Prova Opel Mokka e Mokka-e, i B-SUV tutti da guidare

La nuova Opel Mokka irrompe sul mercato forte di un look personale, di dotazioni complete e di un comportamento stradale molto piacevole. Per i patiti dell’elettrico c’è anche la versione a batterie chiamata Mokka-e. I prezzi partono da 22.200 euro, salvo incentivi.

Drive

Opel Mokka plancia

La Opel Mokka ha un posto di guida molto ben studiato, con comandi disposti correttamente e un sedile che sostiene bene senza risultare costrittivo. La seduta può essere regolata molto in basso: di solito io amo avere il fondoschiena il più vicino possibile al pavimento ma qui mi sono tenuto qualche centimetro più in alto, anche per godere di una migliore visuale sull’ambiente circostante. Qualche limite in questo senso emerge comunque a causa del taglio dei finestrini posteriori e del lunotto, mentre nella parte anteriore dà un po’ noia la sagoma massiccia dei montanti del parabrezza.

Bene davanti, dietro un po’ meno

Opel Mokka GS Line interno sedili anteriori

Se il pilota e il suo secondo hanno di che sorridere, nella zona posteriore si alternano luci e ombre. L’apertura delle porte non lascia molto spazio per raggiungere il divano e l’altezza del brancardo impone qualche contorsione per fare entrare e uscire i piedi. Per contro i centimetri in altezza non mancano e le ginocchia arrivano a sfiorare gli schienali anteriori solo se si è di altezza superiore alla media. Quanto al bagagliaio, il volume dichiarato va dai 350 ai 1.105 litri, con il piano posizionabile su due livelli per le versioni a motore termico. La soglia di carico è un po’ alta, ma in verità è una cosa abbastanza diffusa tre le auto di questo tipo.

Che gusto!

Opel Mokka GS Line

La prima Opel Mokka che ho avuto modo di provare si strada è stata la 1.200 da 130 CV con cambio automatico e in allestimento GS Line Pack. Questa versione adotta cerchi da 18″, che nella guida fanno una bella differenza. Sullo sconnesso rendono infatti un po’ più secca la risposta delle sospensioni, specie di quelle posteriori, ma quando iniziano le curve esaltano le ottime doti telaistiche della Mokka. Il piccolo SUV Opel ha un assetto piuttosto piatto, entra in traiettoria in maniera pulita, percorre la linea imposta dando la sensazione di un’ottima tenuta e non allarga in uscita, nemmeno quando si maltratta un po’ l’acceleratore. Anche alle andature autostradali il rigore direzionale è buono, al pari della silenziosità, che peggiora solo una volta superati i fatidici 130 km/h imposti dal Codice.

In punta di dita

Opel Mokka cambio automatico

Volendo guidare in modo brillante è bene selezionare la modalità di guida Sport, che rende lo sterzo più incisivo e nello stesso tempo più pronte le risposte del cambio e del motore. La funzione Normale va invece bene per la gli spostamenti quotidiani, trovando un ottimo compromesso tra prestazioni ed efficienza. La modalità Eco ha infine a cuore i consumi e, pur di abbatterli, smorza molto -diciamo anche troppo – la vivacità del motore. A meno che non ci si trovi imbottigliati nel traffico o non si stia contemplando il panorama è francamente un peccato selezionarla. Il tre cilindri ha infatti un’erogazione piena e una coppia generosa, con un picco di 230 Nm, che meritano di essere apprezzate senza filtri elettronici. Con il suo temperamento, tra l’altro, il motore si sposa benissimo con il cambio automatico, che permette la selezione manuale dei rapporti con comode levette al volante.

Volendo guidare in modo brillante è bene selezionare la modalità di guida Sport, che rende lo sterzo più incisivo e nello stesso tempo più pronte le risposte del cambio e del motore

Vocazione urbana

Opel Mokka-e movimento

La Opel Mokka-e mostra differenze piuttosto evidenti rispetto alla sorella termica, se non altro per il fatto che pesa circa tre quintali in più. Le modifiche alle sospensioni fanno sì che le buche vengano filtrate meglio, mentre l’assetto fa un po’ più fatica in questo caso a controllare gli scuotimenti laterali. Quel che è certo è che il motore elettrico invoglia a usare il piede destro in modo leggero, complice anche il limite psicologico di voler preservare l’autonomia. A conti fatti, tuttavia, la preoccupazione è ingiustificata: i 300 e passa km promessi a batteria carica scendono in modo molto progressivo fin tanto che ci si tiene lontano da tangenziali e autostrade. L’habitat naturale dell’elettrica resta sempre la città, dove i frequenti stop-and-go consentono di ricaricare efficacemente le batterie. Inoltre la disponibilità immediata della coppia permette sempre di scattare rapidamente ai semafori, nel silenzio più assoluto.