie di tappeto volante. Facile con lei divorare ore di viaggio alla guida scendendo freschi e riposati come se non si fosse nemmeno partiti.
Dinamica per guidare

La volete “dinamica?” (sportiva sarebbe un aggettivo un po’ troppo spinto) i 300 cavalli del suo 3.000 sei cilindri non vi deluderanno, perché questo motore (siano benedetti i plurifrazionati) spinge che è una bellezza è elasticissimo e del tutto esente di vibrazioni. Ma non vi deluderà nemmeno l’assetto che quando si sceglie la mappatura più sportiva è azzeccatissimo, relativamente “piantato” (anche se un po’ di rollio c’è), in grado di gestire senza troppi problemi il corpicione della Velar anche in un bel misto (più lateralmente che longitudinalmente), ma ancora capace di non perdere in capacità assorbente. Il che per un’auto con una mole del genere è tutt’altro che scontato. Ancora una volta sono le sospensioni pneumatiche a fare centro.
Su e giù
Sospensioni che volendo fanno da ascensore. Partendo dalla condizione standard, infatti, Velar può essere abbassata di 50 mm per aiutare il carico dei bagagli. Scegliendo una delle modalità Off Road, invece, si alza, infatti, di 46 mm, migliorando luce a terra e angoli di attacco. In tutto 96 mm, quasi 10 cm di escursione. Pur essendo quindi votata al comfort supremo la Velar non dimentica di essere una Range Rover. Il fuoristrada non la spaventa, resta uno dei suoi habitat preferiti, sempre che abbiate voglia di sporcare la sua liscissima carrozzeria.
Grande spazio, ma non per tutto

Tutto con una abitabilità a bordo davvero di livello, anche se, parlando di capacità di carico, non si arriva al volume “trasloco” di una Range Rover Sport. Il design sfuggente vuole le sue vittime sacrificali, e pur parlando di un vano extralarge, la capacità di carico in altezza non è al top del segmento. Ma essere più belle val bene un piccolo sacrificio, no?

 

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