Cos’ha in comune la Golf VII con il primo modello nato nell’ormai lontano 1974? Molto più di quanto si pensi! Parola di Walter De Silva, l’uomo che stringe la matita magica e traccia con decisione le linee dell’attuale produzione del gruppo tedesco, ridefinendo la personalità e il carattere della settima generazione di Golf.

Sono tanti i richiami più che doverosi a un passato ricco di successi, rivisti in chiave moderna con un’attenzione particolare all’essenza stessa del progetto. Il taglio a freccia della zona posteriore compresa tra la portiera e il portellone, presentato con la prima edizione ripreso con la quarta ed enfatizzato oggi, è il primo chiaro esempio ribadito dalla calandra anteriore perfettamente orizzontale che copre quasi tutta la superficie frontale piuttosto che la linea stessa del tetto, giusto per citare i dettagli più rappresentativi.

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La Golf VII cresce nelle dimensioni esterne, aumenta il passo ruota di 59 mm, guadagna volume l’abitacolo al pari del vano di carico. In controtendenza è il peso, che su alcuni modelli e relative motorizzazioni si riduce di circa 100 chili; un beneficio traducibile in una riduzione di consumi che nel caso della versione BlueMotion precipita a 3,2 litri/100 km. Raccontare questa nuova Golf in una prima presa di contatto non è semplice soprattutto per il gigantesco lavoro che è stato compiuto per arrivare a questo risultato. I nuovi motori che abbiamo testato sono un cardine fondamentale di questo modello, sia il benzina TSI 1.4 da 140 cavalli sia diesel 2 litri TDI da 150 cavalli, il primo con cambio DSG a doppia frizione, il secondo con l’ormai classico cambio meccanico a sei rapporti: sorprendono per le prestazioni e i consumi “micro”.

Esteticamente non ci sono dubbi, di Golf stiamo parlando. Il nuovo design dà un tocco leggero di aggressività al frontale, che sceglie linee più tese e spigolose. Analoga situazione anche nella zona posteriore, con i fari ridotti in altezza ma più larghi e decisi nelle forme. E’ interessante evidenziare che al pari di un cambiamento radicale dell’estetica, ma con forti radici legate alla tradizione: è la tecnologia nascosta sotto il vestito nuovo a fare un deciso balzo in avanti.

Il telaio ha sezioni differenziate e lavorate con processi di forgiatura a caldo a 950° C, per evitare che l’acciaio di cui è composto snervi e allo stesso tempo garantire una resistenza superiore ai tradizionali acciai automobilistici. E’, infatti, la sicurezza a rivestire un ruolo di primo piano con l’adozione di alcuni dispositivi: la frenata anticollisione multipla, la regolazione automatica della distanza ACC tramite un radar posto nella parte bassa del fascione anteriore, il Front Assist che evita il rischio di un probabile tamponamento. Sono solo alcuni dei più rappresentativi strumenti di cui oggi dispone Golf, al pari di un pacchetto guida definito DDC – Dynamic Chassis Control – che regola l’assetto delle sospensioni su tre livelli, modificabile in marcia, customizzabile a piacimento e con la possibilità di scegliere la miglior taratura in funzione della strada che si sta percorrendo e dello stile di guida adottato.