Una piccola bi-fuel da 90 CV

Novità sotto il cofano per la Twingo, la citycar Renault con cinque porte e quattro posti lunga appena 360 cm: è stata appena resa disponibile la versione bi-fuel benzina-GPL. Si tratta di una variante che promette basse emissioni e costi di esercizio contenuti, seppure non disgiunti da una certa vivacità.

È, infatti, basata sullo 0.9 TCe turbo da 90 CV, un compatto tre cilindri con monoblocco in alluminio, distribuzione a 12 valvole e fasatura variabile sull’aspirazione, che è anche la prima unità con omologazione Euro 6 D Temp ad arrivare nella gamma Twingo. Come nelle altre versioni (e nella “cugina” Smart forfour, basata sulla stessa piattaforma), il motore è collocato fra le ruote posteriori (quelle motrici), sotto il vano bagagli: un “dettaglio” che spinge a chiedersi dove sia alloggiato il serbatoio del GPL. Presto detto: si tratta di un’unità toroidale collocata nel pianale in posizione anteriore-centrale, dunque non pregiudizievole per abitabilità e volume di carico (nonché ottimale per il baricentro).

GPL per tre allestimenti

La Twingo GPL ha prezzi che partono dai 13.150 euro (un migliaio in più rispetto alla versione a benzina) dell’allestimento “base” Duel: questo include le luci diurne a led, le maniglie e i retrovisori in tinta con la carrozzeria, gli interni Color White, il computer di bordo e la radio R&GO con comandi al volante.

Più completo il Duel2, anch’esso introdotto con la recente semplificazione della gamma, proposto a 14.650 euro e completo di retrovisori elettrici con finitura nero lucido, interni Color Grey, volante rivestito in pelle, climatizzatore manuale e sistema multimediale R-LINK con touchscreen di 7”, radio DAB, funzione navigatore (Tom Tom con mappe europee) e protocollo Android Auto; standard pure la retrocamera e i sensori di distanza posteriori. Come la Duel, anche la Duel2 ha i cerchi da 15” in acciaio con copriruota, che nel secondo caso sono resi più accattivanti dalla colorazione nera.

L’alimentazione a GPL è disponibile anche per l’allestimento La Parisienne, il più sfizioso (16.800 euro, ha anche i cerchi in lega da 16” e il climatizzatore automatico), ma non per la sportiveggiante GT (16.150 euro) equipaggiata con lo stesso 0.9 turbo in configurazione da 110 CV.

Alla base della gamma dei motori si conferma il 1.0 SCe da 69 CV (da 11.350 euro), che come i TCe non bi-fuel è abbinabile anche al cambio automatico a doppia frizione EDC. Opzione, quest’ultima, non prevista per le versioni a GPL: chi vuole viaggiare a gas deve accontentarsi del cambio manuale a 5 marce.

Interni “flessibili”

L’abitacolo è quello che già conosciamo: accogliente per quattro adulti (lo spazio per le gambe non manca neppure dietro), sfoggia accattivanti rivestimenti bicolore ed è rifinito con discreta cura. Soddisfa anche la qualità degli assemblaggi, sebbene alcune plastiche (di tipo rigido) appaiano piuttosto “leggere”; inoltre, i finestrini posteriori non sono discendenti ma si aprono a compasso, e per il volante manca la registrazione in profondità. Una vera rarità per la categoria sono, invece, gli schienali delle poltrone regolabili in continuo (tramite una manopola) anziché a scatti.

Il baule, con i suoi 188 litri, non è ampio, ma cresce a 219 litri ponendo in verticale lo schienale del divano (diviso al centro) e a 980 litri abbattendolo; prevista, inoltre, la possibilità di “chiudere” pure la poltrona destra, liberando spazio per stivare oggetti lunghi fino a 2,3 metri (un record fra le citycar).

Più di 1.000 km di autonomia complessiva

L’impianto a GPL, fornito dall’italiana Landi Renzo, è installato da Renault nello stabilimento dove nasce la Twingo (a Novo Mesto, in Slovenia). Utilizza un serbatoio da 31 litri (che ai prezzi medi attuali si riempie con una spesa di circa 22 euro), mentre quello della benzina tiene 35 litri. Stando ai dati dichiarati le prestazioni non variano con il tipo di alimentazione: i 90 CV di potenza massima sono disponibili anche a gas, come i 135 Nm (a 2500 giri), e la velocità di punta è in ambo i casi di 170 km/h.

Ma i vantaggi promessi dal GPL non si fermano al risparmio sul pieno, dato che la sua combustione genera anche meno CO2, con un valore di 120g/km contro i 126 g/km omologati a benzina. Quanto ai consumi, il dato medio ufficiale a GPL è di 13,5 km/l, mentre a benzina di 18,2 km/l; utilizzando il contenuto di entrambi i serbatoi, l’autonomia totale teorica supera i 1.000 km.

Per passare da un tipo di alimentazione all’altro c’è un piccolo tasto integrato nell’indicatore di livello del GPL. Peccato sia infelicemente collocato in basso a sinistra nella plancia: mentre si guida, specie con la luce del sole, è impossibile vedere i led che segnalano (approssimativamente) quanto gas c’è nel serbatoio. Stesso discorso per i due led che informano sul tipo di carburante in uso: meglio sarebbe disporre di indicatori aggiuntivi nel cruscotto. In compenso, i rifornimenti di GPL sono facilitati dal fatto che la relativa presa di carico è a fianco del bocchettone per la benzina, protetta dal medesimo sportellino.

La manutenzione non cambia (o quasi)

La presenza dell’impianto bi-fuel non fa abbreviare l’intervallo fra i tagliandi che, come nel modello a benzina, è di 20.000 km oppure un anno; idem la garanzia, di due anni senza limiti di chilometraggio. In aggiunta, però, va messa in preventivo la sostituzione dei filtri dell’impianto GPL: ogni due anni o 40.000 km per quello in fase gassosa, e ogni tre anni o 60.000 km per quello in fase liquida. Inoltre, come per tutte le vetture con questo tipo di alimentazione, il serbatoio del GPL va rimpiazzato dopo dieci anni.

Su misura per la città

L’itinerario del test – in gran parte urbano, con partenza e arrivo nel centro di Roma – è stato studiato per far apprezzare l’agilità della piccola Renault Twingo TCe 90 GPL. Che tanto per cominciare conta su un raggio di sterzata contenutissimo (merito delle ruote davanti “libere” dagli organi della trazione), proprio quel che serve per “sguazzare” negli spazi ristretti.

A ciò aggiungete uno sterzo leggero, una frizione che non affatica e un cambio al quale si può rimproverare solo la corsa della leva un po’ abbondante, ma non la mancanza di precisione. In manovra, poi, sensori e retrocamera si rivelano utili anche in una vettura così compatta (oltre che preferibile a molte rivali per quanto riguarda la visuale offerta dal lunotto).

Il motore, che si avvia a benzina, passa automaticamente a GPL (sempre che l’opzione sia già stata selezionata sul commutatore) al raggiungimento della temperatura di esercizio. Guidando non si notano differenze in termini di prontezza nella risposta all’acceleratore e, quale che sia il carburante in uso, il tre cilindri convince con la sua piacevole omogeneità di funzionamento. Non aspettatevi, però, un brio da sportiva (specie premendo il tasto Eco nel tunnel, che promette di ridurre i consumi): lo scatto al semaforo è buono, ma l’erogazione più fluida che grintosa, e non proprio incisiva ai regimi inferiori, invita alla guida rilassata.

Ciò non toglie che in un tratto extraurbano, lungo strette strade collinari, insistendo con le marce basse abbiamo potuto “spremere” con efficacia i 90 CV, mettendo nel contempo alla prova le buona tenuta di strada, anche su fondo umido; bene pure le sospensioni, capaci di contrastare il rollio seppure al prezzo di qualche sobbalzo sulle asperità pronunciate. Ancora a proposito di comfort, almeno sino ad andature moderate (non abbiamo affrontato tratti autostradali) l’insonorizzazione è efficace; quanto alle vibrazioni– aspetto critico di molti tricilindrici – sono percettibili soltanto al minimo, e in misura trascurabile quando lo Stop&Start (di serie) riavvia il motore dopo una fermata.

Piccole GPL crescono

Con un +5% di richieste nei primi dieci mesi di quest’anno, la Renault Twingo è una mosca bianca nel segmento A, quello delle citycar, che per contro ha registrato una flessione del 12% (a fronte del -3% dell’intero settore): un successo determinato anche e soprattutto dalla clientela femminile, che rappresenta quasi il 70% del target del modello.

Con il debutto della nuova versione 0.9 TCe a GPL, la Casa francese punta a fare di meglio, agganciando il trend positivo delle piccole bi-fuel (sempre nell’ultimo periodo la richiesta di questo tipo di alimentazione rappresenta l’8,9% del totale, con una crescita del 14%): secondo le previsioni, questa nuova versione a gas sarà scelta dal 35% degli acquirenti di Twingo. Del resto, dopo l’estinzione delle piccole diesel (che le recenti normative anti-inquinamento hanno reso non più convenienti da produrre), il GPL rappresenta una valida soluzione per contenere i costi di gestione.

Ma non solo: essendo considerate meno inquinanti, di solito le bi-fuel possono circolare anche nelle giornate di “blocco del traffico” imposte dalle amministrazioni locali, e questo per una citycar è un vantaggio decisivo.