Villa d’Este: le più belle concept del 2015

Il Concorso d’Eleganza comasco è uno degli auto show più esclusivi al mondo e, anche quest’anno, ha ospitato prototipi straordinari. Ecco le più belle concept del 2015.

25 maggio 2015 - 14:05

Sino al decennio scorso parata di vetture appartenenti a un tempo che non c’è più, oggi sfilata per auto d’epoca ma, soprattutto, per prototipi dalle linee tanto rétro quanto futuristiche, in grado d’anticipare gli stilemi delle future creazioni dei marchi più nobili. Un portagioie rinascimentale che cela preziosi unici, inimitabili e rarissimi. Ecco la natura del Concorso d’eleganza di Villa d’Este a Cernobbio (CO), sede di uno degli auto show più esclusivi al mondo.

Omaggi al passato e finestre sul futuro. Anche quest’anno Villa d’Este ha lasciato a bocca aperta. Le concept in mostra hanno fatto sfoggio di un design spesso ispirato al passato, reinterpretato in chiave moderna attingendo a materiali e tecnologie contemporanee. Ecco una selezione delle concept più affascinanti viste sulle rive del Lago di Como.

Aston Martin DBX Concept

La Casa inglese dimentica la tradizione, svelando la prima sportiva elettrica Made in Gaydon e anticipando la futura Gran Turismo a zero emissioni. È caratterizzata da quattro sedute, da un’altezza da terra superiore alle “sorelle”, da uno sterzo by-wire – vale a dire che affida all’elettronica anziché alle connessioni meccaniche la trasmissione dei comandi – nonché da quattro motori elettrici. Unità integrate nei gruppi ruota e alimentate mediante batterie al solfuro di litio assistite da un moderno sistema di recupero dell’energia nelle fasi non di carico del propulsore. Una sorta di Kers addomesticato. La presenza dei quattro motori elettrici porta in dote la trazione integrale a controllo elettronico. Meno convenzionale l’allestimento dell’abitacolo che prevede rivestimenti in pelle Nubuck, forme futuristiche dei sedili, plancia integralmente digitale, doppio head-up display e un vero e proprio centro comandi attorno allo sterzo.

Bentley EXP 10 Speed 6

Anticipa lo stile della nuova creazione della factory di Crewe, destinata a posizionarsi un gradino sotto Continental GT. Pur in assenza di dati tecnici, il “6” nel nome della vettura lascerebbe immaginare un passaggio dagli “storici” V8 e W12 a un 6 cilindri sovralimentato a iniezione diretta di benzina. Un cambiamento epocale che si riflette nella profonda innovazione del design, caratterizzato da linee decisamente più aggressive e dall’abitacolo a due posti secchi. Una rivoluzione per Bentley che, sino ad ora, aveva proposto solamente vetture a 4/5 sedute. Probabile l’adozione di una trasmissione automatica a 10 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia o, addirittura, a doppia frizione DSG. Non meno innovativo l’abitacolo, dove spiccano un display verticale da ben 12 pollici e finiture in materiali tutt’altro che convenzionali quali rame e acciaio abbinati a pelle e radica a profusione.

BMW 3.0 CSL Hommage

Un tributo al passato, interpretato in chiave moderna. Ispirata alla storica 3.0 CSL del 1972, dove la sigla CSL sta per Coupé Sport Leichtbau (leggera), ha attirato su di sé gli sguardi grazie all’enorme calandra cromata a doppio rene e alle vistose appendici aerodinamiche. Si fregia di una miriade di parti in CFRP (poliuretano termoplastico misto a fibra di carbonio) e di un 6 cilindri in linea abbinato a un modulo elettrico denominato eBoost, alimentato mediante batterie collocate dietro ai sedili. Una variante alla “tradizionale” tecnologia ibrida. I gruppi ottici “misti” (Laser + LED) si accompagnano a cerchi in lega da 21 pollici con paratie attive per chiudere gli spazi fra le razze, migliorando la penetrazione aerodinamica. Non meno rivoluzionario l’abitacolo, caratterizzato da fibre composite a profusione e un tocco rétro: la plancia in radica.

Glickenhaus SCG 003

Disegnata dalla Granstudio di Torino, la supercar americana – omologata per l’utilizzo stradale – è caratterizzata da una struttura monoscocca in carbonio e s’ispira nell’aerodinamica ai prototipi delle Le Mans Series. Mossa da un V6 3.5 biturbo Honda a iniezione diretta di benzina, in grado di erogare 530 cv e 700 Nm di coppia, complice il peso contenuto in 1.350 kg – la carrozzeria è interamente in fibre composite – vanta un rapporto peso/potenza di 2,55 kg/cv. Le sospensioni, pluriregolabili, sono realizzate dallo specialista KW e osservano lo schema a triangoli sovrapposti sia all’avantreno sia al retrotreno con ammortizzatori di tipo push-rod, vale a dire con puntoni diagonali che lavorano in compressione. Alla trasmissione sequenziale a 6 rapporti Hewland si abbina l’elettronica Bosch.

Lamborghini Asterion LPI 910-4

La prima Lamborghini ibrida plug-in della storia. La sigla LPI sta per Longitudinale Posteriore Ibrido e, ovviamente, si riferisce al sistema propulsivo composto dal noto V10 5.2 da 610 cv della Huracán e da ben tre (!) motori elettrici, per una potenza complessiva di 910 cv. La trazione, da tradizione, è integrale e viene ottenuta grazie alla presenza delle unità a zero emissioni, rinunciando al classico albero di trasmissione; liberando così spazio per l’installazione delle batterie al litio. La Asterion – dotata di trasmissione a doppia frizione a 7 rapporti di tipo transaxle – promette una velocità massima di 320 km/h e uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,0 secondi a fronte di una percorrenza media di 24,3 km/l. Le prese d’aria frontali adottano un sistema a gestione elettronica, mentre le tre lenti esagonali lungo il cofano motore variano posizione in base alla modalità di guida selezionata dal guidatore.

Magna Mila Plus

La concept realizzata dal colosso canadese Magna, specialista nella produzione di componenti e vetture per conto terzi, è una vettura ibrida dalla caratterizzazione sportiva, mossa da un tricilindrico turbo a iniezione diretta di benzina – di probabile derivazione MINI/BMW, pertanto di 1,5 litri – abbinato a due unità elettriche così da poter disporre d’una potenza complessiva di 272 cv a fronte di un’autonomia di 500 km, dei quali 75 percorribili a zero emissioni. La scocca è interamente in alluminio; il pacco batterie “annegato” nel telaio. Può contare su 580 Nm di coppia e uno scatto da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi. Pesa 1.520 kg e percorre mediamente 74 km/l.

Touring Superleggera Berlinetta Lusso

Basata sulla Ferrari F12 Berlinetta, riprende lo stile della Ferrari 166 Inter del 1948 ed è la prima di una serie limitata di cinque vetture. Nata dai desideri di un collezionista, vede la carrozzeria realizzata mixando la fibra di carbonio – riservata a paraurti, splitter, minigonne, portellone ed estrattore – e l’alluminio; lega leggera peraltro utilizzata in dodici differenti varianti e con tecnologie di giunzione e assemblaggio innovative, così da contenere il peso in 1.525 kg. Nulla cambia sotto il profilo meccanico, dato che Touring Superleggera Berlinetta Lusso è mossa dal consueto 12 cilindri a V Ferrari di 6.262 cc a iniezione diretta della benzina, forte di 740 cv tenuti a bada grazie alle sospensioni magnetoreologiche e ai freni carboceramici di terza generazione. Cambio a doppia frizione a 7 rapporti.

Zagato Mostro

Ispirata alla Maserati 450S Coupé Costin/Zagato del 1957, adotta un V8 4.2 da 405 cv della Casa del Tridente che, abbinato alla massa della vettura contenuta in 1.000 kg, porta in dote un rapporto peso/potenza di 2,47 kg/cv. Verrà declinata in 5 unità, accomunate dalla scocca in fibra di carbonio. La trasmissione è affidata a un classico cambio manuale a 6 marce di tipo transaxle, vale a dire posizionato al retrotreno in blocco con il differenziale. Le sospensioni, a triangoli sovrapposti in corrispondenza d’entrambi gli assali, seguono lo schema push-rod – con puntoni diagonali che lavorano in compressione – all’avantreno, mentre i cerchi in lega da 19 pollici, forti del fissaggio monodado, calzano pneumatici anteriori 225/40 e posteriori 295/35.

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