Prova Subaru Impreza 1.6 AWD

Subaru Impreza: siamo di fronte ad un nome carico di aspettative che rievoca nel cuore di tanti appassionati il ricordo sempre vivo delle sue leggendarie antenate. Questa è la quinta generazione e si propone con linee profondamente riviste. Proviamola

31 gennaio 2018 - 22:01

GRANDI ASPETTATIVE

Da grande appassionato di auto quale sono appena scopro che dovrò provare una Subaru Impreza, mi brillano gli occhi. Chiudo gli occhi e comincio ad immaginarmi di traverso nella neve farinosa di una strada che corre in mezzo ad una foresta. Ma i sogni durano poco: la versione in prova non è la WRX STi ma la più commerciale e turistica 1.6 con cambio automatico CVT. Nonostante tutto, c’è la curiosità di scoprire come si comporti questa versione “urbana” di una delle Subaru più conosciute nel mondo. Andiamo a valutare se questa berlina compatta possa esser considerata una valida alternativa alle concorrenti. Volkswagen Golf, Opel Astra, Peugeot 308 e Fiat Tipo che battagliano ferocemente nell’arena del segmento C: questa Subaru riuscirà a difendersi?
ESTETICA SNELLITA
Prima di salire a bordo ci fermiamo ad osservarla per qualche istante. Cerchiamo di inquadrarne lo stile e di capire in che modo è cambiata rispetto alla versione precedente. C’è da dire che la matita dei designe Subaru ha lavorato bene: questa quinta generazione di Impreza dà l’impressione di esser più slanciata e affusolata. Se la immaginiamo ora, affiancata alla progenitrice, quest’ultima sembra goffa e alta. Ma le apparenze ingannano: le dimensioni, infatti, non sono cambiate di molto: l’altezza del corpo vettura, anzi, è rimasta pressoché invariata. In sostanza questo significa che in Subaru hanno lavorato parecchio per portare al passo coi tempi la loro compatta a 5 porte. L’aspetto estetico ha sempre una componente soggettiva importante, ma il lavoro che è stato fatto è degno di nota.


MA GLI INTERNI…
È giunto il momento di salire a bordo. Chiave dalle sei stelle in mano, apriamo la portiera: prima di sederci ed immergerci nell’abitacolo diamo uno sguardo generale agli interni. Diversamente da quanto fatto per le forme esterne, qui Subaru rimane fedele alla tradizione. Negli interni non si percepisce in maniera chiara un filo conduttore che accumuni tutti i particolari. L’accostamento di alcune parti che replicano il carbonio con altre di colore alluminio luminescente non è particolarmente azzeccato e il colore di alcune plastiche potrebbe esser migliorato. Un esempio è quella che avvolge il tasto dell’hazard e le manopole del climatizzatore. Pur con materiali di qualità alcuni assemblaggi sono perfezionabili. L’interno dell’Impreza tiene fede alla filosofia della Casa delle Pleiadi: niente voli pindarici, ma tanta sostanza. 

IL POSTO GUIDA

Dopo le opportune regolazioni, il posto guida permette di trovare la posizione adeguata alla propria corporatura anche se il sedile di questa versione non trasmette mai la sensazione di abbracciare completamente il guidatore. Il quadro strumenti -classicamente composto da due orologi analogici- è chiaro e luminoso e mostra le informazioni principali senza confondere. Secondo tradizione Subaru, anche sulla Impreza indicazioni e infotainment sono divisi tra il quadro strumenti lo schermo centrale da 8’’ è grande e ben leggibile e un display da 6.3’’ nella parte superiore che fornisce ulteriori informazioni sul veicolo. Il bracciolo anteriore è in posizione leggermente troppo arretrata e anche lo specchio retrovisore esterno lato guida si potrebbe far slittare in posizione leggermente più avanzata per migliorarne l’efficacia.

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DRIVE
Diciamo la verità: look e interni non sono mai stati l’elemento distintivo della Impreza. Quello che le ha permesso di scalare la vetta del mito sono stati il motore Boxer Subaru, la conseguente posizione bassa del baricentro e la proverbiale trazione integrale sempre in presa battezzata symmetrical AWD. Naturalmente sull’auto in prova ritroviamo questi elementi caratteristici della Casa delle Pleiadi. In questo caso il quattro cilindri genera 114 cavalli a 6.200 giri/min e 150 Nm di coppia a 3.600 giri/min. Un motore che potremmo definire anticonformista, visto che si differenzia dalla tendenza odierna al downsizing con turbocompressore. Chi sceglie Subaru è consapevole anche di questa originalità. Gli ingegneri hanno affiancato a questo motore un cambio CVT (altro “Must” per Subaru), con l’obiettivo di aiutare il propulsore a essere reattivo ai bassi regimi e a riprendere velocità con la miglior progressione possibile.

SCATTO ELASTICO

Fin dai primi metri non si può fare a meno di notare che nelle partenze da fermo l’auto scatta decisa anche quando la pressione sull’acceleratore è ridotta. Come se ci fosse un effetto molla che nel traffico alla lunga potrebbe infastidire. Superato il primo abbrivio, l’Impreza risulta progressiva nel riprendere velocità a patto che non le vengano richieste particolari prestazioni. In questi casi, la lancetta del contagiri schizza in alto, il motore grida, ma l’auto guadagna velocità con una certa pigrizia, caratteristica questa tipica dei cambi CVT soprattutto quando abbinati a motori non molto ricchi di coppia ai bassi e medi regimi. Da segnalare che al rilascio del gas il motore scende di giri con un certo ritardo. Insomma l’abbinamento motore-cambio non impressiona per efficacia.


TRAZIONE AL TOP
Come si guida questa Impreza? Percorriamo parecchi chilometri nel misto: la giornata è umida e uggiosa e le condizioni dell’asfalto non sono delle migliori. La vettura monta pneumatici invernali la cui spalla alta produce generalmente una maggiore cedevolezza in curva. Eppure questa Subaru non dà mai l’impressione di perdere grip, viaggia fluida sul binario costruito dal sistema symmetrical all-wheel drive. Anche esagerando in uscita dalle curve più strette non si avverte la sensazione di mancanza di motricità. La guida della Impreza 1.6 infonde sicurezza (e questo è uno dei punti fermi dei progettisti Subaru) ma non entusiasma. La trazione integrale, in grado di gestire ben altre potenze, certo non si scompone sotto la spinta dei 114 cv del “piccolo” boxer e tutto questo si trasforma in un comportamento neutro, tendente al sottosterzo. Rassicurante quindi per il driver che quando proprio esagera può contare sull’intervento dell’ESP, puntuale anche se un po’ brusco. Certo va sempre considerato che l’Impreza 1.6 non è pensata per la guida sportiva: i predatori di curve e divoratori di strade tortuose rivolgano le loro attenzioni verso la WRX STI.

VIGILE E ACCOGLIENTE

I presupposti per viaggiare in serenità ci sono tutti: sedili riscaldati anche nella parte lombare, climatizzatore automatico bi-zona e innumerevoli dispositivi di sicurezza e aiuto alla guida. Subaru offre, infatti, l’adaptive cruise control, il Lane Sway and departure warning che avvisa acusticamente in caso di superamento della corsia e il Lane keep assist che in autostrada agisce sul volante per mantenere la corsia. Non è tutto: il Pre-collision braking system interviene sui freni automaticamente in caso il veicolo che precede deceleri bruscamente; il Pre-collision throttle management agisce in presenza di un ostacolo davanti alla vettura qualora il guidatore inserisca la prima marcia anziché la retro. Tutto questo si racchiude nella sigla Eyesight, il sistema di assistenza alla guida che ormai fa da angelo custode a tutte le Subaru.

PRONTA A TUTTO

Abbiamo avuto l’occasione di percorrere con questa Impreza una strada sterrata dal fondo battuto ma piuttosto bagnata e scivolosa. Il tracciato è stato affrontato con disinvoltura e il sistema di trazione integrale Subaru si è dimostrato ancora una volta eccellente. Il consumo medio registrato dal computer di bordo a fine prova è stato 9.3 l/100 km: abbastanza alto considerate le prestazioni non certo sportive. L’auto in prova costa circa 25 mila euro.

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