Giant Talon, a prova di metropoli

Non sempre la soluzione ai problemi di inquinamento e mobilità urbana è una bicicletta con motore e batteria. Ci sono molte situazioni in cui le circostanze e il budget fanno pendere l’ago della bilancia a favore di una classica, versatile ed efficace bici tradizionale.

Il boom delle bici a pedalata assistita ha numeri impressionanti e, anche prima che ci si mettesse la pandemia a far impazzire il mercato sconvolgendo produzione e approvvigionamenti, l’offerta di eBike era di gran lunga insufficiente a soddisfare la domanda a causa della sua smisurata crescita. Il successo è dovuto sia al miglioramento dei prodotti, oggi non più malriuscite operazioni di genetica frutto di innesti di motori e batterie su biciclette tradizionali, sia a un approccio più maturo di Case e soprattutto di pubblico, ormai capace di recepire e apprezzare il prodotto.

eBike o bici tradizionale?

Ma davvero la bicicletta a pedalata assistita è destinata a diventare lo standard della mobilità? Dipende da dove la si usa e da come la sia usa. Per chi vive in città, percorre tragitti brevi, facendo i conti con pavé, rotaie del tram e magari deve superare qualche scalino per ricoverare la bici in ufficio o in casa (obbligatorio se si vive per esempio a Milano, dove i furti sono un flagello), la eBike diventa più un problema che un vantaggio. Costo, peso e praticità, sono punti a sfavore rispetto a una meno esclusiva muscolare, meglio ancora se con forcella ammortizzata, gomme di sezione generosa, portapacchi e borse. Che si tratti di una MTB front suspended o di una meno specialistica trekking bike poco cambia.

Abbiamo guidato una Giant Talon 3, front con telaio in alluminio, forcella da 100 mm di escursione, trasmissione 2×11, freni a disco idraulici e gomme off-road. A completare l’allestimento, portapacchi posteriore con due borse morbide. Prezzo, 699 euro

Tutto sotto controllo

Ci ho passato un’intera giornata a Milano, dall’alba al tramonto, vivendo la Talon come se fosse l’unico mezzo di trasporto di un pendolare che abita in periferia, lavora in centro e ama andare a fare la spesa al mercato… Cominciamo da fermi. La posizione in sella è comoda, come ci si aspetta da una MTB orientata a un utilizzo ricreazionale, anche se le taglie sono abbondanti: io che sono alto 182 cm e che, come al solito, mi sono orientato su una L, avrei dovuto invece optare una M. Le ruote sono da 29” e, insieme al manubrio largo e rialzato, contribuiscono a un assetto piuttosto eretto, che permette di avere un buon controllo di ciò che accade intorno e tenere d’occhio auto e incroci. Le gomme da 2,25”, leggermente tassellate, permettono di avventurarsi su scorciatoie non asfaltate (come parchi e giardini) e sono un giusto compromesso fra scorrevolezza ed effetto ammortizzante. A proposito di effetto ammortizzante, la forcella è mediocre (non dimentichiamo però che la bici è allestita con componenti entry level), e compie il suo dovere quando le sconnessioni sono più marcate. Ma in fondo è ciò che le si chiede: filtrare sampietrini, rotaie e buche. Può essere bloccata grazie al comando remoto montato sul manubrio e regolata nel precarico della molla, attraverso il registro sullo stelo di sinistra.

Le ruote sono da 29” e, insieme al manubrio largo e rialzato, contribuiscono a un assetto piuttosto rialzato, che permette di avere un buon controllo di ciò che accade intorno e tenere d’occhio auto e incroci

Versatilità totale

Le borse sono molto pratiche. Non mi piace molto il materiale con cui sono costruite, un po’ rigido, però sono curate, abbastanza capienti (fino a 10 kg di portata) e con un intelligente sistema di  aggancio/sgancio rapido. Io ci ho messo una discreta scorta di frutta e verdura, pane e mezzo chilo di frittini che ho mangiato in pausa pranzo… Non è certo una cargo bike ma, volendo, sul portapacchi si può fissare un cestello extra per aumentare la capacità di carico.
Un’altra freccia all’arco della Talon è che, una volta timbrato il cartellino del venerdì e smessi i panni della commuter può di nuovo e finalmente indossare quelli della MTB.

Andare per boschi e sentieri è nella sua natura e così, dopo aver affrontato la jungla urbana, sarà un piacere anche per lei accompagnarvi a respirare nella natura

Foto Martina Folco Zambelli/HLMPHOTO