Dancing Monkey? No, grazie

Non sempre la televisione rovina il cervello dei ragazzi… Può anche accadere che alcune immagini, stampate indelebilmente nella loro memoria, siano un giorno fonte di ispirazione per una bella idea che farà la gioia di tanti biker

19 novembre 2014 - 13:11

A ispirare i ragazzi di USWE sono state senz’altro le immagini del miglior Tarzan di sempre (quello interpretato da Johnny Weissmuller), che con la fida Cita sulle spalle si librava appeso alle liane della jungla. Forse non è stato proprio così, ma a me piace pensarlo: la metafora della scimmia ballerina è efficace e rende l’idea di cosa significhi avere uno zaino che rimbalza sulla schiena, quando si è impegnati a mantenere l’equilibrio e la concentrazione. Sicuramente a Tarzan non sarebbe piaciuto se Cita si fosse divertita a muoversi di qua e di là, durante i suoi pendoli fra gli alberi: infatti le aveva insegnato come comportarsi e i due si muovevano in perfetta simbiosi.

Dalla jungla ai boschi di casa nostra il passo è breve: la traduzione della metafora dice che è meglio portarsi sulle spalle uno zaino che resti fermo al suo posto, anche pedalando su tratti più tecnici e sconnessi.

Ecco la genesi del sistema NO DANCING MONKEY™, un brevetto esclusivo di USWE (si pronuncia You Swee), che stabilizza lo zaino e distribuisce correttamente il peso grazie a un particolare sistema di fissaggio e posizionamento.

Il marchio svedese nasce per rispondere all’esigenza di avere prodotti specifici per le due ruote: mountain bike, enduro e motocross. E la scimmia ballerina è addomesticata grazie a quattro caratteristiche specifiche del sistema di fissaggio:

1) Imbragatura a 4 punti, ammortizzata con inserti elastici
2) Allacciatura con una unica fibbia centrale
3) Cinghie inferiori regolabili su due taglie
4) Ampia regolazione degli spallacci e delle cinghie

Un’altra particolarità degli zaini USWE è il kit Hands Free, disponibile come optional su tutti i modelli. Si tratta di un sistema di idratazione “a mani libere”, che permette di avere la valvola per bere a portata di bocca, alloggiata all’interno del casco integrale. Ci si può così idratare senza staccare le mani dal manubrio. È l’deale per l’enduro, le gare tipo Avalanche, ma anche per le giornate di bike park o le escursioni che prevedono lunghe discese. Il kit costa 32 euro.

I modelli
Gli zaini USWE per la mountain bike si dividono nelle famiglie Pro e Challenger. Quelli della serie Challenger sono i più leggeri e si rivolgono agli amanti delle escursioni, del trail-riding e dell’all-mountain. La serie Pro è invece più orientata all’utilizzo racing, con materiali più resistenti e appositi accorgimenti dedicati a chi prende parte a gare tipo Enduro o Avalanche: spallacci in materiale traspirante, schienale imbottiture maggiormente aerate e dotate di inserti antiscivolo, sistemi di fissaggio per caschi integrali e aperti. Quello nelle nostre mani, o meglio sulla nostra schiena, è il modello F3 Pro. Lo zaino race per eccellenza, pensato per i rider che vogliono andare veloci e restare leggeri. È dotato di una tasca per gli attrezzi e qualche barretta, che può essere rimossa quando si preferisce avere con sé solo la sacca idrica da 2 litri di volume. È disponibile anche nella versione F4 Pro, con sacca idrica da 3 litri, 9 litri di capacità di stivaggio, doppio portacasco e prezzo di 120 euro.

Specifiche

  • M-XL (taglia unica, regolabile)
  • Peso 620g
  • Nero/Rosso
  • Prezzo 105 euro

Caratteristiche

  • Sistema a 4 punti, ammortizzato, NoDancingMonkey™
  • Spallacci ventilati
  • Schienale con doppia imbottutura e strisce in silicone antiscivolo
  • Sacca idrica da 2,0 litri Hydrapak/USWE Shape-Shift™
  • Scompartimento principale
  • Tasca rimovibile per gli attrezzi
  • Tasca impermeabile per telefono, lettore multimediale
  • Portacasco (integrale e aperto)
  • Clip per il fissaggio del tubo idrico

 Caratteristiche sacca idrica

  • Hydrapak/USWE Shape-Shift™ con capienza di 2 litri
  • Realizzata in Poliuretano, spessore 0.25 mm
  • Reversibile per facilitare pulizia e asciugatura
  • Apertura superiore a tutta larghezza
  • Tubo con connettore di tipo plug-and-play
  • Bite valve a 45°
  • BPA e PVC free
  • Sopporta la lavastoviglie

LA PROVA
A scrutarlo e toccarlo, il nostro USWE F3 Pro appare molto curato e realizzato per durare a lungo: tutte le sue componenti e i materiali utilizzati sono di buon livello e pregevole fattura; molta l’attenzione dedicata i particolari. Le cinghie e gli spallacci, regolabili, consentono di adattare con precisione la calzata alla propria corporatura e all’abbigliamento indossato, senza limitare nei movimenti e nella respirazione. La bella sacca idrica, prodotta da Hydrapak per USWE, ha un’apertura lunga quanto il lato superiore, che la rende facile da riempire e soprattutto da pulire, grazie alla possibilità di essere rivoltata, condizione che garantisce igiene e lunga vita. Sul lato frontale è riportata una scala graduata, che misura il livello di riempimento e che facilita il dosaggio di sali e integratori. Il tubo ha un pratico sistema di aggancio/sgancio a baionetta ed è dotato di una bite valve inclinata a 45°, che garantisce un buon flusso e che è sempre a portata di mano, grazie alla clip di aggancio che la blocca alla cinghia. Gli elastici per fissare il casco li ho usati per agganciare la mia non troppo piccola pompa a doppio flusso, così da evitare di riporla nella tasca che alloggia la sacca idrica, con il rischio di rovinarla. Nella taschina esterna, amovibile per stare più leggeri, ho stipato due barrette, il kit di brugole Fix-It-Sticks, le chiavi dell’auto, tre fascette, il kit antiforatura e il cellulare, ossia tutto ciò che occorre per affrontare in autonomia un’uscita di mezza giornata.

Ho guidato per circa tre ore, alternando tratti pedalati in piano e salita a brevi discese tecniche: una volta regolate in modo ottimale cinghie e spallacci, l’F3 è sempre rimasto fermo dove doveva e la scimmietta non ha nemmeno provato a ballare! Anche affrontando quelle lunghe salite in cui i polmoni lavorano tanto e ti trovi a respirare a bocca aperta, lo zaino non mi ha mai dato quella spiacevole sensazione di costrizione che obbliga ad allentare qualsiasi pressione dal petto. Considerato che in condizioni di clima mite e uscite non troppo impegnative, un litro di acqua e sali ogni ora è un consumo più che ottimistico, ho deciso di uscire senza borracce, confidando solo sulla riserva nello zaino. Non ho avuto problemi. La valvola garantisce un buon flusso di liquido, senza dover succhiare come un neonato, e il gancino per fissarla alla cinghia è utile e pratico.

Una volta a casa ho dedicato alla sacca idrica il minimo sindacale di cure e mi sono bastati pochi minuti per smontare il tubo, rivoltarla, sciacquarla e metterla ad asciugare. In conclusione, direi “Tarzan approved…”
Per info, www.riecycle.it

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