Prova Subaru XV 1.6 Lineartronic CVT

27 febbraio 2019 - 19:34

È lei la best seller Subaru: sul totale delle auto immatricolate nel nostro Paese, la XV detiene la ragguardevole quota del 40%. I motivi? Le dimensioni e la linea, che ne fanno un’auto poco omologabile – una specie di eclettica via di mezzo fra una SUV compatta e una Crossover -, il comportamento in tutte quelle condizioni di fondo poco amichevole, la passione per un marchio fuori dal coro in perfetto stile “pochi fronzoli, tanta sostanza”.

DIESEL ADDIO

Ormai definitivamente salutati i motori Diesel, Subaru si affida solo a propulsori a benzina, in questo caso il “nostro” 1.6 da 114 cv oltre a un 2.0 da 156 cv, tutti abbinati a cambio Lineartronic CVT e trasmissione Symmetrical AWD.
I motori, come da tradizione Subaru, hanno architettura Boxer, con 4 cilindri orizzontali contrapposti (i pistoni si muovono in contrapposizione), una soluzione seguita ormai da 50 anni con la convinzione che il design piatto del motore permetta di abbassare il baricentro e di rendere il propulsore più rigido e bilanciato, garantendo di conseguenza una migliore stabilità rispetto alle altre configurazioni.

TRAZIONE SEMPRE E OVUNQUE

Il sistema Symmetrical All Wheel Drive sviluppato da Subaru si caratterizza anch’esso per essere realizzato su un piano orizzontale, con lo scopo di ottimizzare la distribuzione e la bilanciatura dei pesi in funzione di una guida più stabile e sicura. Il sistema distribuisce la coppia in modo simmetrico sui due assi, ossia 50% sull’anteriore e 50% sul posteriore, e trasferisce la potenza su tutte e quattro le ruote per una trazione sempre ottimale.
La trasmissione è abbinata al cambio CVT Lineartronic con ripartizione attiva della coppia, soluzione che consente di adattare in tempo reale la motricità in base alle condizioni del fondo, distribuendola sulle ruote con la maggiore trazione.

UN PO’ DI IMPREZA

La XV ha sotto la pelle la stessa ossatura della Impreza: condividono infatti la piattaforma SGP (Subaru Global Platform) che è accreditata di rigidezze superiori dal 70 al 100 % rispetto al precedente modello. Quindi? Quindi migliora la guida a tutti i livelli e incrementa il comfort grazie a un accresciuto assorbimento. A trarne giovamento è anche la sicurezza, ovvero la capacità di assorbire gli urti in caso di incidente, dote che ha consentito alla XV di ottenere le 5 stelle Euro NCAP.

MANCA QUALCOSA?

Direi di no. La XV è ricca nelle dotazioni e negli equipaggiamenti, sia votati al comfort sia alla sicurezza del conducente.  Fra i primi, apprezziamo i fare adattivi, con il fascio che segue il movimento del volante in fase di sterzata e le barre sul tetto, imprescindibili per i più sportivi, sgravati dal dilemma se portare in vacanza i figli o l’attrezzatura da windsurf e la mountain bike. Non manca la telecamera posteriore, è un piacevole lusso il tetto apribile in cristallo, sono un vezzo i cerchi in lega da 17″ e risultano quanto mai gradite le 4 prese USB e le due da 12 V. Ad assistere il guidatore c’è invece il sistema EyeSight che, grazie a due telecamere stereo in grado di percepire immagini a colori tridimensionali, ha una elevata capacità di riconoscimento di forme, velocità e distanza di veicoli a due e quattro ruote, oltre ai pedoni. Questo sistema presiede all’Adaptive Cruise Control, al Lane Sway e Departure Warning, Lead Vehicle Start Alert, Lane Keep Assist, Pre Collision Braking System e Pre Collision Throttle Management, per una percezione di sicurezza che facilita e aiuta la guida.

IL VERDETTO

Abbiamo percorso tanta strada a bordo della XV: siamo andati a Finale Ligure in autostrada, sul Lago di Como per statali, a Madesimo per tornanti. Quanto basta per avere un’idea ben precisa e supportata dai chilometri di come sia la vita al volante della più interessante (per me) delle Subaru. Intanto, a bordo ci si sta bene, grazie a un abitacolo curato e ben rifinito, anche se i materiali utilizzati per plancia e pannelli sono fin troppi e il corpo centrale con le bocchette, i comandi e lo schermo ha una struttura piuttosto massiccia. I sedili sono comodi e sostenuti al punto giusto, con il divano posteriore che accoglie i passeggeri con buona luce sia per le ginocchia sia per la testa. Buona la capienza del bagagliaio, che con i sedili abbattuti supera i 1.300 litri.
La XV è a suo agio un po’ ovunque, comoda, confortevole, precisa, ubbidiente, discretamente silenziosa, capiente. Ho tralasciato gli aggettivi parca e brillante perché sarei stato troppo generoso… Se le sospensioni e il telaio svolgono infatti un lavoro egregio, garantendo un bilanciamento e un assetto ottimi, l’abbinata propulsore 1.6 e cambio CVT non mi ha molto soddisfatto: il motore è poco e quando, affondando il piede, gli chiedi di darti lo spunto per riprendere, comincia a girare come un frullino fino alla zona rossa ma con una spinta modesta; la soluzione migliore ritengo sia il 2.0 da 156 cv.
Smarcati i nei, concentriamoci sui suoi pregi, su tutti la dinamica di guida, a cui concorre anche uno sterzo preciso, diretto e capace di far girare la XV in davvero poco spazio, caratteristica quanto mai apprezzata in città. Grazie all’assetto garantito dalla nuova piattaforma, alle ottime sospensioni, alla distribuzione dei pesi e alla bontà della trasmissione integrale, questa Subaru si guida molto bene e, soprattutto quando la strada diventa interessante, le sue doti vengono tutte a galla.
Non ci siamo fatti mancare anche un po’ di off-road (leggero, niente fuochi d’artificio), situazione in cui abbiamo apprezzato gli angoli d’attacco e uscita, l’altezza da terra e il comando X-Mode, che ottimizza trazione e frenata, confermando che pochi altri brand siano così a loro agio quanto Subaru, quando l’asfalto lascia spazio alla terra.

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