Canyon Strive CF Shapeshifter

Alla ricerca della MTB totale, quella che dà soddisfazioni in salita e fa godere in discesa. Canyon ha pronta la sua ricetta, non un mix agrodolce ma un manicaretto per palati esigenti

4 dicembre 2014 - 10:12

Per colpa della proliferazione delle discipline e della conseguente specializzazione delle biciclette, il maggiore cruccio di un biker è su quale mezzo investire i propri risparmi: XC, Trail, Enduro, DH sono le macro categorie in cui oggi si divide il mondo della mountain bike, senza contare che alcune Case ne modificano i confini o ne identificano altre intermedie. I compromessi, si sa, non stampano mai sul viso un sorriso a 32 denti, ma su questo punto c’è chi la pensa in modo diverso e ha trovato il modo di far allargare la bocca.

Canyon è un marchio relativamente giovane, ma molto dinamico: la novità che ha messo in campo per la prossima stagione si chiama Strive e promette di arrampicarsi con la facilità di una XC ma anche di scendere coma una vera Enduro. Per estrarre il coniglio dal cilindro ci sono voluti tre anni di lavoro, al pc e sui sentieri, e una intuizione battezzata Shapeshifter, che permette di gestire la geometria, l’escursione e le dinamiche delle sospensioni, senza smettere di pedalare. Il sistema consiste in una cartuccia ad aria integrata nel leveraggio della sospensione posteriore, gestita tramite un controllo remoto al manubrio, che permette di passare da modalità DH con angoli più aperti, escursione di 160 mm e Sag del 25%-30%, a XC con angoli più chiusi di 1.5° sia allo sterzo sia al piantone, escursione da 130 mm, Sag del 15% e movimento centrale più alto di 19 mm.

Per passare alla modalità DH bisogna premere il controllo remoto, spostando contemporaneamente il peso all’indietro ed esercitando una piccola spinta sui pedali. Con un movimento centrale più basso e angoli più aperti, il centro di gravità del biker si abbassa e il carico si distribuisce più uniformemente, conferendo maggiore stabilità e controllo alle velocità elevate e garantendo una maggiore sensazione di sicurezza. L’energia accumulata nel sistema è rilasciata quando il biker preme di nuovo il controllo remoto e porta il peso leggermente in avanti. Nell’assetto XC, il movimento centrale è più alto per dare maggiore luce sopra radici e sassi. Angoli più ridotti significano miglior controllo su salite tecniche, mentre una posizione in sella più rialzata corrisponde a una migliore trasmissione della potenza e maggior carico sulla ruota anteriore per meglio bilanciare la salita e affrontare terreni scorrevoli e veloci.

La mountain bike “totale” non è un sogno irraggiungibile: con un po’ di sacrifici e una spesa di 4.999 euro ci si può mettere in sella alla Canyon Strive Shapeshifter versione top di gamma, la CF 9.0 SL con telaio in fibra di carbonio, trasmissione Shimano XTR, sospensioni Fox/Cane Creek e ruote Mavic. Se si preferisce il custom made, con 2.899 euro si può acquistare il kit telaio (con ammortizzatore Cane Kreek DBinline, serie sterzo Cane Kreek 40 e reggisella RockShox RS Reverbe Stealth con remote control) e poi si comincia a dare sfogo alla fantasia.

Per chi ancora non lo sapesse, le Canyon si possono acquistare solo on-line.

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