Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

14 agosto 2017 - 19:08

Il segmento dei SUV è in continua crescita. E le Case auto si sono attrezzate, ampliando un’offerta inizialmente ristretta ed esclusiva. Oggi esistono SUV compatti (o crossover) a meno di 20 mila euro ma volendo (e potendo) si può tranquillare sfondare il muro dei 100mila. La scelta è ampia, proprio come l’attuale gamma Tiguan: dopo averla sviluppata verso il basso con il 1.6 TDI, a Wolfsburg hanno pensato di calare l’asso di briscola con la Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line. Un mezzo tecnologico, prestante e un po’ fuori dagli schemi, ma non per questo poco sfruttabile o senza senso.


FORZA QUATTRO
Il motore è quattro cilindri in linea trasversale a gasolio: rispetto alle versioni da 150 e 190 cv quello della Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line ha due turbine (una è a geometria variabile), che permettono di arrivare a 240 cv di potenza a 4.000 giri e 500 Nm di coppia tra 1.750 e 2.500 giri. Valori molto interessanti, anche se la massa da muovere non è certo ridotta: 1.795 kg in ordine di marcia, numeri figli anche della trazione integrale permanente 4Motion che sfrutta la frizione Haldex ed è accoppiata al cambio DSG a 7 rapporti. Nonostante questo, la Tiguan si fionda a 100 km/h da ferma in soli 6,5 secondi e arriva fino a 228 km/h di velocità massima. Interessanti i consumi dichiarati, pari a 6,4 l/100 km nel ciclo misto.
BRUTTO CEFFO

La comunicazione non verbale è importante e la Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line lo sa bene: ecco perché si è agghindata di svariati accessori estetici. Assetto sportivo ribassato (-10 mm), cerchi da 20” (optional, di serie da 19”), parafanghi larghi e minigonne, prese d’aria aggiuntive, spoiler e diffusore posteriore: tutto per avere un’aria minacciosa. Non mancano i fari full LED.
C’È TUTTO

Anche gli interni della Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line non scherzano: ci sono il volante sportivo, i battitacco illuminati e i sedili in pelle (o microfibra a scelta). Di serie il display centrale, un TFT a colori da 12,3” che comprende il navigatore, il cruise control adattivo e il controllo del superamento della carreggiata. Optional il sistema di ricarica wireless dello smartphone. A livello di telaio la Tiguan come le altre compatte del Gruppo Volkswagen sfrutta la piattaforma modulare MQB. Per questa versione si parte da 46.000 euro ma attenzione: il prezzo comprende quasi tutto (anche il clima a tre zone, tanto per dirne una), quindi non bisogna pescare una lista nozze fatta di accessori per avere un’auto ben equipaggiata.

 

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DRIVE


MISS MUSCOLO
Mettiamola così: la Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line non vincerà mai un concorso d’eleganza, ma se ne esistesse uno per la tracotanza al podio potrebbe arrivarci… L’impatto visivo è forte: le linee della carrozzeria sono decise, lo sguardo perentorio, i volumi importanti. Non è mastodontica ma è scolpita come un culturista sotto gara. La qualità è buona: gli interni sono piacevoli al tatto e alla vista, tutto è molto concreto e solido. Lo schermo è facile da consultare, la pelle dei sedili è di qualità, la posizione di guida ben studiata: si sta in alto ma non troppo, con il volante verticale. In mezzo c’è un comodo bracciolo, morbido, che ospita oggetti di vario tipo.
FAI SPAZIO

Lo spazio a bordo della Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è abbondante, soprattutto per chi siede dietro e può, tra l’altro, regolare il climatizzatore e la temperatura del sedile a piacimento. Anche il bagagliaio (dotato di due luci, una asportabile) è importante: si parte da 520 litri in configurazione minima, 615 litri spostando in avanti il divano e 1.655 litri abbattendolo. Peccato per l’altezza del piano di carico non proprio rasoterra (73 cm) e per la sagoma delle ruote che riduce un po’ lo spazio ai lati.
CAMBIO O NON CAMBIO?

Il bello di auto come la Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è che, nonostante le scalpitanti fibre bianche, puoi godertele passeggiando sul lungomare. Merito dell’accordatura perfetta di tutti gli elementi meccanici: motore, sospensioni/telaio e gruppo trasmissione. Quest’ultimo è particolarmente efficiente: è stato uno dei primi cambi a doppia frizione e negli anni è migliorato costantemente. Il risultato, oggi, è un DSG telepatico, soprattutto in modalità automatica. Le marce sfilano con la delicatezza di una libellula, sia a salire sia a scendere di rapporto, e non importa la velocità: la cambiata è sempre dolce ed esattamente al regime che ci s’immagina. Notevole.
FORZA DELLA NATURA

Il vero protagonista è il 4 cilindri biturbo: sa essere educato se condotto a passo di marcia, ma se avete voglia di emozioni è ben felice di assecondarvi. 1.800 kg sono in assoluto tanti da spostare, ma non per questo motore: la spinta è immediata, forte e costante, ed è difficile trovare qualcuno che possa tenervi testa. Il bello è che non cala oltre i 3.000 giri, regime oltre il quale la maggior parte dei motori turbodiesel frena la corsa. Qui la spinta resta veemente, con un allungo che porta ben oltre la velocità codice. Peccato per il sound da turbodiesel. E attenzione ai consumi: guidando così, i valori dichiarati diventano un miraggio.
GUIDA D’ASSALTO

L’assetto è imperturbabile. La massa è importante e di conseguenza anche l’inerzia ma la trazione integrale unita alle sospensioni efficaci incollano la Tiguan come fosse sui binari. Per ogni curva presa all’arrembaggio la meccanica scava alla ricerca di trazione, una trebbiatrice da asfalto. E funziona: grazie anche alla centralina che gestisce istantaneamente svariati parametri, le ruote seguono la traiettoria immaginata. C’è solo un accenno di sottosterzo quando si esagera: basta mollare il gas e aspettare qualche attimo per trovarsi di nuovo nel posto giusto.
CHE MEZZO!
È un’auto decisamente interessante, questa Tiguan biturbo. Alla classica perfezione tedesca – che significa silenziosità di marcia, praticità, assetto sportivo ma comunque in grado di assorbire le buche, frenata potente e ben gestibile – affianca uno spiccato carattere giocoso, quasi ribelle. Parte del merito va al reparto marketing che ha intuito la necessità di un mezzo “sopra le righe”. Gli amanti della velocità ringraziano.

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