Prova Volkswagen T-Roc Style 1.0 TSI

In cima alla lista delle più desiderate, la Volkswagen T-Roc offre comfort e praticità, condite da un look ben riuscito. L'abbiamo provata con il mille benzina

8 ottobre 2018 - 14:10

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Il lancio della Volkswagen T-Roc ha scardinato gli equilibri nell’ambito dei crossover compatti, portando una ventata di ulteriore novità in un contesto già piuttosto vivace. Non solo: quest’auto ha cambiato anche alcuni equilibri nell’ambito del Gruppo Volkswagen, insidiando le posizioni dell’Audi Q2, che certamente appartiene alla fascia premium del segmento ma ha prezzi di listino decisamente più alto. Il merito, però, non è solo legato alla quotazione ma all’intero pacchetto T-Roc, che grazie a una riuscita combinazione tra design, motorizzazioni, allestimento e colori ha conquistato il cuore di sempre più automobilisti italiani. Al punto che le liste di attesa si allungano e non è raro trovarsi di fronte a venditori quantifica in alcuni mesi il tempo necessario per portarsi a casa una T-Roc con le caratteristiche richieste. In tal caso potrebbe avere senso acquistare ciò che la concessionaria ha già in salone, magari optando per la versione Style con motore 1.0 benzina e cambio manuale, identica all’auto in prova.

Il pacchetto di serie comprende i cerchi in lega da 17, i fari posteriori a LED, i fendinebbia, la radio Composition Media con display 8”, l’applicazione Connect, il Front Assist con frenata di emergenza City e riconoscimento pedoni, il rilevatore di stanchezza del conducente Fatigue Detection, il prezioso Lane Assist, il climatizzatore manuale Climatic, il Cruise Control adattivo ACC, i sensori di parcheggio, gli specchi retrovisori esterni regolabili elettricamente e riscaldabili, nonché il volante multifunzione rivestito in pelle. Ancora più ricco l’allestimento Advanced, che aggiunge al pacchetto Style i cerchi in lega da 18″, i gruppi ottici posteriori LED con effetto oscurato, i fari anteriori Full LED, le modanature laterali cromate, il climatizzatore automatico e la strumentazione interamente digitale. 

Cinque porte, disponibile con trazione anteriore o integrale 4Motion, la Volkswagen T-Roc strizza l’occhio alla sportività, grazie sia all’assetto sia alle proporzioni compatte e alle linee tese. Undici i colori della carrozzeria, quattro quelli del tetto. Il bagagliaio da 445 litri è tra i più capienti del segmento, un altro punto di forza di un’auto che non è soltanto bella ma anche pratica e funzionale.

Numerose le proposte di motorizzazione, tutte con turbocompressore e iniezione diretta. Per fasce di potenza è possibile scegliere innanzitutto la fascia 115 cv, ottenuti con il motore 1.0 TSI BlueMotion Technology a benzina e con il Diesel 1.6 TDI SCR, entrambi a trazione anteriore con cambio manuale a sei rapporti. Potenza di 150 cv per il 1.5 TSI ACT (con disattivazione automatica di due cilindri) a benzina e per il 2.0 TDI SCR Diesel con trazione 4Motion; queste ultime due motorizzazioni sono proposte con cambio manuale a sei rapporti oppure con automatico DSG a sette velocità. Non manca l’opzione della trazione integrale 4Motion.

Il prezzo base della T-Roc a trazione anteriore, con motore 1.0 TSI 115 e allestimento Style è di 22.850 euro. Per l’Europa questo SUV compatto viene costruito nello stabilimento portoghese di Setúbal, vicino a Lisbona. L’importanza del Vecchio Continente nel mercato dei SUV compatti è certificata dai dati di vendita, con quasi l’80% delle vendite totali proprio in Europa.

Tra i plus ricercati dagli acquirenti di questa tipologia di auto rientra certamente la seduta alta: in questo caso si parla di 572 mm per la fila anteriore, 618 per quella posteriore. Sulla base dell’ormai onnipresente pianale modulare trasversale MQB, la T-Roc è lunga 4.234 mm (-252 rispetto alla Tiguan), con passo di 2.590 mm, 1.819 di larghezza e 1.573 di altezza. Ridotti gli sbalzi (831 mm anteriore e 800 mm posteriore), ampie al contrario le carreggiate, con 1.546 mm anteriore e 1.541 mm posteriore.

Il design contribuisce al successo della Volkswagen T-Roc: pur mantenendo un forte legame con altri modelli, come ad esempio la Tiguan, ha introdotto elementi stilistici originali, emozionanti.

Tra le particolarità estetiche va annoverata la verniciatura bicolore, con il tetto, i montanti anteriori e gli specchi retrovisori esterni di una tinta differente – nel caso dell’auto in prova neri -, dotazione di serie per il mercato italiano.

Tra gli optional della nostra Volkswagen T-Roc 1.0 TSI Style figura, oltre ai cerchi con finitura colorata, alla vernice perlacea e al climatizzatore automatico, l’Active Display, proposto a circa 700 euro. Si tratta del display principale della strumentazione: 11,7″ di diagonale, con risoluzione di 1.280 x 480 pixel. La scelta dei contenuti da visualizzare avviene tramite il tasto View sul volante multifunzione, scegliendo fra tre possibilità: vista con due elementi circolari per contagiri e tachimetro; vista senza elementi circolari; vista senza elementi circolari ma con informazioni supplementari a scelta. In pratica è il guidatore a definire, con notevole libertà d’azione, quali informazioni privilegiare e di conseguenza quali vedere visualizzate sull’Active Display: ad esempio è possibile dedicare tutto lo spazio al navigatore, oppure comporre in modo più ricco il pannello informativo.

Il motore tre cilindri 1.0 TSI turbo a benzina della Volkswagen T-Roc in prova mette a disposizione 115 cv tra 5000 e 5500 giri/min, oltre a 200 Nm di coppia tra 2000 e 3000 giri. Le prestazioni dichiarate: 0-100 km/h in 10,1″, velocità massima 187 km/h e consumi di 5,2 l/100 km nel ciclo combinato. Considerando i 50 litri di capacità del serbatoio, l’autonomia teorica raggiunge i 960 chilometri.

 
  DRIVE  
Del motore 1.0 TSI a tre cilindri della Volkswagen T-Roc si apprezza da subito l’estrema docilità, che ne rende l’uso facile e immediato anche quando, per ipotesi, si inserisse la marcia sbagliata. Ideale negli spostamenti cittadini, perché in grado di assecondare sia la marcia in souplesse, sia eventuali necessità di rapida evasione dal traffico. Complice il peso relativamente contenuto dell’auto, intorno ai 1.250 chilogrammi, il tre cilindri fa bene il suo dovere in molte situazioni, almeno fino a quando non gli si chiedano prestazioni troppo brillanti o impieghi a pieno carico, magari in salita. Perciò è normale scontrarsi con un’accelerazione non particolarmente vivace e ancora più con modesti risultati in ripresa. In città, però, nulla di tutto questo appare rilevante, anzi prevale l’equilibrio dell’erogazione, ben assecondata dal cambio, che è preciso e ha una corsa di innesto corta, quasi sportiva.

L’esperienza in abitacolo è piacevole e rilassante, grazie a parametri ergonomici corretti e soprattutto alla ridondanza informativa garantita dal display centrale di 8″ e dall’Active Display posto di fronte al guidatore. Per chi ha familiarità con le auto del Gruppo Volkswagen è immediato riconoscere le logiche di selezione delle schermate e di conseguenza muoversi agilmente tra i menu. L’impatto tecnologico e premium dei display contrasta con la qualità delle plastiche utilizzate lungo le portiere e per la plancia: rispetto ad esempio all’Audi Q2, che sul piano teorico è una concorrente (anche se molto più costosa), il confronto risulta decisamente sfavorevole alla Volkswagen T-Roc.

L’assetto propone un giusto compromesso tra comfort, irrinunciabile per un crossover compatto a vocazione urbana, e gusto di guida: poco propenso ai trasferimenti di carico, permette un approccio alla curva molto efficace e diretto, grazie anche alla risposta dello sterzo.

I consumi della Volkswagen T-Roc si attestano intorno a 15 km/l, superiori rispetto a quanto dichiarato ma in linea con quanto ha senso aspettarsi nell’utilizzo combinato, in questo caso con prevalenza di tratti urbani.

 

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